A Greta e Mauro l’augurio di una carriera da Gigante

I premi conferiti agli alunni della scuola Monterisi di Bisceglie rendono omaggio al talento e alla passione del grande maestro, le cui Divagazioni sono state recentemente ripubblicate

Molfettese di origini, biscegliese di adozione. Il talento e la passione di Aldo Gigante, l’indimenticato maestro scomparso nel 2007, allievo di Nino Rota e fondatore del primo complesso musicale composto da pazienti della Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie, oltre che direttore della banda musicale della città, continuano a vivere nelle nuove generazioni di musicisti, grazie alla volontà della famiglia e degli eredi.

Luciano, Anna Maria e Cecilia Gigante hanno ideato, infatti, un premio destinato ai ragazzi delle classi terze a indirizzo musicale della scuola media “Riccardo Monterisi” per ricordare i meriti di Aldo come uomo, didatta e musicista. Ma soprattutto per proseguire quella fondamentale opera di avviamento allo studio del violino e del pianoforte a cui Gigante, già negli anni Sessanta, si era dedicato, lavorando nella scuola con zelo e passione.

A ricevere il Premio Musicale Aldo Gigante, quest’anno, sono stati gli alunni Greta Allegretta (per la sezione violino) e Mauro Ventura (per la sezione altri strumenti – clarinetto). È dal lontano 1979 che l’istituto di Bisceglie contempla un corso a indirizzo musicale, che col tempo è diventato ordinario e si è raddoppiato con l’istituzione di otto cattedre di strumento: pianoforte, tromba, flauto, chitarra, clarinetto, violino I, violino II e violoncello. Negli anni, l’orchestra composta dagli studenti dell’istituto ha girato l’Italia in lungo e in largo, ottenendo numerosi riconoscimenti ed esibendosi in alcuni dei più prestigiosi e suggestivi scenari destinati alla musica dal vivo.

Mauro Ventura e Greta Allegretta, vincitori del Premio musicale Aldo Gigante

Non è quindi un caso che proprio questa scuola offra oggi la possibilità di proseguire nel solco tracciato da Gigante, che fu studente di composizione con un altro grande della musica, Nino Rota, e di strumentazione per banda con Salvatore Rubino, per poi diplomarsi al Conservatorio di musica San Pietro a Majella a Napoli. Aldo si distinse, nella sua lunga carriera professionale, oltre che per la grande preparazione musicale – che spaziava dal pianoforte alla composizione alla strumentazione per banda – per essere un raffinato didatta e per una serie di iniziative dirette all’ascolto e alla divulgazione. In particolare, ha sempre voluto imprimere alla musica una dimensione solidaristica, sino a realizzare il sogno che fu di don Pasquale Uva: formare un complesso musicale composto esclusivamente dagli ospiti della Casa della Divina Provvidenza. Nell’arco di tre anni il sogno di don Pasquale si concretizzò e trentacinque giovani pazienti animarono un concerto bandistico che destò stupore e ammirazione in chi ebbe la fortuna di assistere ai concerti.

Gigante fu ordinario di educazione musicale presso la scuola media “Cesare Battisti” e formò il Complesso Corale Femminile, oltre a un singolare ensemble di flauti dolci noto come The Young Recorders, noto per alcune esecuzioni di pregio al Teatro Petruzzelli, al Piccinni e al Castello Svevo. Notevole, inoltre, la sua produzione sia come compositore di musica religiosa e lirica, per pianoforte, per banda, per coro, sia come autore di poesie, testi musicali, copioni per riviste e libretti per melodrammi.

Recentemente, le Divagazioni per pianoforte del maestro sono state pubblicate nell’attenta revisione di un giovane e talentuoso pianista: Andrea Simone De Nicolò, allievo della Scuola di Pianoforte del Conservatorio di Bari. La pubblicazione, elaborata a partire dal materiale reso disponibile dalla figlia del maestro, Cecilia, e dalla professoressa Cecilia Gigante, è stata inserita dalla WIP Edizioni nella collana Labirinto Armonico diretta dal maestro Alessandro Cazzato. Il libro contiene anche tre brani inediti per pianoforte, tre divagazioni scritte dal maestro e revisionate opportunamente sotto il coordinamento del maestro Giuseppe Campagnola, docente di pianoforte del giovane De Nicolò e, a sua volta, allievo di Aldo Gigante. A corredo dei brani l’autore ha inserito alcune note biografiche del musicista e alcune appassionate memorie di chi ha avuto modo di incontrarlo e conoscerlo in vita.

Tra i tanti allievi del maestro vi è persino il celeberrimo Riccardo Muti. Un giovane di talento che però “faticava un tantino nello studio”, come raccontava lo stesso Gigante in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno del 1987. “Perciò una volta – spiegava Gigante – consigliai la madre dall’insistere perché suo figlio in tenera età imparasse a suonare uno strumento così difficile. Ma la signora Muti, che teneva all’educazione dei figli, fu categorica: provi ancora un mese”. Una perseveranza che fu ovviamente premiata. Ed è lo stesso Muti, oggi, a ricordare con grande affetto e riconoscenza la figura di quel suo primo insegnante, che per primo gli mostrò la posizioni corretta della mano sinistra sulla cordiera insieme ai primi rudimenti.

Riccardo Muti, al violino, accompagnato a pianoforte dal maestro Aldo Gigante in un concerto per i seminaristi. Molfetta 15 maggio 1952.

“L’inizio fu faticoso”, ricorda Muti. “Provavo la produzione del suono sulla corda vuota davanti a una finestra di casa che dava su piazza Paradiso e vedevo i miei coetanei giocare a pallone; era difficile da quel punto di vista non odiare il violino. E per una seconda volta i miei progressi si misero a camminare lentissimi. A un certo punto, non ricordo come, ebbi di nuovo un repentino mutamento: feci un balzo avanti, tanto che nel 1950 fui in grado di eseguire, accompagnato da Gigante al pianoforte, un concerto di Vivaldi in La maggiore di fronte a una platea di trecento seminaristi”. Tra i quali c’era anche chi poi divenne un vescovo molto amato a Molfetta: l’indimenticabile don Tonino Bello.