Tra disagi quotidiani e la promessa di una mobilità nuova, ecco la città-cantiere

Tra quattrocento aree di intervento, il BRT che ridisegna la viabilità, le proteste dei residenti e i timori per i parcheggi, Bari combatte contro il caos, sorretta dalla speranza che i lavori finiscano presto e consegnino una città più moderna, accessibile e sostenibile

Bari è un enorme cantiere a cielo aperto. Strade chiuse, marciapiedi transennati, deviazioni improvvise, lavori simultanei in ogni quartiere: la città vive una trasformazione urbanistica senza precedenti, trainata dal progetto del BRT, dai fondi del PNRR e da una lunga serie di interventi di riqualificazione. Un cambiamento che promette un nuovo e più funzionale assetto urbanistico e una mobilità più moderna e sostenibile, ma che nel presente pesa sulla quotidianità dei cittadini, costretti a convivere con rallentamenti, incertezze e un senso diffuso di smarrimento.

Una città trasformata in un labirinto di cantieri

Lo scacchiere del centro di Bari oggi appare come un labirinto intricato di divieti, prolungamenti e deviazioni stradali. Percorrere in auto le vie del quartiere Libertà, per esempio, significa imbattersi in cantieri installati all’improvviso, spesso senza un adeguato preavviso: le auto vengono obbligate a svoltare nelle vie parallele, lasciando spiazzati residenti e automobilisti di passaggio. Situazioni analoghe si ripetono in altri quartieri, come Japigia e Carbonara, dove numerosi angoli dei marciapiedi risultano inagibili, probabilmente per interventi su impianti e condutture.

I lavori del BRT nel quartiere di Japigia

Le limitazioni alla percorribilità non riguardano soltanto via Manzoni, da mesi al centro delle polemiche per il progetto di pedonalizzazione. Una strada che, già negli anni Novanta, fu chiusa al traffico con esiti negativi per il commercio locale, complice la “mala gestione” e la diversa cultura dell’epoca. Oggi i lavori di sistemazione del manto stradale proseguono tra le perplessità di commercianti e residenti: le prospettive degli esercizi commerciali restano incerte e, oltre alla nuova illuminazione, al sistema di filodiffusione e all’installazione di aiuole, non si conoscono altri elementi concreti per un reale rilancio della zona.

Da poche settimane è possibile sperimentare la nuova area pedonale compresa tra via Crisanzio, via Garruba e via Nicolai, caratterizzata da una pavimentazione che richiama trame tessili, omaggio alla tradizione mercantile della zona. L’auspicio, mentre i lavori si concentrano sulla parte opposta della strada, è che l’intera via possa essere restituita alla cittadinanza entro fine giugno. Ma si tratta, evidentemente, soltanto di una speranza. Un fattore potenzialmente utile alla riqualificazione del quartiere è la presenza dello studentato universitario nell’ex Istituto Nautico, in via Abate Gimma, presentato alla cittadinanza l’estate scorsa ma non ancora pienamente operativo.

Il capolinea del BRT alle piscine comunali

Intanto, tra i pochi negozianti di via Manzoni e tra i residenti, predomina la sfiducia, alimentata dalle lungaggini dei lavori necessari per completare solo alcuni isolati.

Tra restyling, transenne e il cantiere infinito del BRT

Prossimamente anche via Dante, una delle strade più trafficate della città, sarà interessata da un importante intervento di restyling: previsto l’allargamento dei marciapiedi, una scelta che sta già alimentando dubbi e preoccupazioni tra residenti e commercianti, soprattutto per la possibile perdita di numerosi posti auto, considerata una vera e propria “grana” da risolvere.

Ulteriori transenne ostacolano la fluidità del traffico nella vicina via Quintino Sella, crocevia indispensabile per il progetto RBT, di cui si discute molto in città. Proprio i lavori per questa nuova infrastruttura, destinata a rivoluzionare la mobilità urbana, stanno interrompendo gran parte delle arterie stradali, con rallentamenti, restringimenti di carreggiata e inevitabili disagi.

Il piazzale dello Stadio della Vittoria

Situazione analoga sul lungomare, sia nel tratto verso la Fiera del Levante sia in direzione sud: i cantieri hanno modificato le fermate degli autobus e generato lunghe file di auto. Anche piazza Aldo Moro è coinvolta: qui, durante l’inverno, un grave incidente ha provocato la morte di un uomo investito da un autobus Amtab, complice la difficoltà delle manovre in un’area già congestionata e resa ancora più complessa dai lavori in corso. Le modifiche alle fermate dei bus urbani stanno creando confusione tra turisti e cittadini, che faticano a orientarsi.

