L’atrio dell’Istituto Sacro Cuore è la suggestiva cornice in cui è stato portato in scena Francesco vai!, il musical prodotto dall’A.I.M.A., l’Associazione I Miracoli dell’Amicizia, per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. L’opera, scritta e diretta dal presidente dell’associazione, Francesco Naglieri, s’inserisce nel solco delle attività culturali e solidali che da dieci anni caratterizzano il sodalizio, nato dall’incontro tra Naglieri, figlio spirituale di San Pio, e un gruppo di amici uniti dal desiderio di offrire aiuto concreto e disinteressato a chi vive situazioni di fragilità.
Il musical indaga la forza persuasiva del santo; una forza che non nasce da strategie comunicative ma dalla radicalità della sua testimonianza di vita. Francesco continua a parlare al presente: la sua unicità ha attraversato i secoli e resta sorprendentemente attuale. Le sue scelte, la sua povertà, il suo modo di guardare il Creato e gli esseri umani sono ancora oggi un invito a ripensare il nostro modo di stare nel mondo. Non a caso Pio XII lo definì “il più italiano dei santi e il più santo degli italiani”.
Lo spettacolo alterna parti recitate e parti cantate, costruendo un percorso emotivo che conduce lo spettatore dentro le atmosfere medievali e spirituali dell’epoca. La narrazione, per intensità e composizione scenica, sembra talvolta superare la bidimensionalità del palco per trasformarsi in un vero e proprio “affresco vivente”, evocando la potenza narrativa delle storie dipinte da Giotto. Al centro della rappresentazione, la tensione tra la visione materiale del padre Pietro Bernardone e la vocazione spirituale del giovane Francesco: un conflitto che diventa metafora delle incomprensioni tra generazioni, delle aspettative che dividono, dei valori che possono allontanare ma anche ricomporre. Una chiave di lettura che parla ai giovani, invitandoli a cercare ideali alti, a non accontentarsi della mediocrità, a creare cose nuove e belle.
La scenografia, volutamente essenziale, richiama la povertà francescana; le coreografie di Mirko Guglielmi e il lavoro del corpo di ballo – composto da giovani che hanno saputo fondere tecnica ed emozione – amplificano la dimensione spirituale delle scene. Il cast, formato da volontari che da anni collaborano con A.I.M.A., conferma una maturità artistica ormai consolidata: Camillo Picca (San Francesco), Nicla Naglieri (Santa Chiara), Michele Minenna (Pietro Bernardone), Maurizio Iacobellis (Il Papa), Manuel Minenna (Fra Bernardo), Christian Carlucci (Fra Leone), Giuseppe Perrulli, Mariantonietta Carbonara, Conny Ciocia, Domenica Tarantino (I Poveri) e Claudia Acquafredda (La povera solista). Audio e luci sono curati da Antonio Martinelli e Sergio Schiavone.

Il musical si inserisce nella più ampia attività dell’A.I.M.A., associazione laica e aperta a tutti, che negli anni ha realizzato numerosi spettacoli dedicati a figure di particolare esemplarità per l’altezza della loro missione e la forza caritativa del loro operato: San Pasquale, Padre Pio, Santa Lucia Filippini e San Giovanni Paolo II. Opere nate – come racconta Naglieri – “all’improvviso, come un dono”, spesso scritte di notte, in un impulso creativo che unisce fede, arte e impegno sociale. Gli spettacoli dell’A.I.M.A. hanno la capacità di parlare al cuore della gente, di emozionare e di offrire uno spazio di riflessione in un tempo dominato da ansie e individualismo.
In continuità con questa missione, l’intero ricavato di “Francesco vai!” sarà devoluto alla missione di Bangui, in Africa, per l’ampliamento del centro medico ospedaliero “Padre Pio”, con particolare attenzione al reparto di maternità. Un gesto che conferma la natura discreta, silenziosa e profondamente solidale dell’associazione, impegnata anche nella ricostruzione della cella di Padre Pio negli ospedali della diocesi e nel sostegno alle famiglie che non possono permettersi visite specialistiche.

Raccontare la vita di Francesco significa raccontare la storia di un uomo straordinario. Credenti o meno, la sua vicenda resta un patrimonio universale: un invito all’umiltà, al perdono, all’amicizia, alla capacità di cambiare e di mettersi in discussione. È un messaggio che oggi, più che mai, può aiutare i giovani a ritrovare un orientamento, a riscoprire la bellezza delle relazioni autentiche e a immaginare un futuro più ricco di senso.




