Il respiro universale del teatro in scena a Castel dei Mondi

Dal collettivo belga Berlin al musicteller Federico Sacchi, la famosa rassegna andriese celebra l'innovazione e la multimedialità più originali e interessanti

191
0
CONDIVIDI

Il teatro internazionale giunge in Puglia, come ogni anno di questi tempi, ad impreziosire una delle più ambite vetrine artistiche della regione. Il Festival Castel dei Mondi celebra la sua XXIII edizione con un programma che pone l’accento sulla ricerca e la sperimentazione in campo teatrale. La città di Andria ospita, dunque, fino all’11 ottobre, la scena contemporanea delle arti, presentando la produzione internazionale più nuova e originale.

L’organizzazione, a cura del Teatro Pubblico Pugliese, forte del sostegno dell’assessorato regionale all’industria turistica e culturale, ha dislocato la rassegna in diverse location. Dal palazzo Ducale alla chiesa di San Domenico, dal chiostro di San Francesco alla Mater Gratiae e piazza Catuma. Multidisciplinare, innovativo, internazionale ed accessibile, sono gli aggettivi che definiscono questo festival, collocandolo far le iniziative culturali più interessanti in Puglia.

La tecnologica scenografia di Perhaps all the dragons

Ad aprire le danze, il 4 settembre, è stato un capolavoro del collettivo belga Berlin, intitolato Perhaps all the dragons, che ha riscosso grande successo di pubblico e critica. Trenta storie, raccolte in diversi paesi e trasformate in altrettanti monologhi video, sono inserite in una costruzione drammaturgica che le mette in relazione tra di loro. Spettatori ospitati da una un’imponente struttura ovale, sul cui perimetro sono montati 30 schermi-storie, vengono assorbiti nello spettacolo di forte impronta documentaristica.

Una scena da I Dialoghi degli dei

Dopo soli due giorni, I Sacchi di Sabbia hanno portato sulla scena andriese I Dialoghi degli Dei, divertissement letterario in cui l’autore, il celebre scrittore e retore greco Luciano, attraverso un excursus nella mitologia, propone una rappresentazione ironica e brillante della cosmogonia classica in chiave quotidiana. Così Zeusa, Era, Ermes, Apollo e gli altri abitanti dell’Olimpo, a distanza di secoli, continuano a intrattenere il pubblico con i loro esilaranti battibecchi.

Un momento di Stupor della compagnia Opera Teatro

L’8 settembre, poi, piazza Catuma è divenuta lo scenario di Stupor, spettacolo firmato dal regista Giampiero Francese e messo in scena dalla Compagnia Opera Teatro di Melfi. Allestita nell’ambito dei progetti per Matera, Capitale europea della cultura 2019, la performance narra di un incontro immaginario con un falco cieco, occasione per indagare su cuore, mente e viscere di Federico II di Svevia. L’ambientazione onirica e lontana nel tempo in cui si sviluppa una drammaturgia tratta da tre testi di Raffaele Nigro è resa attraverso un sottile velo sul proscenio che consente la proiezione di immagini.

Ha giocato in casa la compagnia pugliese Equilibrio Dinamico che, l’8 settembre, ha impreziosito il chiostro di San Francesco con la coreografia Young hearts run free di Roberta Ferrara, riflessione coreutica sul significato dell’amore. Sei corpi che raccontano l’innocenza e l’incoscienza dei più ‘sfortunati’ amanti della tragedia shakespeariana. Rome e Giulietta, tanto cantati nella storia, ora vengono anche ‘danzati’. Spazio, poi, alla musica, precisamente ad una delle più affascinanti meteore del rock, con Talk talk. Before the silence, documentario dal vivo del musicteller Federico Sacchi sulla band di Mark Hollis.

Una suggestiva immagine di Talk talk. Before the silence

Secondo episodio di reDISCO very, un format di divulgazione musicale crossmediale in cui il racconto inizia sul web e si completa sul palco, ha debuttato in prima nazionale coinvolgendo il pubblico in un’esperienza di ascolto immersiva. Sacchi torerà sulla scena del festival anche l’11 ottobre, ripercorrendo questa volta la storia di Nino Ferrer, genio ribelle, eclettico, inafferrabile, disposto a tutto pur di essere libero. Ispirato, invece, a Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, ha preso vita su un palco vuoto, Macondo, esperienza unica ed irripetibile di ‘autoteatro’, frutto di una strategia messa in atto da Silvia Mercuriali in Inghilterra.

Veri protagonisti sono gli spettatori che, guidati da tracce audio personalizzate, si trovano immersi in un mondo al tempo stesso fittizio e reale, in cui la storia si svela attraverso il loro proprio agire. Un pubblico che il 13 e 14 settembre è stato condotto, all’interno di Palazzo Ducale, in un excursus creativo assolutamente originale da Tiziana Troja e Michela Sale Musio. Le due attrici, in Dissacrantemente lucide… lucidissime!, si sono raccontate attraverso i loro personaggi, ripercorrendo le tappe della loro compagnia, LucidoSottile.

Le protagoniste di Dissacratamente lucide… lucidissime

L’ultimo appuntamento in cartellone ha visto esibirsi sulla scena del festival, il 14 e 15, I Seriòmici con Riccardo III di cinque figli di Antonio Memeo che ne firma anche la regia. Unico interprete sulla scena, quest’ultimo porta davanti agli occhi dello spettatore l’ossessione dell’essere artista che finisce per confondersi e identificarsi con la follia.

Antonio Memeo, protagonista di Riccardo III di cinque figli

Ad illuminare ciascuna serata di questa suggestiva rassegna ci ha pensato un’indimenticabile luna, quella realizzata da Luke Jerram. Una gigantesca installazione dell’artista britannico, nota come Museum of the Moon, che riproduce il fascino del satellite della Terra. Una sfera di sette metri di diametro, esternamente costituita dal “linguaggio figurato” dettagliato della superficie lunare fornito dalla NASA. Questa volta è proprio il caso di dire che l’arte è capace di portare l’uomo sulla luna.

Museum off the Moon

Nella foto, in alto, di Andrea Gainfortuna, un momento della coreografia “Young hearts run free. Le altre foto sono tratte dal sito web della rassegna teatrale.