L’olio ci insegna a coltivare le radici

Installazioni, video, disegni, fotografia e dipinti nell'interesssante collettiva d’arte contemporanea, tra simobolismo e tradizione, al Torrione Angioino di Bitonto

409
0
CONDIVIDI

L’olio insegna è il titolo della mostra in corso al Torrione Angioino di Bitonto, parte del programma Olea, promosso dalla Cooperativa Ulixes in partenariato con il Disum, Dipartimento Studi Umanistici Uniba, Thesis, Consorzio Social Lab.

Il titolo chiarisce e confonde, suggerisce e allude al tema, declinato in tutte le sfumature semantiche del conosciuto e del vagheggiato, attraverso l’esposizione di un eterogeneo gruppo di lavori, tra installazioni, video, disegni, fotografia e dipinti presentati dagli artisti Tiziano Bellomi, Giovanni Carpignano, Maria Grazia Carriero, Pierluca Cetera, Piero Chiariello, Chiprima Kypoy,Nicola Liberatore, Franco G. Livera, Walter Loparco, Enrico Meo, Rossella Mercedes, Sara Montani, Pantaleo Musaro’, Arben Shira.

Olio come dottrina, educazione, indizio, nesso tra ciò che fu e prospettiva futura, giocosa congiunzione tra purezza e contaminazione. La matrice identitaria e l’aspetto rappresentativo si coniugano per offrire spunti di riflessione e interpretazioni multiple.

Il nodo con la tradizione, con le radici rurali della terra, gravida di spunti per i nostri artisti è da anni al centro di ricerche e sperimentazioni e quello dell’olio e dell’ulivo è un tema particolamente sentito e molto trattato in terra nostra, avida madre di ogni goccia di questo prezioso siero di creatività.

Subitaneo vola il pensiero all’artista Franco Sannicandro, pioniere nel promuovere ogni idea leggera in azione significativa, anche quando si trattava di recuperare vecchie lattine accartocciate per renderle piedistallo di innovazione, come nel suo immenso progetto “Olio d’artista”. Il tributo a Sannicandro è stato particolarmente intenso nelle parole del giornalista Marino Pagano, pronunciate in occasione dell’inaugurazione: “un creativo organizzatore, un manager culturale, coraggioso, provato dalla vita, eppure col sorriso sempre pronto. Questo è stato Franco Sannicandro per il mondo artistico italiano, meridionale, pugliese”.

La mostra al Torrione interpreta, a suo modo, un esercizio di creatività nato in seno ad un progetto scolastico di cui ci parla la stessa curatrice, Antonella Bonerba: “La mostra è partita dall’istituto alberghiero di Castellaneta. La mostra è stata il momento finale del mio percorso di immissione in ruolo. Dopo aver studiato l’olio, con le mie classi, dopo aver effettuato diverse visite in frantoi e musei, si è organizzata una mostra che intendeva essere la mia proposta per il futuro degli alunni. Con la mostra intendevo prendere esempio dall’arte contemporanea, che attraversa linguaggi e copre tutti gli ambiti del sapere. Gli artisti sono stati scelti in base all’attinenza che le loro opere avrebbero potuto avere in un contesto di collettiva”.

L’olio, dunque, si misura come guida, musa ispiratrice, memoria, monito. Fluido che percorre epoche e contesti lontani, incuneandosi tra le pieghe di una classicità sempre contemporanea.

L’olio come emblema di un dinamismo gnoseologico, di un sentire liquido in continuo divenire, tra distrazioni e immagini da custodire, intermittenze frenetiche e piccoli gesti che scandiscono routine quotidiane senza tempo.

“Il termine insegna – chiarisce infine la curatrice – è verbo e sostantivo, essenza-azione ed estetica, riguarda l’insegnare, ma è anche nome di uno stemma, un cartello, una targa che racchiude una scritta o un simbolo, che orienta, che annuncia, che anticipa o prepara a qualcosa, permette di giocare con il nuovo ruolo che ogni artista sa donare ad un qualsiasi oggetto”.

Nelle foto, alcune opere in mostra al Torrione di Bitonto