L’architettura scende in città e tra i cittadini

Sempre più numerosi i professionisti del territorio barese che aderiscono a Open! Studi aperti in tutta Italia, l’iniziativa del consiglio nazionale degli architetti

564
0
CONDIVIDI

In tempi di grande incertezza e confusione di identità e compiti, c’è una categoria professionale che continua a mobilitarsi per fare chiarezza sul proprio ruolo e sull’importanza che questo riveste nella società, instaurando un rapporto diretto con i cittadini.

Giunta alla terza edizione, Open! Studi aperti in tutta Italia è un’iniziativa del consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori che va coinvolgendo un numero sempre crescente di studi professionali. Oggi e domani, i progettisti aprono le porte dei propri luoghi di lavoro a chiunque sia interessato a conoscerli, dando vita ad un grande happening fatto di dimostrazioni, esposizioni e momenti conviviali.

La conferenza stampa per presentare l’iniziativa: in primo piano, l’arch. Paolo A. M. Maffiola, presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Bari, al suo fianco l’arch. Rosanna Nicastri, referente per Open! a Bari

Alla conferenza stampa di presentazione, ieri al Comune di Bari, hanno partecipato, per l’ordine professionale barese, il presidente, arch. Paolo Maffiola, la consigliera e referente per l’iniziativa, arch. Rosanna Nicastri, e alcuni componenti della commissione cultura che si è occupata di coordinare i numerosi studi nonché i singoli professionisti che hanno aderito con entusiasmo all’evento nazionale.

È stata sottolineata l’importanza, per gli architetti, di aprirsi all’esterno, superando quel limite psicologico che spesso coincide con i muri del proprio studio, nella consapevolezza della necessità di condividere i pensieri e le esperienze, in quanto ogni progettista è innanzitutto un fautore di idee che devono confluire nella costruzione di un futuro migliore per le nostre città.

La mappa degli eventi nell’area metropolitana di Bari

Oggi, purtroppo, persiste ancora una situazione di coercizione culturale del professionista, visto, nel migliore dei casi, come un semplice disegnatore o un arredatore. Il ruolo dell’architetto, al contrario, sta assumendo, nel mondo d’oggi, caratteristiche sempre più elevate in un complesso quadro che include i numerosi aspetti dell’abitare.

Le maggiori adesioni all’evento per l’ordine di Bari, caso unico in Italia, sono giunte più dalle città dell’area metropolitana che dal capoluogo, facendo emergere la vivacità dei territori ma anche l’importanza di dare ascolto alle realtà urbane più decentrate. Per lo svolgimento della terza edizione dell’evento, il consiglio nazionale, in aggiunta a quanto già sperimentato nelle prime edizioni, ha voluto incentivare azioni collettive e raggruppamenti spontanei di professionisti. L’architetto svolge infatti un ruolo sociale centrale, in quanto interprete delle esigenze delle persone che vivono le città e i territori.

In questa foto e nell’immagine in alto, studi di architetti aperti per Open! 2018

I comuni dell’area metropolitana di Bari mettono a disposizione dei professionisti che aderiscono all’iniziativa ambienti e spazi nei quali poter svolgere attività di stampo didattico-formativo. Si ha, in tal modo, la possibilità di intervenire attivamente in luoghi di aggregazione già riconosciuti dalla cittadinanza. Laboratori urbani, biblioteche, pinacoteche, musei e piazze, diventano centri per la promozione della cultura, della messa in rete, della condivisione e dell’inclusione.

Novità di questa edizione è la collaborazione con l’Accademia di belle arti di Bari e il coinvolgimento diretto degli istituti scolastici locali, dei centri parrocchiali, delle associazioni e degli enti gestori di attività di formazione. A Bari, Terlizzi, Castellana Grotte, Polignano a Mare, Bitetto, Sannicandro di Bari, Grumo Appula, Altamura, Corato e Monopoli vengono organizzate attività ludiche quali composizioni figurative, “passeggiate critiche”, elaborazioni plastiche tridimensionali, letture.

I giochi hanno finalità educative e si svolgono attraverso performance artistiche e ricreative. Avvicinare bambini e ragazzi al mondo dell’architettura serve a far comprendere il valore e la bellezza dei luoghi in cui abitano e vivono quotidianamente e, quindi, educarli al rispetto degli spazi pubblici, beni comuni della collettività.