La causa principale della simultaneità dei cantieri è proprio il BRT – Bus Rapid Transit, un sistema di linee elettriche progettate per garantire maggiore velocità, affidabilità e comfort. Il progetto prevede 4 linee (verde, rossa, lilla, blu), 108 fermate, 83 pensiline tecnologiche, 24 km di rete stradale interessati (per un totale di 60 km di percorsi), 42 autobus elettrici da 18 metri, corsie riservate e semafori prioritari per oltre l’80% del tracciato.

L’obiettivo è ridurre traffico e inquinamento, ampliando gli spazi pubblici e offrendo un sistema di mobilità più moderno. Per Bari potrebbe rappresentare un punto di svolta radicale nello stile di vita dei cittadini e dei pendolari. Si spera che i lavori, finanziati come molti altri interventi dai fondi PNRR, possano concludersi entro l’estate.

Piazza Massari

Intanto continuano – da troppo tempo, secondo molti – i lavori di riqualificazione di via Argiro. Non tutti gli isolati possono definirsi ultimati: dopo quello iniziale che parte da corso Vittorio Emanuele II (anch’esso transennato per il progetto BRT), in diversi tratti di strada sono visibili le vecchie basole, che dovrebbero essere riposizionate al centro della carreggiata. L’accelerazione dei lavori è arrivata solo dopo le rimostranze dei commercianti, che speravano nella conclusione già da tempo. I cantieri hanno infatti creato danni significativi, soprattutto durante il periodo dello shopping natalizio. Le proteste degli esercenti hanno dato l’input per velocizzare gli interventi in una delle vie principali del Murattiano, dove diversi imprenditori del settore food hanno investito recentemente, trovandosi subito coinvolti nei disagi.

Comitati, proteste e marciapiedi sconnessi: il disagio quotidiano

Spostandosi nel Municipio II, dove si trovano il Policlinico, il Politecnico e Parco 2 Giugno, stanno generando crescente preoccupazione i lavori per il nuovo sistema di trasporto urbano. Qui un gruppo di cittadini e commercianti ha dato vita al “Comitato No RBT”, arrivando perfino a presentare una diffida al Comune di Bari. I rappresentanti del comitato non contestano l’utilità dell’infrastruttura in sé, ma denunciano la mancanza di dialogo, le tempistiche inadeguate e i preavvisi insufficienti relativi ai divieti di sosta. L’altro elemento di forte allarme è la possibile perdita di 600 posti auto, un tema particolarmente sensibile per chi vive o lavora nella zona.

Via Quintino Sella

Camminando nel centro cittadino, molte porzioni dei marciapiedi risultano delimitate da transenne a causa di mattonelle rotte o rialzate. Non si tratta soltanto di alberi caduti durante le giornate di maltempo: piccoli interventi vengono effettuati periodicamente anche su strade recentemente risistemate. Perfino la pavimentazione di via Sparano, considerata una delle riqualificazioni più recenti e importanti, necessita spesso di manutenzione per improvvise buche che si formano soprattutto agli incroci, nei punti di transito delle auto. Mattonelle sconnesse sono presenti anche in piazza del Ferrarese, una delle zone più frequentate dai turisti.

Occorre prestare molta attenzione a dove si mettono i piedi: il rischio di cadere e procurarsi fratture è concreto, come accaduto a febbraio a una docente e a un giornalista in pieno centro. In generale, tra buche, marciapiedi rotti e strade sconnesse, si contano circa un centinaio di accessi al pronto soccorso. A tutto ciò si aggiungono le difficoltà per le persone con disabilità, che si trovano a muoversi in un contesto urbano spesso ostile.

Anche nei quartieri periferici i “lavori in corso” sono davvero numerosi: a Carbonara, nei pressi dell’ospedale Di Venere; sui ponti di Japigia (via Di Vagno) per interventi di messa in sicurezza; sul ponte Garibaldi, rimasto inaccessibile per alcune giornate a fine marzo a causa delle prove di carico dei mezzi pesanti, cui si è aggiunta la chiusura notturna di inizio aprile per proseguire i lavori del sistema BRT.

Il rendering di una fermata del BRT

Il numero complessivo dei cantieri attivi a Bari in questo periodo arriva addirittura a quattrocento. «I cantieri del PNRR a Bari? Non mi fanno più dormire. Tutti, nessuno escluso», dichiarava a fine marzo l’assessore ai Lavori Pubblici Domenico Scaramuzzi, che segue quotidianamente l’andamento dei lavori, mostrando comunque fiducia nel rispetto delle scadenze.

