Per Traetta un futuro da “globe trotter”

Dalle produzioni internazionali alle contaminazioni musicali, il maestro Vito Clemente ci conduce alla scoperta del festival bitontino, dedicato al musicista che riformò il melodramma

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La musica è una forma sublime di comunicazione. Viaggia attraverso i secoli e supera i confini geografici ed etnici. È un linguaggio che abbraccia le culture e unisce le terre.

In quest’arte, Tommaso Traetta è la personalità che più di ogni altra rappresenta Bitonto e a cui continua a dare lustro, attraverso le sue opere immortali. Le composizioni del musicista settecentesco, celebre per aver riformato il melodramma, sono al centro del festival operistico che porta il suo nome, promosso dall’amministrazione comunale e sostenuto dalla Regione Puglia.

Al timone dell’articolata serie di eventi, molti di caratura internazionale, c’è il direttore artistico, il maestro Vito Clemente. Dentro la sua quiete serafica, un universo di idee in continua espansione. È un fiume in piena quando parla del festival che oggi, spiega con entusiasmo, ospitandoci nella sua casa-studio, vive una “fase nuova”.

Dal 2017 la Regione ha, infatti, creato un nuovo bando per il finanziamento delle eccellenze culturali, premiando solo alcune realtà. Il Traetta Opera Festival, che si fregia di rientrare in questa ristretta cerchia di eventi, se da un lato si va “professionalizzando” dall’altro rimane legato a valori basilari come l’amicizia e la passione. Tutte le persone che lavorano per la buona riuscita della manifestazione sono competenti, motivate e molto affiatate tra loro. Un gruppo coeso che si arricchisce, di giorno in giorno, di nuove energie. Gli ultimi importanti innesti sono rappresentati dal project manager, Roberto Ricco, e da Maurizio Pellegrini, artista poliedrico, che Clemente definisce il suo “braccio destro”. Insomma, una squadra efficiente per una rassegna musicale che mira a diventare sempre più grande e prestigiosa.

La fortuna del Traetta Opera Festival è dovuta a una serie di scelte appropriate nell’impostazione dell’evento e nelle iniziative intraprese. Le pubblicazioni prodotte ne sono la conferma.

I pacchetti già pronti, i progetti già sentiti non trovano spazio negli appuntamenti programmati annualmente. Ogni scaletta, ogni selezione musicale viene decisa perché sia unica. Un marchio di esclusività divenuto una garanzia di qualità.

Punta di diamante è il progetto Discovering Traetta, lavoro di ricerca che sfocia in pregiati prodotti editoriali e discografici, come “Il cavaliere errante” e la “Messa in do”. Al centro di questi studi non c’è solo il mondo del compositore bitontino ma tutto quanto ruota attorno. Oggetto di approfondimento, nel segno della “pugliesità”, possono essere le opere di altri autori figli di questo territorio. È stata avviata un’importante collaborazione con le etichette Digressione Music, che beneficia della distribuzione di Naxos e Stradivarius, e Idea Press, casa editrice degli italiani negli Stati Uniti, che garantisce alle pubblicazioni una diffusione internazionale.

Una seconda scelta fondamentale riguarda il periodo scelto per lo svolgimento del festival. La fase principale si sviluppa da primavera all’estate, mentre a fine anno sono programmati altri progetti, come quelli con gli istituti scolastici.

Molto importante, per il festival, è la decisione di puntare sui giovani. Ne è fermamente convinto il direttore Clemente.

Oltre al canto, con l’attività del coro Caffarelli, sono stati avviati corsi di dizione e arte scenica, svolti da Nico Petruzzella, Mariangela Aruanno e Maurizio Pellegrini. L’obiettivo è offrire una formazione moderna e più completa.

Le nuove leve sono la linfa vitale del festival bitontino dedicato alla musica classica. L’orchestra giovanile “Gabriella Cipriani” sarà attiva per un altro anno. È la formazione di ragazzi che di recente ha suonato nella chiesa di San Gaetano, a Bitonto, per lo spettacolo “Invito alla danza”.

Harmonia Mundi, invece, è il coro diretto da Nicola Petruzzella, che ha intrapreso un viaggio fra gli autori delle Ave Maria, scritte dal cinquecento sino a oggi.

Ad aprile, nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma, i cori pugliesi erano presenti insieme a “Mille voci per ricominciare”, ensemble pro Amatrice composta da oltre duecento elementi, e alla compagine madrilena “Las Maravillas”. Un concerto riuscitissimo che sarà riproposto nella stessa formula il 6 aprile 2019 all’auditorium di Madrid, tempio della musica classica spagnola.

Un altro avvincente percorso seguito dal festival è quello della “contaminazione”. Al maestro Riccardo Santoboni, insegnante di composizione sperimentale ed esperto di musica elettronica, è stato commissionato un brano che si ispira ai balli di Traetta. Il progetto sarà presentato a luglio insieme alla Sinfonica di Bari, orchestra dell’area metropolitana con cui, già da tempo, è stata stretta una fruttuosa collaborazione.

Traetta International, poi, è l’anima della kermesse che oltrepassa i confini italiani. Ci sono rapporti consolidati e contatti di recente istituzione.

La collaborazione con il Giappone è nota e strutturata. Grande merito, come fa notare Vito Clemente, va dato alla musicista Konomi Suzaki, presidente della Tokio Academy of Music. Grazie a questo gemellaggio, nel corso di quest’anno, vedrà la luce un doppio cd in un recording studio molfettese. Il disco, che sarà inciso ad agosto, è dedicato ad autori pugliesi del Novecento, anche giovanissimi. Le opere saranno interpretate da cantanti giapponesi e da alcune eccellenze italiane.

Prima della registrazione, il repertorio sarà eseguito negli appuntamenti del “Salotto musicale pugliese” il 15 giugno, al “Japan Apulia Festival” di Tokio, e il 26 agosto, al teatro Traetta di Bitonto. “Il sogno del festival, ora, è approdare in tutti i cinque continenti”, illustra con ottimismo Clemente. D’altronde, l’Asia con il Giappone, l’America con gli Stati Uniti e l’Europa con la Spagna, sono già “in cartellone”. Recenti sono, invece, i contatti con l’Università del Sudafrica per un progetto che prenderà forma nel 2020. A questo punto, manca solo l’Oceania.

Mentre l’orizzonte si allarga al resto del mondo, non rimangono, tuttavia, sguarniti i rapporti con i centri vicini a Bitonto. I rapporti instaurati in questi anni mirano a consolidare una solida rete, a cominciare, proprio, dalle città vicine.

Innanzitutto Ruvo, con cui è stato firmato un protocollo di intesa per una serie di eventi fino al 2019. In fase di perfezionamento, inoltre, interessanti collaborazioni con i conservatori pugliesi, mentre già si pensa di riprendere il concorso di canto lirico.

Il Traetta Opera Festival è, insomma, una grande officina di idee, una macchina complessa e ben articolata.

E l’entusiasmo di Vito Clemente è contagioso. Al punto che sembra di sentire una musica risuonare nei pensieri e di sognare. In realtà, ogni anima è un’invisibile cassa di risonanza per tutte le note che veicolano buone emozioni e migliorano la vita.

Nella foto in alto, il maestro Vito Clemente direttore artistico del Traetta Opera Festival

La galleria fotografica è realizzata con contributi gentilmente concessi dal Traetta Opera Festival