Alla ricerca del tesoro “perduto” da Bari alle città intorno

Tra ipogei, cattedrali, chiese barocche e dimore nobiliari, in un territorio ricco di arte e cultura ancora tutto da scoprire, tornano le Giornate del Fondo Ambiente Italiano

C’è un patrimonio culturale che esiste da secoli ma che, per ragioni diverse (le difficoltà di accedervi, la mancanza di una guida capace di svelarne il valore) rimane invisibile persino agli occhi di chi ci vive accanto. Le Giornate FAI di Primavera sono nate esattamente con questo scopo: per rendere accessibile quel patrimonio, per mettere in campo le guide, per restituire alla collettività ciò che le appartiene. E sabato 21 e domenica 22 marzo, alla sua 34ª edizione, l’appuntamento torna più ricco che mai, con oltre 780 luoghi aperti in 400 città italiane, tutti visitabili a contributo libero, grazie all’impegno dei volontari del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS.

In Puglia saranno 48 i siti aperti, distribuiti in quasi quaranta località. Nell’area metropolitana di Bari le aperture previste sono 10, comprendendo anche quelle del capoluogo, lungo un itinerario che illustra la complessità storica e artistica di questo angolo di Puglia, passando dall’archeologia alla devozione barocca, dall’architettura rupestre al teatro liberty, dalle dimore aristocratiche alle cattedrali normanne. Ogni tappa è un mondo a sé, eppure tutte le tappe si tengono, come capitoli di un unico racconto su cosa significa abitare questa terra nel tempo.

La cupola del Margherita da poco restaurata

TEATRO MARGHERITA, BARI — IL TEATRO SULL’ACQUA

Protagonista assoluto dell’edizione barese è senza dubbio il Teatro Margherita, il più emblematico dei luoghi scelti, e non solo per la sua straordinaria architettura. Restituito alla città appena una settimana fa dopo un lungo e importante intervento di riqualificazione condotto dalla Soprintendenza, questo edificio unico nel suo genere — l’unico contenitore culturale su palafitte d’Italia — riapre le porte in occasione delle Giornate FAI in un momento di carica simbolica eccezionale.

Costruito nei primissimi anni del Novecento sul lungomare del capoluogo, il Margherita sorge letteralmente sullo specchio d’acqua del porto, sostenuto da una struttura di piloni che ne fanno un oggetto architettonico senza confronti nel panorama nazionale. Il percorso di visita parte dal foyer ottagonale, custode delle decorazioni originali e della cupola affrescata da Nicola Colonna, per scendere poi nella platea con i nuovi ballatoi metallici e salire fino alla torre scenica. Solo per gli iscritti FAI è prevista la visita al primo piano del foyer e al suggestivo terrazzo delle torrette, con la vista sul porto e sulla città che da sola vale la salita.

ADELFIA IPOGEA — LA CITTÀ SOTTO LA CITTÀ

Ad appena tredici chilometri da Bari, incastonata tra le prime dolci propaggini delle Murge, Adelfia nasconde un segreto antico sotto le pietre dei suoi due rioni storici. L’Adelfia ipogea è uno dei luoghi meno noti e più affascinanti dell’intera area metropolitana: un sistema di ambienti sotterranei scavati nel banco calcareo che per secoli ha costituito il ventre vivente della comunità, usato per conservare derrate alimentari, produrre vino, cercare riparo.

L’ingresso all’ipogeo di Adelfia

Il comune nacque nel 1927 dalla fusione dei borghi di Canneto e Montrone, e il suo stesso nome — dal greco adelphòs, “fratellanza” — porta in sé il segno di una riconciliazione tra due comunità che per secoli avevano vissuto come entità separate, ciascuna con le proprie tradizioni, il proprio dialetto, i propri santi. Le origini di Montrone risalgono al 982 d.C., quando il commerciante bizantino Roni Sensech si stabilì in tre grotte sottostanti all’attuale centro storico: un dettaglio che dice molto su quanto profondo sia il legame tra questa terra e il suo sottosuolo. Le Giornate FAI offrono una rara opportunità per scendere in quegli spazi che normalmente rimangono chiusi, accompagnati da ciceroni capaci di restituire vita e contesto a ogni pietra.

CHIESA DELL’ADDOLORATA E ORFANOTROFIO DELLE MONACELLE, CASAMASSIMA

Casamassima, il “paese azzurro” del cui colore i vicoli del centro storico si tingono ancora oggi, conserva nel cuore del suo borgo antico un luogo che unisce devozione, storia sociale e architettura religiosa. La Chiesa dell’Addolorata e il contiguo Orfanotrofio delle Monacelle formano un complesso di grande fascino, testimonianza di una vocazione assistenziale che ha accompagnato per secoli la vita della comunità locale. L’orfanotrofio — le “Monacelle” erano le religiose che vi operavano — costituisce uno di quei luoghi che le Giornate FAI sanno raccontare meglio di qualunque testo scritto: un edificio che ha visto passare generazioni di bambine, che ha ospitato dolore e cura, e che oggi aspetta di essere riscoperto nella sua dimensione materiale e umana.

CHIESA DI SAN COSMA, CONVERSANO — IL BAROCCO NELLA PIETRA

Conversano è una delle città pugliesi più ricche di arte e stratificazione storica, e la Chiesa di San Cosma ne è una delle testimonianze più preziose. L’edificio, che esprime con piena evidenza il gusto barocco così radicato nella civiltà architettonica di questa regione, si distingue per la qualità delle sue decorazioni e per il senso di composta monumentalità che trasmette a chi la percorre. Visitarla durante le Giornate FAI, guidati da ciceroni preparati, significa non soltanto ammirarne le forme ma capire come si costruiva il potere e si esprimeva la fede in una città che nel Seicento era un centro di cultura e devozione di primaria importanza.

