La festa dei libri che fa risplendere di luce i volti dei lettori

Alla manifestazione del lungomare barese, dedicata alle case editrici indipendenti, i successi di ALBA, l'associazione delle librerie che rilancia le vendite nel Mezzogiorno

Dalla Puglia in tanti ce ne siamo andati, ma ci sono delle cose che mi mancano molto. Il mare, le stradine di Bari vecchia, le persone e la luce che emanano. Hai presente?” mi chiede Francesco, un giovane giornalista, che si è trasferito da qualche anno a Bologna. Siamo al Lungomare di libri e percorriamo la stradina lungo la muraglia, piena di casette di legno gestite da ventotto librerie. Non solo di Bari, ma anche di Conversano, Ruvo, Monopoli. C’è anche la Libreria Piccinni con il suo stand di libri a cinque o a tre euro. “Guardate bene, non affrettatevi! Ci sono anche prime edizioni” spiega il proprietario, pensando giustamente che siamo a caccia di tesori. Lungo la strada, io e i miei amici, incontriamo compagni del liceo o dell’università, e una di loro, Eugenia, si unisce a noi. Anche lei una fuorisede, anche lei una nostalgica.

Nel giro di pochi minuti si passa da una presentazione sul Fortino, uno dei punti più panoramici e belli di Bari, a un’intervista sulla muraglia, per raggiungere subito dopo lo Spazio Murat, dove, all’Info point, diamo una scorsa ai libri venduti dalle case editrici pugliesi. Quest’anno sono 32 gli editori indipendenti pugliesi, molti dei quali riuniti nell’Ape, l’associazione in cui si riconoscono. Impossibile descrivere l’afa, il caldo stagnante e l’umido che abbiamo addosso; che, tuttavia, non riesce a sopraffare la gioia di ritrovarsi tra persone accomunate dalla stessa passione, e quindi di abbracciarsi, raccontarsi aneddoti sui bei tempi andati.

Quest’anno, in questa sesta edizione della rassegna, ho incontrato pure Daniele, un giovane poco più grande di me, che sta lavorando a Roma. Ogni volta che torna a casa aiuta la madre con la casa editrice. “Non ti dico quanto mi manca Bari” mi confida, mentre due ragazze vanno via, dopo aver comprato un libro dal suo stand. “Ti confesso che i primi tempi era più facile. Ora sta diventando tutto così spiacevole. È difficile persino arrivare a fine mese. Spesso boccheggio nonostante il lavoro. Faccio gli straordinari, ma mi trovo sempre in difficoltà. E la sola cosa che voglio è scendere e non dover più ripartire. Sto cercando un lavoro qui. Vorrei vivere con la casa editrice ma è difficile mantenersi” racconta.

Lo sento che ha il tono di voce spezzato, che da un momento all’altro potrebbe piangere. “Non ti preoccupare – mi dice, notando il mio dispiacere – anche questo momento passerà. Anche se non ti nascondo che mi sale una rabbia quando sento che i giovani non hanno voglia di lavorare, che sono contenti di lasciare casa loro… ma chi è che vorrebbe lasciare Bari? Chi è che vorrebbe andarsene?” mi dice, sorridendo a fatica. Eugenia e Francesco lo capiscono bene e restano in silenzio ad ascoltarlo. Poco dopo si avvicinano allo stand dei ragazzi, desiderosi di acquistare libri, e Daniele mi sembra nel suo ambiente naturale, dopo tanto tempo, mentre consiglia, intrattiene, racconta. I suoi clienti sono in balia della sua voce e dei suoi gesti caotici. È vero quello che sostiene Francesco: i baresi emanano una luce tutta loro. 

E credo sia più che mai evidente proprio durante questi eventi, quando, nonostante la morsa del caldo, gente di ogni età si disperde nelle strade del centro storico. Lungo la muraglia, sul mare di via Venezia, su Piazza del Ferrarese, al Fortino Sant’Antonio, su Largo Vito Maurogiovanni e all’ex Mercato del Pesce fino allo Spazio Murat, non c’è giorno, da quando è cominciato Lungomare di libri, in cui questi luoghi, divenuti teatro della manifestazione, non siano pieni di pubblico. Sarà che questo evento squisitamente letterario – organizzato dal Comune di Bari, in collaborazione col Salone Internazionale del Libro di Torino e l’Associazione I Presìdi del Libro – rappresenta la natura più intima di questa città e di chi la vive: quel disperato bisogno di respirare cultura e di sentirla sulla pelle.

