Il ruggito dei Leoncelli in casa del Taranto

Dopo la notte buia della mancata promozione in Serie C e la prova negativa con l'Andria, l'Us Bitonto riparte con grinta dal match nel capoluogo ionico

408
0
CONDIVIDI

È stata una notte davvero buia quella trascorsa dall’U.S. Bitonto Calcio. Dopo novantanove lunghi anni di storia, il principale sodalizio calcistico della città si era finalmente ritagliato un ruolo di prestigio tra i club professionistici, approdando in Serie C. Ma una sorte beffarda ha privato, all’ultimo momento, i neroverdi di un sogno sportivo bramato per quasi un secolo.

Com’è noto, i leoncelli lo scorso giugno erano stati promossi di diritto nella terza serie nazionale, a seguito della cristallizzazione delle classifiche all’ultima giornata del campionato di Serie D 2019/2020. Gli uomini al comando di mister Roberto Taurino, primi in graduatoria al momento della sospensione del torneo per l’emergenza sanitaria, erano stati inseriti nell’elenco delle nove neopromosse tra i Pro.

La stretta di mano simbolica tra i capitani del Bitonto e dell’Andria

Ma dopo la grande festa è arrivata la batosta più grande: la procura federale ha richiesto per il club del presidente Francesco Rossiello l’immediata esclusione dal campionato di Serie C a causa di un illecito sportivo. La presunta combine tra il Bitonto Calcio e l’A.Z. Picerno è stata, infatti, accertata dagli organi competenti: nonostante la totale estraneità ai fatti del patron e della dirigenza neroverde, per i leoncelli non c’è stato nient’altro da fare.

il secondo grado di giudizio e le ulteriori memorie difensive presentate dai neroverdi non hanno potuto sottrarre il Bitonto al suo atroce destino. Ed ecco che giornate cupe e irrequiete si sono susseguite nelle ultime settimane nella città degli ulivi. Tra l’incertezza per il futuro e l’amarezza per un’occasione ormai definitivamente perduta, il presidente Rossiello ha deciso di rassicurare i supporter con un messaggio semplice e chiaro: “Per amore, solo per amore… Riproviamoci tutti uniti!”. “Non me la sono sentita di lasciare tutto –ha aggiunto-, era il mio sogno e quello di una città. La forza per ricominciare l’ho trovata nei ragazzini per strada che mi dicevano di non mollare. Voglio dare continuità al progetto che portiamo avanti da sei anni: il nostro sogno non poteva finire così”.

Il collettivo del Bitonto

È proprio dalle poche ma concise parole pronunciate dal patron che la macchina organizzativa dell’U.S. ha ricominciato a girare. Fuori mister Roberto Taurino, l’eroe della storica promozione in C, e il neodirettore sportivo Alessandro Degli Esposti, per riaccogliere il tecnico Nicola Ragno e il diesse Leonardo Rubini. Mister Ragno torna al “Città degli Ulivi” dopo l’esaltante stagione 2002/2003, quando con la maglia neroverde l’allenatore riuscì a centrare la promozione dall’Eccellenza alla Serie D.

Dei campionati vinti, quello che ricordo con più difficoltà –ha detto il neoallenatore neroverde- è proprio quello di Bitonto. Tante squadre in quella stagione fallirono e scesero dalla C in Eccellenza. All’epoca tanti calciatori venivano a casa mia per pranzare, perché non avevano i soldi per la spesa. Ho fatto di tutto: dal mettere in ordine il magazzino a pulire lo spogliatoio. Ma quello che ho seminato, l’ho raccolto alla fine di quella annata. Quel campionato me lo sento veramente stretto: mantenere un gruppo di venti giocatori con tanti padri di famiglia non è stato facile“.

Con Ragno, sono approdati in città anche Giuseppe Alberga, in qualità di collaboratore tecnico, e il prof. Salvo Acella, preparatore atletico. Confermati, invece, il vice Gigi Anaclerio e il mister Gianni Iurino, allenatore dei portieri.

La rosa dei giocatori, d’altra parte, si può definire completamente rivoluzionata: eccetto pochi nomi, infatti, la maggior parte del roster su cui può contare mister Ragno è composto da nuovi volti. Della scorsa annata sportiva, vengono riconfermati solo i giovanissimi Antonio Figliola, Gaetano Palmisano, Savio Piarulli, Giacinto Zinfollino e Giacomo Zaccaria, e gli over Danilo Colella e Riccardo Lattanzio. Il resto del team, invece, è formato da nuovi arrivati, soprattutto da calciatori che conoscono bene il campionato di Serie D, avendolo già disputato negli scorsi anni.

la panchina del Bitonto

Da Giorgio Capece, centrocampista classe ’92, proveniente dalla Paganese (Serie C) a Domenico Di Cecco, centrocampista proveniente dall’Audace Cerignola, passando per gli esterni Alessio Palmisano e Vincenzo Pepe, ex Potenza e Avellino; Alex Sirri, ex Ravenna e Picerno, e Leonardo Taurino, dalla Vibonese in Serie C.

Il Bitonto ha vinto il campionato lo scorso anno perché ha tirato fuori qualcosa che gli altri non avevano: quello che stiamo facendo è creare un collettivo di uomini. L’eredità è pesante, così come questa maglia. Non è facile ricominciare, ma bisogna metterci una pietra sopra. Non vogliamo iniziare con le difficoltà ma con l’entusiasmo ed il sorriso“, le prime parole di mister Ragno.

Non sarà affatto semplice, dunque, replicare le indimenticabili prodezze sportive del recente passato, ma l’obiettivo stagionale del Bitonto è sicuramente quello di piazzarsi nei posti più alti della graduatoria del girone H di Serie D: per farlo, dovrà vedersela con compagini molto attrezzate e temibili come Casarano, Cerignola, Team Altamura e Taranto.

Squadre che hanno cominciato la propria preparazione atletica diverse settimane prima rispetto ai neroverdi, i quali – a causa del tempo trascorso nelle aule dei tribunali – hanno avviato il proprio cammino in netto ritardo rispetto alle contendenti. Sarà compito di mister Ragno e dei suoi uomini, tuttavia, rimettersi subito in marcia, dopo la sconfitta casalinga rimediata di misura contro la Fidelis Andria nella prima giornata, e cercare di tornare ad essere protagonisti. Di nuovo, sempre in quel girone H che hanno dominato in passato e nel quale, ora, tocca imporsi ancora per tornare a sognare il mondo dei “grandi”.

Le foto sono di Anna Verriello