Una nuova parola-chiave è entrata nelle cronache della politica interna degli Stati Uniti: resistance! Resistenza! cioè, all’agenda politica sovversiva di Trump e dei suoi amici oligarchi.
Questa parola ricorre oggi nei reportage sulle centinaia di manifestazioni di protesta che si sono tenute ieri in ogni provincia degli Stati Uniti, dalla California allo Stato di New York e alla Florida, dalle grandi città della West Cost, della regione dei laghi e della East Cost, ai piccoli centri del Midwest e del New England.

Ovunque lo slogan principale era Hands Off! (Giù le mani!): giù le mani dai diritti civili, dalla previdenza sociale, dall’istruzione pubblica, dai programmi di aiuti internazionali, dalla sanità per gli anziani, dalle organizzazioni non governative che sostengono gli immigrati, dai parchi nazionali, dalle piccole imprese… In una parola, giù le mani dalla nostra democrazia.
Data la diffusione capillare sull’intero territorio nazionale è difficile calcolare quanti cittadini abbiano preso parte alla protesta. Gli organizzatori, riuniti sotto la sigla 50501, ovvero 50 in 50 stati in un solo giorno, avevano annunciato che oltre 600mila cittadini si erano registrati ai vari eventi, ma quelli che poi vi hanno preso parte sono stati sicuramenti di più.

Sulla Fifth Avenue di New York il corteo si stendeva per venti isolati, a Chicago erano in migliaia nel grande Daley Plaza, il centro civico della città, e così a Sacramento, a Portland, a Salt Lake City, a Columbus e a Boston; ad Atlanta, la città natale di Martin Luther King, la polizia ha calcolato in ventimila i partecipanti al presidio intorno al Campidoglio, e nella capitale federale, mentre Trump giocava a golf in Florida, decine di migliaia di cittadini circondavano il Washington Monument.
Willimantic è una cittadina di circa diecimila abitanti nel centro del Connecticut, uno di quei luoghi del New England che affascinarono Alexis de Tocqueville per i suoi tipici town meetings, e che egli descrisse nel classico Democracy in America (1835). Ieri pomeriggio, nonostante la pioggia e il freddo, centinaia di cittadini si sono riuniti difronte al Town Hall (il palazzo municipale) per manifestare la loro indignazione verso le politiche governative, ognuno con un cartello personale.

C’era chi aveva scritto Why is a felon running our Country? (Perché un criminale sta governando il nostro Paese?), chi Make America Think Again (Fa’ di nuovo pensare l’America, parafrasi spiritosa del trumpiano Make America Great Again), chi My Dog hates Trump (Il mio cane odia Trump), e siccome il Connecticut è anche lo stato adottivo di Mark Twain, non mancava un celebre detto dell’autore delle Avventure di Tom Sayer: Patriotism is supporting your country all the time, and your government when it deserves it (Patriottismo è sostenere il tuo paese in ogni momento e il tuo governo quando lo merita).
Una delle manifestanti indossava una larga felpa bianca con su stampato il ritratto di Ruth Bader Ginsburg (per ventisette anni giudice della corte suprema e instancabile sostenitrice dell’uguaglianza di genere) accanto alla scritta When injustice becomes law resistance becomes duty (quando l’ingiustizia diviene legge la resistenza diviene un dovere). Pur non essendo storicamente documentata, la frase è generalmente attribuita a Thomas Jefferson, perché riflette un concetto presente nella Dichiarazione d’Indipendenza del 1776: “quando una lunga serie di abusi (…) rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro dovere rovesciare un siffatto governo”. Ma c’è anche chi l’attribuisce a Henry David Thoreau.

Realmente scritta da Ruth Ginsburg, è invece la seguente frase: Fight for the things that you care about, but do it in a way that will lead others to join you (Combatti per le cose a cui tieni, ma fallo in un modo che induca gli altri a unirsi a te). Ed è quello che hanno fatto ieri centinaia di migliaia di americani in tutta la nazione. Mentre la retorica e l’autoritarismo di Trump mirano sempre più aggressivamente a punire funzionari e istituzioni che non condividono la sua ideologia, una larga parte della società si è stretta intorno ai simboli storici della democrazia americana per dire NO.
Forse è troppo presto per parlare di un generale risveglio della coscienza civile degli americani, ma si è trattato di un segnale importante per il presidente Trump: nelle corti di giustizia, in parlamento e nella società civile l’opposizione al suo disegno sovversivo è tutt’altro che indebolita.

Nelle immagini, alcune manifestazioni contro la politica di Trump in varie città degli Stati Uniti




