Il Buono Servizio Minori è una misura promossa dalla Regione Puglia che consente, ogni anno, a centinaia di famiglie di accedere a servizi socio-educativi per i propri figli a costi contenuti. Si tratta, in pratica, di un sostegno economico che riduce l’importo delle rette da pagare ai centri di assistenza accreditati, permettendo anche a chi vive situazioni di fragilità economica di garantire ai minori un percorso educativo e formativo adeguato. Un’iniziativa che ha fatto registrare anche quest’anno (il limite per le domande era fissato al 14 luglio) un’ampia adesione da parte delle famiglie pugliesi.
Il contributo della Regione si basa sulla situazione economica dei nuclei famigliari, attestata tramite l’ISEE 2025, che deve essere pari o inferiore a 20.000 euro. L’accesso ai servizi varia in base all’età dei figli e alla natura delle prestazioni offerte: ci sono categorie di servizi destinate a fasce di età specifiche, come i centri socio-educativi diurni per i minori tra 6 e 17 anni, le ludoteche per quelli tra i 3 e i 12 anni, i servizi educativi e per il tempo libero dai 3 ai 14 anni e i centri aperti polivalenti per la fascia 6–17 anni.

Un quesito cruciale per tante famiglie è stato a quali centri convenzionati rivolgersi per presentare la domanda. La Regione ha accreditato 326 strutture (il 14% in più rispetto al 2024) iscritte nell’elenco ufficiale dei soggetti abilitati, denominati nel bando Unità di Offerta. Le famiglie hanno potuto accedere al portale ufficiale Puglia Sociale e caricare la domanda tramite SPID di II livello. In caso di difficoltà con l’identità digitale, era previsto il ricorso a un soggetto terzo delegato, anche esterno al nucleo familiare, purché presentasse la domanda a nome e per conto del referente.
Il processo di candidatura ha richiesto quattro passaggi: l’accreditamento del nucleo familiare tramite verifica dei contatti con codici OTP temporanei, la generazione del codice famiglia, legato alla DSU, la compilazione e invio della domanda, che produceva il Codice Domanda e, infine, l’abbinamento tra il Codice Domanda e l’Unità di Offerta scelta, che caricava il preventivo dei servizi richiesti. Questa ultima fase era cruciale: senza l’abbinamento effettuato entro il 21 luglio alle ore 12.00, l’intera pratica risultava incompleta e non poteva proseguire.
Per illustrare le modalità dell’assistenza offerta alle famiglie nella presentazione delle richieste da parte dei centri accreditati, ci siamo rivolti a Vittorio Lemma, referente del progetto Un, due, tre, stella gestito dall’Unità di Offerta Operatori Barletta Soccorso. “La nostra struttura si occupa in toto dell’aspetto burocratico di compilazione della domanda, dalla creazione del codice famiglia al caricamento del preventivo, a seguito dell’abbinamento del codice domanda”, spiega. “Molte famiglie necessitano, infatti, di accompagnamento totale, poiché non hanno competenze digitali, non conoscono la piattaforma e si sentono disorientate davanti alla procedura. Ecco perché – prosegue – nell’associazione si è scelto di prenderle per mano, offrendo un supporto che non si limita all’aspetto tecnico, ma mira a costruire fiducia e serenità”.

Ma il nodo cruciale è di carattere informativo. “I cittadini non sono ben informati dell’esistenza della domanda dei buoni servizio, e solo grazie alla rete dei CAF, delle associazioni territoriali e del settore servizi sociali del Comune di Barletta si è riusciti a divulgare adeguatamente questa preziosa opportunità. Senza una comunicazione capillare – afferma Lemma – il rischio è quello di lasciare indietro proprio le famiglie più svantaggiate, che spesso ignorano perfino l’esistenza del bando e dei servizi correlati”.
È in questa lacuna che si intravede un’urgenza: colmare il divario informativo e costruire una rete sociale autenticamente inclusiva. Una volta ammessi dalla graduatoria regionale, i minori potranno frequentare i servizi scelti dal 1° settembre 2025 al 31 luglio 2026. Un sollievo concreto per quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano a tempo pieno, una condizione oggi sempre più diffusa. In realtà, come osserva Lemma, il Buono Servizio ha un potenziale che va ben oltre l’assistenza: è uno strumento di crescita culturale, sociale, educativa, soprattutto per i bambini che vivono in situazioni di disagio economico. Interventi, incardinati nell’area sociale e sanitaria, che devono espandersi nel tempo per non lasciare nessuno indietro.

Le attività proposte dall’Unità di Offerta Operatori Barletta Soccorso, attarverso il progetto Un, due, tre, stella sono numerose e diversificate: “Laboratori di psicomotricità, animazione teatrale, espressione artistica e artigianale, scrittura creativa, musica, incontri tematici e spazi informali di relazione e crescita: sono tante le opportunità offerte dall’associazione. Si tratta di occasioni preziose per accompagnare bambini e ragazzi nel loro sviluppo personale e collettivo, in un ambiente che promuove benessere e partecipazione”, spiega il nostro interlocutore, concludendo con l’invito alle famiglie affinché non solo partecipino, ma si sentano parte attiva di un progetto che parla di diritti, di comunità e di futuro.