La cattedrale di Giovinazzo

CATTEDRALE E PALAZZO VESCOVILE DI GIOVINAZZO

Giovinazzo è uno dei borghi costieri più suggestivi del litorale adriatico nord-barese, e la sua Cattedrale è tra le più eleganti testimonianze del romanico pugliese. Edificata tra il XII e il XIII secolo, domina il promontorio su cui sorge l’antico centro abitato con una presenza al tempo stesso austera e luminosa, capace di dialogare con il mare su cui affaccia. Accanto a essa, il Palazzo Vescovile ne completa il racconto, portando la visita dalla dimensione spirituale a quella istituzionale: gli ambienti del palazzo custodiscono opere d’arte, suppellettili liturgiche e documenti che restituiscono il profilo di una diocesi antica e la vita dei suoi pastori nel tempo.

CHIESA DELL’ANNUNCIAZIONE, GRAVINA IN PUGLIA

Gravina in Puglia è una città che non smette di stupire chi la scopre: il suo centro storico di chiese, palazzi e vicoli affacciati sul profondo canyon della Gravina è uno degli scenari urbani più drammatici della regione. La Chiesa dell’Annunciazione si inserisce in questo contesto con la propria storia di arte e devozione, offrendo ai visitatori delle Giornate FAI un’ulteriore chiave di lettura di una città già di per sé straordinaria. L’apertura di questo edificio — non sempre accessibile nel corso dell’anno — rappresenta uno di quegli appuntamenti che i cultori del patrimonio locale non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

INSIGNE COLLEGIATA DI MOLA DI BARI

Mola di Bari, affacciata sull’Adriatico con il suo profilo basso e il castello aragonese a guardia del porto, ospita una delle chiese più significative del territorio: l’Insigne Collegiata, dedicata a San Nicola, che con la sua mole imponente segna da secoli il cuore religioso e urbano della città. Definita “insigne” per il rango del suo capitolo — un titolo che nel sistema ecclesiastico indica una comunità di canonici dotata di particolari privilegi e dignità — la Collegiata è un edificio che racconta la storia di Mola attraverso le epoche delle sue trasformazioni, delle sue commissioni artistiche e delle generazioni di fedeli che l’hanno attraversata.

Vista aerea sull’Insigne Collegiata

PARROCCHIA SAN BERNARDINO, MOLFETTA

Molfetta è una città che ha fatto del proprio rapporto con il mare e con la devozione i perni della propria identità. La Parrocchia di San Bernardino è uno dei luoghi di culto che meglio esprimono la stratificazione storica del tessuto urbano molfettese, con il suo intreccio di elementi architettonici di epoche diverse e il suo radicamento nella vita quotidiana del quartiere. Le Giornate FAI permettono di visitarla con una profondità che la semplice fruizione domenicale difficilmente consente, restituendo il senso pieno di ciò che un edificio religioso significa per una comunità che ci abita intorno da generazioni.

La chiesa di San Bernardino

VILLAGGIO RUPESTRE DEI SS. ANDREA E PROCOPIO, MONOPOLI

Uno dei siti più suggestivi dell’intera selezione è senza dubbio il villaggio rupestre dei Santi Andrea e Procopio di Monopoli. Si tratta di un insediamento scavato nella roccia calcarenitica, testimonianza di quella civiltà rupestre che ha caratterizzato ampie aree della Puglia e della Basilicata nel Medioevo, quando comunità monastiche e popolazioni rurali trovavano nell’approfondimento del suolo rifugio e luogo di culto. La chiesa rupestre dei Santi Andrea e Procopio, con i suoi affreschi superstiti e i suoi ambienti incavati nella pietra, costituisce un documento straordinario di come si pregava, si viveva e si moriva in una Puglia di mille anni fa. Visitarla significa compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, accompagnati da guide capaci di trasformare le tracce pittoriche e architettoniche in racconto vivo.

DIMORE NOBILIARI DI SANTERAMO IN COLLE

Chiude l’itinerario della Delegazione FAI di Bari Santeramo in Colle, centro della Murgia barese, con l’apertura delle sue dimore nobiliari: il palazzo comunale e il palazzo marchesale. Questi edifici, che esprimono la cultura aristocratica e amministrativa del borgo murgiano tra Sette e Ottocento, custodiscono ambienti, suppellettili e memorie di un ceto che ha governato e trasformato il territorio. Aprirli al pubblico significa non solo mostrare delle belle sale, ma raccontare le dinamiche di potere, di economia e di cultura che hanno plasmato la vita di una comunità nel tempo.

COME PARTECIPARE

Le visite si svolgeranno sabato 21 e domenica 22 marzo con accesso a contributo libero. Per alcune aperture, in particolare per le visite speciali al Teatro Margherita riservate agli iscritti FAI, consigliata la prenotazione scrivendo a: bari@delegazionefai.fondoambiente.it. I ciceroni — tra cui studenti dei licei Flacco, Scacchi e Salvemini di Bari, dell’IISS Alpi Montale di Rutigliano e di altri istituti del territorio — guideranno i visitatori con la competenza e l’entusiasmo di chi ha imparato a raccontare il proprio patrimonio come si racconta una storia d’amore. L’elenco completo dei luoghi e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito delle Giornate del FAI (Clicca qui).

Nella foto in alto, il Teatro Margherita di Bari