Cavalieri, popolani e sbandieratori per la festa di Sant’Antonio

Torna a sfilare nelle strade del quartiere Madonnella, a Bari, il corteo storico che rievoca la storia di uno dei santi più amati e venerati della cristianità

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“O ricchi fatevi amici i poveri, accoglieteli nelle vostre case: saranno poi essi, i poveri, ad accogliervi negli eterni tabernacoli, dove c’è la bellezza della pace, la fiducia della sicurezza, e l’opulenta quiete dell’eterna sazietà.”

E‘ questa una delle più celebri affermazioni di uno dei santi più amati e venerati di tutta la cristianità: Sant’Antonio da Padova. Raffigurato molto spesso con un bambinello in braccio, è l’emblema, oggi, di valori come l’amore, la carità, la disponibilità verso gli altri.

Il papa, incontrando un gruppo di fedeli padovani, per sottolineare la vocazione del santo ad unire le persone, scherzando ha definito Antonio “il santo delle ragazze in cerca di un fidanzato”.

Martedì pomeriggio, 12 giugno, si è svolto a Bari il consueto e celebre corteo storico che attraversa le vie della città, a partire dalla chiesa dedicata al santo, nel cuore del rione Madonnella.

Il corteo, che risale al 2001, si deve all’iniziativa del reverendo Giammaria Apollonio e prevedeva, inizialmente, che il quadro del santo di Padova, custodito nei locali dell’arciconfraternita a lui dedicata, sfilasse in processione per le strade del quartiere, accompagnato da una fiaccolata e dalla musica dei timpanisti di San Nicola, il pomeriggio precedente il giorno della festa, per celebrare, al rientro del corteo sacro sul piazzale della parrocchia, il transito del santo.

Cavalieri, popolani e sbandieratori per la festa di Sant'Antonio
Il santuario di Sant’Antonio, a Madonella, adornato per la festa

Oggi l’evento si è notevolmente arricchito: la semplice fiaccolata si è trasformata in un vero e proprio corteo storico, con la partecipazione di figuranti in abiti d’epoca, cavalieri, sbandieratori, giocolieri, mangiafuoco e timpanisti, tutti impegnati a far rivivere la storia del santo e della sua epoca.

 

La festa vera e propria si è svolta ieri, giorno onomastico del santo. Dopo la celebrazione eucaristica, è avvenuto il lancio di un pallone aerostatico mentre, in serata, si è svolto il concerto di frate Francesco Cicorella.

Nel corso dei festeggiamenti erano evidenti i simboli del pane e del giglio: il primo ricorda la carità del santo verso i poveri; il secondo rappresenta la sua purezza e la lotta contro il male.

L’aspetto caritatevole di sant’Antonio oggi emerge dall’attività intensa delle confraternite e delle associazioni come la Caritas che incessantemente si dedicano alle fasce più povere della popolazione.

Sant’Antonio fa risplendere la figura di Cristo nel mondo: il valore dell’apertura al prossimo è più che mai attuale in un mondo che spesso rifiuta l’altro e lo fa affondare in mezzo al mare.