Franco Deramo
Non facciamo sparire Gesù Bambino dal Natale
Dalle scuole al focolare domestico, la sacra natività, rappresentata nel presepe, è il segno della Luce che si manifesta tra gli uomini, costringendoli a rimettere in discussione il proprio agire
Col presidente Decaro, al fianco delle fragilità
Tra cura sanitaria e sostegno socio-educativo, la sfida è costruire un sistema integrato che non lasci indietro nessuno, l'appello di Vanna Pontiggia alla nuova amministrazione della Regione
Per un conclave “aperto” nel segno di Francesco
Nei Novendiali è emersa la volontà della Chiesa di ritrovare le proprie radici e una visione ecumenica in un Papa capace di raccogliere l’eredità di Bergoglio
Speranza, poveri e pace le parole di Papa Francesco
La fede sorretta dalla fiducia, l'amore per gli ultimi e l'impegno contro ogni violenza sono la cifra distintiva di un pastore tra i più amati e popolari di ogni tempo
La memoria è la valigia dei ricordi
La liberazione dei sopravvissuti ai lager nazisti, ottant'anni fa, è un monito per chi, ancora oggi, crede nella superiorità di una razza e persegue l'intolleranza religiosa
Nella culla del Natale non resti solo il freddo e il...
La triste vicenda del neonato ritrovato senza vita a Bari ci interroga tutti ma impone solidarietà con chi da sempre testimonia amore e vicinanza agli ultimi
Il Bambinello ci chiede di guardarlo non di vederlo
In questi giorni di festa, in cui si rischia di smarrire il senso più vero del Natale, un potente messaggio si leva dal presepe dell'Immacolata a Gioia del Colle
Per discernere occorre saper ascoltare
Le nomine e trasferimenti di numerosi sacerdoti e alcuni laici nell’arcidiocesi di Bari-Bitonto non appaiono nello spirito di quella sinodalità che dovrebbe orientare la vita della chiesa
La vera grandezza della Dc è stata la sua “dimensione plurale”
Il volume di Pombeni, Formigoni e Vecchio, presentato all'ateneo di Bari, ha il pregio di aver storicizzato l'esperienza politica del partito-nazione
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”
Le parole di Primo Levi sono il viatico di chi compie un viaggio ad Auschwitz, il cui scopo è "vedere" la follia della shoah ed evitare che l'orrore si ripeta












