Un piccolo foyer adorno di quadri, illuminati da una calda luce che ne esalta i particolari. Parliamo del Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia che accoglie, in questi giorni, un’interessante esposizione, rispondente all’esigenza di offrire un punto di vista particolare sull’arte visiva del territorio. In mostra le opere di nove artisti pugliesi (Daniela Raffaele Clitorosso, Lucrezia Amorese, Carla Indipendente, Giuseppe Berardi, Nello Coppola, Pasquale Gadaleta, Francesco Lobosco, Vito Pollio e Rocco Sienese), chiamati ad estrinsecare il significato recondito di una realtà impercettibile. Non a caso, infatti, anche il titolo della collettiva, Dall’invisibile, rimanda a un nonsoché di enigmatico, inconfessato, nascosto. Ma da quali motivazioni scaturisce l’idea della mostra? A spiegarcelo è l’artista e curatore dell’iniziativa, Rocco Sienese: “invisibile è da intendere nel senso stretto della parola, come tutto ciò che c’è ma non si vede. Ho cominciato con l’individuazione di un tema e di un formato comune: ogni tela infatti misura 90 x 90 cm. Questa scelta formale di omogeneità e, allo stesso tempo, di unità di esposizione sottolinea ed esalta le diversità dando la possibilità di concentrarsi sul linguaggio di ogni singolo artista senza distrazioni”.

Un’iniziativa di cui l’autore ruvese si rivela orgoglioso perchè mira a reinventare e rivitalizzare uno spazio pubblico grazie all’apporto di persone che credono davvero nel valore della cultura e dell’arte. Una comunione di intenti che costituisce uno dei cardini del progetto Direzione condivisa – in cui rientra la stessa mostra – ideato dal direttore artistico del teatro Michelangelo Campanale e dalla compagnia teatrale La luna nel letto.
Sienese si è occupato in prima persona della creazione delle tele, dapprima con la realizzazione del telaio e provvedendo successivamente al tiraggio e alla consegna ad ogni singolo artista dentro e fuori paese. Entusiasta, racconta l’incanto di questi dinanzi al candore delle tele da lui confezionate: “è una reazione comune perché consente di apprezzare la bellezza, la limpidezza e la nudità. Quest’ultima è un elemento essenziale che lascia presagire ciò che diventerà attraverso la mano dell’artista il quale, di quello spazio bianco, riesce a vedere e ad intuire l’invisibile”.
Sembrerebbe inverosimile, dunque, applicare il concetto di invisibilità al fascinoso campo dell’arte, certo sconfinato ma sempre bisognoso di immediatezza e icasticità. Tuttavia, in qualità di curatore e di artista, Sienese non demorde perseguendo un programma espositivo e figurativo originale che incontra il parere favorevole dei fruitori. Ne dà concreta dimostrazione mediante un dipinto esposto nella collettiva, realizzato con diverse tecniche: colori ad olio, colori acrilici e foglia oro. Intitolato Pensieri deserti, il quadro apre alla riflessione su domande esistenziali molto comuni: cosa siamo? Cosa comprendiamo? In cosa siamo compresi?

Nel tentativo di fornire delle risposte si fa ricorso ad un ricco armamentario di simboli e soprattutto ad un metodo che porta empiricamente al risultato finale. Balzano all’occhio le sottili increspature non modellate con il pennello ma createsi in modo casuale. Ecco, è proprio su questo termine che Rocco desidera soffermarsi per denotare l’assenza o la vacuità di alcune regole, un meccanismo all’interno dei quali l’uomo esiste. La speculazione sulla condizione umana consente al ruvese di effettuare una breve ricognizione sulla sua concezione d’arte: “quando mi avvicino ad un dipinto quello che mi rapisce, che mi trasporta è sempre diverso. Credo che tutti ponendoci di fronte ad un’opera d’arte cerchiamo qualcosa che è già dentro di noi e che cambia nel tempo. Fare arte, provare a farla significa mettersi in discussione, porsi delle domande, farle a chi guarda. Non sempre i risultati sono soddisfacenti; l’arte è un momento durante il quale entri in sintonia con te stesso. Il frutto di questo momento o della somma di questi momenti è l’opera d’arte. Avere la possibilità di vivere questi momenti è la gratificazione più grande”. Per questo trova stimolante comunicare concetti o idee anche attraverso un solo colore, sovvertendo una tendenza contemporanea che impone un flusso continuo quanto disorientante di immagini a causa del quale risulta difficile avere una singola fonte di ispirazione.
La presa di coscienza della sua unicità in campo artistico non gli impedisce però di ammirare le opere di Hokusai, che molto hanno influito nella formazione del suo linguaggio pittorico durante gli anni di studio. La semplicità e l’efficacia descrittiva dell’artista giapponese inducono Rocco a ripensare alla bellezza delle piccole cose nonché all’aria di bottega respirata fin dall’infanzia in un’attività familiare nata negli anni ’80. Ma la svolta è arrivata nel 2015 quando ha deciso di dare un nuovo nome all’esercizio commerciale, che oggi si chiama Sienese Art Gallery, imprimendo un mutamento significativo rispetto alle consuetudini del tempo basate sulla ricerca e sulla realizzazione di cornici adatte a qualsiasi tipo di contesto: “tutto gira intorno alla cornice. Creiamo pezzi unici fatti su misura con diverse finiture. Grazie ad una ventennale esperienza e ad un vasto campionario di cornici attuiamo la soluzione più adatta ad ogni singolo caso, conciliando le finalità conservative con quelle estetiche”.

Se la lavorazione delle cornici è una tradizione familiare che Rocco si impegna a proseguire, è il suo nuovo progetto a catalizzare le sue energie, fiorito com’è dalla passione per la pittura e dalla voglia di applicare competenze tecniche e teoriche acquisite durante gli studi all’Accademia delle Belle Arti di Bari. La Sienese Art Gallery è appunto un concentrato di opere personali e non, dove il ruvese si diletta a inculcare l’amore per l’arte a grandi e piccini grazie ad appositi corsi di pittura. Così, il suo spazio lavorativo è equamente ripartito in due unità: la galleria e la bottega (entrambe su corso Piave) dove esegue materialmente tutti i lavori e prendono forma tutte le sue idee.
Nella foto in alto, “Pensieri deserti” di Rocco Sienese. Nelle altre foto alcune immagini della mostra Dall’invisibile al Teatro di Ruvo di Puglia