L’edizione di quest’anno, in realtà, ha voluto fare qualcosa in più rispetto alle precedenti e armarsi per contrastare un problema che riguarda tutti. L’e-commerce (di cui Amazon è il canale dominante) è cresciuto moltissimo negli anni, passando dal 3,5% degli acquisti di libri nel 2007 al 24% nel 2019, fino a superare il 40-45% del mercato nei picchi post-pandemia. Negli ultimi dieci anni le librerie indipendenti italiane sono passate da 2.251 a 1.354, proprio a causa della diminuzione delle vendite. Il calo non è imputabile solo ad Amazon (ci sono anche fattori demografici, la crisi della lettura, i costi di gestione), ma il colosso è spesso citato dagli editori indipendenti come il fattore principale di questa crisi, avendo anche iniziato a fare da grossista-distributore diretto alle librerie. Nel primo quadrimestre 2025 le librerie indipendenti hanno perso il 7,5% delle copie vendute.

Così, nel primi mesi di gennaio, è nata A.L.B.A., l’Associazione delle librerie indipendenti di Bari (e non solo), una realtà che si interfaccia con le istituzioni per promuovere la lettura e si impegna attivamente nel tessuto urbano, allo scopo di creare rete e offrire un supporto alle librerie dell’area metropolitana. Ed è grazie a questa associazione se nei primi mesi del 2026, secondo i dati presentati al Salone del Libro di Torino, le librerie indipendenti del Mezzogiorno sono cresciute dell’11,3% (448mila copie in più), più del doppio della crescita media nazionale. 

Grazie all’associazione, è nato un podcast molto speciale: Marea. Storie di librerie a Bari, realizzato in collaborazione con Ticket to Read di Margherita Schirmacher. La prima stagione, composta da 26 episodi di circa 15 minuti ciascuno, accompagna gli ascoltatori in un viaggio tra le librerie presenti al Lungomare di libri, alla scoperta delle loro storie, dei loro aneddoti e dei loro consigli di lettura. Le puntate sono disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le principali piattaforme di streaming a partire dal mese di luglio: un modo per tenere viva, tutto l’anno, la comunità di lettrici e lettori che ogni estate si ritrova lungo la muraglia.

Ed è sempre grazie all’associazione se la rassegna ha ospitato due momenti di riflessione sul futuro dell’editoria: il convegno Leggere fa sistema. Perché all’Italia serve una nuova legge sul libro, curato dal Forum del Libro, e Le librerie salveranno le città? Chi salverà le librerie?. “Due appuntamenti quanto mai urgenti – commenta Patrizia Scardigno, la presidente di ALBA – a conferma del fatto che Lungomare di libri non è solo una vetrina per le novità editoriali, ma un momento di riflessioni, un atto di resistenza a un futuro in cui le multinazionali detteranno legge“. E sono queste quelle operazioni, quegli atti di coraggio, che freneranno la fuga di cervelli e di cuori. Questi giovani che, come Daniele, Eugenia e Francesco, vogliono solo trovare il loro posto nel mondo. E sanno, ormai da un po’, che quel posto è casa loro. 

Rido un po’ a pensare che quando ero piccola – confessa Eugenia – volevo andarmene, fare esperienza, studiare all’estero. E ora, ora che ho fatto tutto quello che potevo e volevo fare, posso finalmente tornare a casa?“. Una domanda che accompagna con un sorriso. Ma è chiaro che ha un peso sulla bocca dello stomaco, che le impedisce di mascherare del tutto la sua tristezza con l’ironia. Intanto, si è fatta sera. Ci lasciamo alle spalle il centro storico, la folla, le luci, le casette illuminate, i volti di chi abbiamo incontrato. È ora di andare a casa, con il desiderio e la speranza di tornare in questi bei luoghi il prossimo anno.