La buona sanità è fatta di mani esperte e cuori aperti

E' positivo il primo bilancio del turno serale di dialisi offerto dall’ospedale Dimiccoli di Barletta, un servizio esteso anche ai numerosi pazienti in vacanza nel territorio

All’Ospedale Dimiccoli di Barletta la dialisi non si è fermata per le vacanze estive. Al contrario: i turni si sono raddoppiati sino alla fine di settembre. Un esempio di buona sanità, in controtendenza rispetto alla narrazione dominante che dipinge il servizio pubblico come costellato solo di disservizi e disagi per i cittadini.

Già all’inizio dell’estate, la dott.ssa Tiziana Piccolo, direttrice dell’Unità operativa complessa di nefrologia e dialisi, aveva segnalato una forte criticità: l’aumento consistente di richieste di dialisi con la conseguente difficoltà a gestirle nelle turnazioni ordinarie previste dal reparto, l’unico in tutta la Bat. Un aumento legato al numero crescente di pazienti che necessitano di dialisi, tra nefropatici cronici e altri affetti da diverse patologie anch’esse croniche (il cui decorso grava sul funzionamento del rene sino a determinarne la totale compromissione), a cui si aggiungono i pazienti in vacanza nel territorio, che hanno il diritto di curarsi senza sospendere il ciclo obbligatorio di trattamenti.

Per soddisfare tali richieste l’Asl BT ha accolto la richiesta della dott.ssa Piccolo, inserendo da giugno un nuovo turno di dialisi, che sarà attivo per tutto settembre e che parte alle ore 20.00 per concludersi alle 24.00 oltre a quelli del mattino (dalle 8.00 alle 13.00) e del pomeriggio (dalle 14.30 alle 19.30), garantendo ai 18 nuovi pazienti censiti da giugno sino ad oggi la possibilità di curarsi senza alcuna interruzione dello specifico trattamento. Sale, dunque, a 104 il numero delle persone sottoposte a dialisi presso l’ospedale di Barletta (prima dell’estate erano 96): un dato che conferma il primato del reparto con il maggior numero di assistiti della Bat.

Il frutto di un grande e impegnativo lavoro, svolto dall’intera équipe dell’unità complessa del Dimiccoli, ma soprattutto della determinazione di Tiziana Piccolo, già dirigente medico e da maggio direttrice del reparto, convinta della necessità di istituire turni serali per la dialisi, nell’ottica di concorrere con questa iniziativa a garantire al paziente una vita più dignitosa, nonostante le difficoltà e le rinunce imposte da una patologia così particolare.

Un risultato davvero prezioso come confermano gli stessi pazienti. “Il turno serale mi consente di vivere a pieno ritmo la mia vita, sia lavorativa che privata. Ho sperimentato sia il turno mattutino che quello pomeridiano, ma da quando frequento quello serale, sono tornata a vivere in maniera più completa e serena, ad organizzare al meglio, con normalità, la mia giornata, che è la cosa che più manca a noi pazienti dializzati”, afferma soddisfatta Marilisa.


La dialisi rappresenta un “calvario” lungo e complesso. Può durare anche una vita intera, come spiega Mario Cafagna, vicepresidente dell’Associazione ALBA Trapiantati Onlus di Barletta, che da più di otto anni ricorre alla dialisi, in attesa del secondo trapianto di rene. “La dialisi è una terapia salvavita ma è anche molto dura. Può provocare conseguenze nel tempo, che possono incidere sul fisico e sul funzionamento del cuore o sulla pressione sanguigna oltreché rappresentare una grande fonte di stress, perchè il paziente è costretto a reimpostare la propria vita e a sopportare molte rinunce”, osserva. Oggi in Italia si contano circa 50 mila dializzati, con un 10 % di pazienti affetti da malattie renali croniche. Ogni anno più di 8 mila persone iniziano la terapia prima di ottenere un trapianto di rene. Il rene è il bersaglio finale di patologie sistemiche degenerative che colpiscono e compromettono, nella loro evoluzione, il funzionamento del rene sino a renderlo inutilizzabile, costringendo il malato a ricorrere alla dialisi. È il destino, ad esempio, di pazienti con scompensi diabetici o cardiaci, affetti da setticemia o sottoposti ad interventi chirurgici con un esito non felice.

Il reparto di dialisi e nefrologia del Dimiccoli

L’ospedale di Barletta oggi può tracciare un primo, positivo bilancio sul turno serale della dialisi. Una sorta di esperimento, coronato da successo, come si può cogliere anche nelle parole delle prime file, del personale medico e sanitario del pronto intervento, come spiega la dott.ssa Piccolo. “Questa esperienza ha rappresentato un ulteriore, impegnativo lavoro per tutti, medici e infermieri del reparto. Operatori che, nonostante il periodo particolare, con i turni di ferie e la conseguente riduzione di personale, hanno fronteggiato in maniera eccellente la gestione del turno serale. In aggiunta al lavoro ordinario che non riguarda solo l’area dialisi, ma anche e soprattutto quella riservata alla degenza di nefrologia che prevede dei ricoveri. Insomma uno straordinario sforzo collettivo, grazie alla disponibilità e alle professionalità di tutti quanti lavorano nell’unità, e ai quali va il mio più sentito ringraziamento”, conclude la direttrice.

In realtà, considerati gli esiti davvero positivi di questa sperimentazione, l’ideale sarebbe garantirne il prosieguo a tempo indeterminato. Una decisione che ovviamente compete all’Azienda Sanitaria, al netto dei costi e delle disponibilità del personale, e che sarebbe un ulteriore conferma di quella buona sanità che purtroppo solo talvolta fa notizia.

Nella foto in alto, la direttrice Tiziana Piccolo al centro con i colleghi del reparto di dialisi dell’ospedale Dimiccoli di Barletta