Una pasticceria storica nel cuore del borgo murattiano. Un’oasi di dolcezza che si accompagna da sempre a cordialità, raffinatezza e professionalità. Una storia che affonda le radici in oltre trent’anni di attività, ma che in realtà nasce ancor prima, dall’esperienza della cioccolateria di via Quintino Sella. In quel laboratorio oltre il “re” cioccolato, in una grande varietà di forme e di aromi – dettata tanto dalla fantasia dei titolari quanto dalle richieste dei clienti – ad un certo punto fa irruzione sua “maestà” la cassata, spalancando le porte del capoluogo pugliese a tutta la serie di “dolcissimi” siciliani: cannoli, paste alla mandorla o allo zibibbo, frutta di Martorana, granite artigianali, brioche col tuppo… Insomma, una bella e dolce storia di successo.
Ma in quella cioccolateria c’era un tallone d’Achille. Ciò che ne avrebbe decretato la chiusura con la successiva apertura del bar pasticceria di via Andrea da Bari. Se infatti il gusto era soddisfatto, i clienti esprimevano ancora un desiderio: poter accompagnare il dolce con qualcosa da bere. Fu allora che nella mente di Oreste e Cristina Tiberino scoccò la scintilla: offrire specialità dolciarie con la possibilità di abbinarli a una bevanda: caffè, thè, succhi, spremute ma anche vini e liquori. Ecco com’è nato Tesori di Sicilia.

Nonostante qualche difficoltà iniziale, fu subito chiara l’alta qualità e l’originalità dei prodotti. Così, tra curiosità e acquolina, la fila all’ingresso crebbe di giorno in giorno, con ingorghi da paura la domenica e nei giorni di grande festa: un trionfo di panettoni, spumanti, colombe e uova pasquali. Con splecialità, a dire il vero, non solo siciliane: e quindi non solo Fiasconaro ma anche i più bei nomi della “dolceria” italiana, da Biasetto ad Alda a Scarpato.
Ma veniamo alle ultime novità. Da alcune settimane, questo celebre locale nel cuore commerciale della città ha avviato una promo davvero interessante. La colazione a un prezzo imbattibile: caffè a 50 e cornetto a 60 centesimi. Senza fare sconti, ovviamente, sulla qualità della miscela o della crema all’interno dei profumatissimi cornetti. Una scelta dettata dal marketing ma anche dal desiderio di andare incontro alla clientela. O meglio, agli amici che frequentano il bar. È un rapporto speciale, infatti, quello che da lunghi anni lega la vasta e variegata clientela a questo luogo e ai suoi gestori. Un’ospitalità intima e familiare, che si fonda su un collaudato rapporto di fiducia e quasi di complicità.

Tesori di Sicilia è così apprezzato perché ha saputo costruire un’abitudine nuova: una colazione o una pausa caffè, ma anche un toast o un’insalata, consumati in un ambiente non solo accogliente ma soprattutto genuino e cordiale. Una sorta di famiglia allargata.
Non appena varcata la soglia, chi entra si ritrova difronte gli stessi visi e gli stessi sorrisi di sempre, dai titolari agli altri avventori, veri e propri compagni “di bancone”. E, finito il caffè (che sia espresso, lungo o shakerato), gustato un dolcetto, un cremino, un candito o l’insuperabile cannolo, non vedono l’ora di tornare il giorno dopo con la consapevolezza di ritrovare qualcuno che si ricordi il loro nome, i gusti, le abitudini, se prendono il caffè amaro o zuccherato.

Il costo ridotto fa sì, poi, che il caffè e il cornetto siano per tutti, proprio per tutti, un’abitudine piacevole alla portata di ogni tasca. In un periodo in cui persino le relazioni personali rischiano di scemare e raffreddarsi a causa del caro vita, offrire la possibilità di una colazione di qualità è un gesto di enorme affetto nei confronti della propria clientela.

La promo lanciata da Tesori di Sicilia ci riporta indietro nel tempo, ad un’epoca in cui il caffè non era un lusso ma una piacevolissima consuetudine, ripetuta più volte nella stessa giornata. Dagli anni ’50, quando il caffè costava 50-100 lire (circa dai 3 ai 5 centesimi), agli anni ’70 in cui tra crisi petrolifera e inflazione il prezzo sale a 500 lire (circa 26 centesimi), sino agli anni ’90 in cui la gustosa bevanda supera per la prima volta le 1000 lire (circa 0,52 euro). È a questo momento storico che il bar di via Andrea da Bari fa ritorno, alle vecchie 1000 lire per un caffè, a quei tempi e a quelle consuetudini ormai consegnate all’archivio della storia.
In realtà, c’è una ragione se i prezzi, in generale, sono lievitati tanto. Dai costi delle materie prime a quelli di gestione (energia, affitti, utenze, personale), anche nel campo della ristorazione leggera gli ultimi anni si sono rivelati quanto mai pesanti. A complicare ulteriormente il quadro per molte attività commerciali baresi si aggiungono i disagi legati ai lavori per il BR (la linea destinata al transito veloce dei bus), che in diversi punti della città hanno ridotto l’accessibilità di strade e negozi, rendendo più difficile ai clienti raggiungere i propri esercizi di riferimento.
Le sfide, però, non riguardano soltanto i costi e la viabilità urbana. Negli ultimi anni sono cambiati anche i consumatori e le loro abitudini. Se un tempo il bar era soprattutto un luogo di passaggio, dove si entrava per un caffè veloce prima di riprendere la giornata, oggi il pubblico cerca un’esperienza completa: ambienti curati, identità riconoscibile, proposte originali e spesso condivisibili sui social. Allo stesso tempo cresce l’attenzione verso il benessere, con una domanda sempre più orientata a prodotti salutari, ingredienti biologici, alternative vegane e bevande senza zucchero.

Per questo il prezzo di una tazzina racconta molto più di quanto possa sembrare. Dietro quel gesto semplice e quotidiano ci sono investimenti e scelte meditate oltre alla continua necessità di rinnovarsi per restare competitivi in un mercato sempre più complesso. Una realtà spesso poco visibile agli occhi del consumatore.
Ecco perché riportare il caffè al prezzo simbolico delle vecchie mille lire assume un valore che va oltre la promozione commerciale. È un modo per riaffermare il legame con una tradizione tutta italiana e per ricordare che la colazione al bar, con un caffè e un cornetto, resta uno dei piccoli piaceri quotidiani più amati. Un rito semplice che resiste al tempo, alle mode e alle difficoltà del presente.
Nelle immagini, alcune delle prelibatezze proposte da “I Tesori di Sicilia”