Se da un lato le opere infrastrutturali lasciano intravedere l’intenzione di costruire una viabilità più rapida e un servizio pubblico più efficiente, dall’altro sono causa di disagi diffusi tra i cittadini, costretti a convivere con divieti, deviazioni e rallentamenti. Per facilitare la convivenza con i cantieri, il Comune ha attivato Bari in Progress (clicca qui) un portale che permette ai cittadini di conoscere i progetti in corso, seguire lo stato di avanzamento dei lavori e consultare una mappa geolocalizzata degli interventi. È stato inoltre attivato un numero telefonico (080 5772399) per informazioni e chiarimenti, insieme a incontri informali nei quartieri per aggiornare la cittadinanza.

Parcheggi, sicurezza e cultura civica: la sfida oltre le infrastrutture

Come si evince già dall’insieme dei lavori in corso, l’incertezza che più preoccupa la popolazione del capoluogo riguarda la disponibilità dei parcheggi. In più occasioni il sindaco Vito Leccese ha cercato di placare gli animi: «È inevitabile che oggi Bari sia un grande cantiere a cielo aperto, ma chiediamo ai cittadini di guardare oltre il disagio contingente: i benefici di questi interventi sono ormai vicini e riguarderanno tutta la comunità».

Il nuovo sistema di mobilità ridisegnerà, infatti, l’impianto urbanistico della città ma comporterà la perdita di diversi posti auto. Secondo le stime dell’amministrazione, Bari perderà circa l’1% dei parcheggi (circa 260 posti) per favorire l’infrastruttura RBT. I partiti dell’opposizione, invece, prevedono una riduzione molto più consistente, stimando che la città potrebbe essere privata di oltre 2.500 posti auto.

Per far fronte a queste criticità, l’amministrazione comunale sta lavorando per individuare nuove aree di sosta e realizzare parcheggi interrati in diverse zone della città. È stata riaperta l’area vicino al parco Maugeri, nel quartiere Libertà, con oltre 100 posti disponibili; un parcheggio interrato da 500 posti dovrebbe aprire nei pressi dell’ex Caserma Rossani; un’altra zona di sosta con 140 posti è stata inaugurata a San Girolamo. Nel frattempo si studiano ulteriori soluzioni per agevolare i residenti, tra cui la possibilità di creare accessi nell’area delle Ferrovie dello Stato in corso Italia.

L’illustrazione delle panchine per l’attesa del BRT

In questa fase operativa dei lavori predomina, tuttavia, un senso diffuso di irrequietezza e incertezza, che rischia di spegnere l’entusiasmo per un progetto ambizioso, finanziato con i fondi del PNRR. L’auspicio è che il nuovo sistema di mobilità possa davvero collegare in modo efficace le zone centrali con le periferie, migliorando la qualità della vita dei cittadini. Ma la riflessione non può limitarsi alle infrastrutture: riguarda anche la sicurezza e la gestione della mobilità urbana.

Il sistema dei trasporti dovrebbe facilitare la vita di tutti. Eppure, come spesso riportano le cronache cittadine, negli orari di punta molti autobus subiscono atti di vandalismo, ritardi o “salti di fermata” dovuti alla capienza. In futuro, con il Bus Rapido integrato ad altri mezzi come monopattini e bici elettriche, ogni cittadino – indipendentemente da sesso, nazionalità o disabilità – dovrebbe poter circolare in sicurezza, senza timori o disagi.

Non dovrebbe essere un rischio utilizzare il trasporto pubblico nelle ore notturne, eppure ancora oggi si registrano episodi di aggressioni agli autisti e comportamenti pericolosi da parte di gruppi di ragazzi, che mettono in difficoltà chi si trova a camminare o viaggiare da solo.

Accanto alle infrastrutture, dunque, è necessario sviluppare una nuova sensibilità per il bene comune, una diversa e più matura consapevolezza del vivere la città. È innegabile che la gestione dei parcheggi sia un fattore cruciale per la qualità della vita, ma occorre anche riconoscere che, dietro molte lamentele, si nascondono abitudini radicate: cittadini che utilizzano l’auto per spostamenti brevissimi, parcheggiano in doppia fila mentre fanno la spesa, sostano nelle aree riservate ai disabili o pretendono un posto auto sotto casa. Una cronaca quotidiana che quasi non fa più notizia.

Mentre Bari prova a mobilitarsi per il futuro, i baresi dovrebbero imparare, dunque, a smobilitarsi dalle vecchie e incivili abitudini, approfittando dei tempi non proprio brevi che li separano dalla fine dei cantieri.

 

La foto in alto illustra la mappa dei cantieri in corso a Bari. Le altre foto mostrano gli interventi in vari quartieri per la realizzazione del BRT