Sono gli studenti ad insegnarci la “lezione” senza tempo del Gattopardo

La modernità del capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nello spettacolo teatrale, messo in scena dagli alunni del liceo scientifico di Bitonto

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Confrontarsi con la lettura di un romanzo come “Il Gattopardo”, capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, non è certo facile per un ragazzo di oggi. Si tratta di fare i conti con uno di quei classici che hanno influenzato il pensiero di chi li ha letti, orientando, in qualche modo, l’opinione e la cultura d’intere generazioni e di tutta una società. Ma ogni qualvolta si prende confidenza con un classico della letteratura non subito è amore a prima vista.

Il gattopardo liceo scientifico Bitonto

Borges, in questi casi, suggerisce di cambiare libro, di passare a un altro classico. Ve ne sono talmente tanti, in fondo! Questo suggerimento, che farebbe sgorgare una lacrimuccia a chi questo romanzo l’ha amato, è dettato dalla convinzione che la vita è breve e non si può sprecare il tempo con un testo scritto per altre persone. Sebbene si tratti di un classico.

Ma, in realtà, perché rinunciare? Vi sono occasioni in cui fa bene insistere, cambiando idea su un libro che, senza adeguate spiegazioni iniziali, è facile trovare noioso. Nel caso del Gattopardo c’è bisogno di premesse sui tempi, sui personaggi, sulla Sicilia, devastata e stanca, proprio come quel Don Fabrizio, consapevole della fine di un’epoca e dell’avvento di un futuro molto incerto. Per tanti colmo di cambiamenti, per altri mera ripetizione di una storia già vista, che non fa sconti ai poveri malcapitati.

Il gattopardo liceo scientifico Bitonto

Certamente non è facile capire un romanzo con una trama tanto intricata e così apparentemente lontana dal nostro vissuto. E certo, andando avanti con gli anni, sarà sempre più difficile capire “Il Gattopardo”, considerato che, inisieme ad altri saperi, la storia, “odiosa e odiatissima materia scolastica”, è sempre più a rischio, come testimonia l’averne escluso i contenuti dalla prova di italiano alla maturità. La storia così piena di date e di eventi, così tanto difficile da studiare! Eppure, fondamentale per capire il passato, analizzare il presente, predire il futuro. E, quindi, per inquadrare e capire la letteratura.

I ragazzi di III E del liceo scientifico “Galileo Galilei” di Bitonto si sono dovuti misurare con un testo estremamente complesso, la cui libera trasposizione teatrale, in scena al Traetta col titolo “Che cosa cambierà mai?”, è stata studiata nei minimi particolari, grazie alla sapiente regia di Anna Grande, aiutata da Savio Schiavone, Antonella Belviso e Concetta Tatulli, alla scenografia di Saverio Perillo e alle coreografie di Francesco Tullo, che ha anche preso parte allo spettacolo.

Il gattopardo liceo scientifico Bitonto

Un testo, si diceva, impegnativo e complesso, che i ragazzi del liceo sono riusciti a rendere vivido e attuale con la loro convincente interpretazione; ognuno perfettamente calato nel proprio ruolo: Edoardo Garofalo (Don Fabrizio Falconeri), Lucia Ciani (donna Margherita), Marianna Soggiorno (Mariastella), Federica Muschitiello (Carolina Falconeri), Antonella Marrone (Caterina Falconeri), Cristian Sifo (Paolo Falconeri), Nicolò Rossiello (Tancredi), Monica Modesto (Dombreuill), Francesco Colangelo (Don Calogero Sedara), Andrea Suriano (Padre Pirrone), Raffaella Antuofermo (Angelica Sedara), Giuseppe Amendolara (Don Pietro Russo), Rocco Amendolara (Don Onofrio), Francesco Sifo (Don Ciccio Tumeo), Davide Perillo (Re Franceschiello), Adriana Tatulli (Concetta), Iacopo Marrone (conte Cavriaghi), Thomas Garofalo (conte Chevalley), Vincenzo Tateo (garibaldino), Pasquale Cazzolla (garibaldino), Giammarco Losurdo (picciotto-garibaldino), Christian De Palo (garibaldino-pastorello), Simone Teofilo (garibaldino), Claudia Giampetruzzi (picciotta-Mariannina),Vito Coviello (picciotto), Stefano Dimaggio (picciotto), Gaia Maranninno (picciotta), Francesca Lavacca (voce narrante).

Il gattopardo liceo scientifico Bitonto

Lo spettacolo, la cui preparazione ha impegnato i ragazzi per l’intero anno scolastico, rientra nel progetto di alternanza scuola-lavoro ed è stato proposto dalla docente Cecilia Petta, che ha fatto da tutor a giovani attori, insieme al prof. Saverio Perillo.

Un’intelligente alternativa ad una prassi che vuole togliere ore di studio ai ragazzi, tempo all’apprendimento, per fornire manovalanza sottopagata alle aziende, specialmente in un’epoca di povertà culturale e di valori, che vuole una società inconsapevole del passato, sempre più chiusa ai cambiamenti, spaventata dal diverso e colma di odio nei confronti di chi non conosce. Una massa di analfabeti funzionali, facili da governare e controllare, di cui continueranno a servirsi demagoghi, che pensano esclusivamente al loro personale tornaconto e, per questo, a fomentare odio e ignoranza.

Il gattopardo liceo scientifico Bitonto

Quello che in fondo ci spiegano le pagine del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: il potere si trasforma ma il suo unico fine è riprodurre se stesso. Come spiega Tancredi: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Che l’impegno di questi ragazzi, dunque, sia di esempio per nuovi progetti, grazie a cui apprendere in modo originale la lezione della storia ma anche imparare a stare insieme, a collaborare, a sperimentare emozioni nuove, a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà nella realizzazione di uno spettacolo teatrale come nella vita di tutti i giorni.

Il pubblico, fatto soprattutto di studenti dello scientifico, che ha assistito allo spettacolo tributando ai compagni d’istituto il giusto omaggio di lodi e applausi, ha apprezzato la sinergia, la passione e l’impegno di chi ha messo anima e corpo in quest’esperienza formativa.

Nelle immagini, alcune scene dello spettacolo