La storia? Un “gioco” appassionante

Gli studenti del Liceo Carmine Sylos di Bitonto sperimentano una didattica innovativa, partecipando al concorso "Filosofia per l’umanità"

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Che la filosofia e la storia siano indissolubilmente legate nella pratica dell’insegnamento scolastico, è uno dei lasciti più cospicui della riforma della scuola voluta nel 1923 da Giovanni Gentile. Nonostante il classismo che la innervava, la riforma puntava allo sviluppo di una cultura umanistica, grazie a cui rendere gli studenti consapevoli delle proprie radici e della propria storia. Un mondo di riferimento necessario per comprendere il senso profondo della realtà, colta nei suoi molteplici e diversi aspetti.

Oggi, in un mondo che procede a ritmi frenetici, i mass media ci propinano sondaggi, campionature, valutazioni, test a risposta multipla che rendono le nostre risposte sempre più immediate ed emotive e sempre meno riflessive. Perché sprecare tempo in una biblioteca, consultando volumi pesanti e polverosi, quando basta fare una semplice ricerca su Google per raccogliere tutte le informazioni? A che ci serve memorizzare la data di nascita di Napoleone se wikipedia è, lì, pronta a mostrarla in una manciata di secondi?

Anche la didattica scolastica, negli ultimi decenni, sta rivedendo le modalità di insegnamento e apprendimento. Tra cultori della tradizione e innovatori, s’inserisce una terza via: l’idea di utilizzare il gioco come mezzo per stimolare la partecipazione degli studenti. Questo l’obiettivo che si pone Historia Ludens, associazione nata a Bari con lo scopo di rinnovare la didattica della storia, perché studiare non significhi più noia e sofferenza ma possa diventare conquista e divertimento.

In occasione del convegno Storia e filosofia in gioco, svoltosi presso l’ateneo barese, gli studenti del liceo classico e linguistico “Carmine Sylos” di Bitonto, coordinati dalle docenti di filosofia e storia Pasqua Cipriani e Lucia Boschetti, si sono distinti in alcune attività di didattica ludens, legate per l’appunto al gioco di squadra. I temi affrontati rispecchiavano dinamiche ed elementi della contemporaneità: dalla storia dell’integrazione europea all’immigrazione, dalle politiche energetiche alla libertà di espressione, passando per lo studio della Carta di Nizza che sancisce i diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Il progetto ‘Il mondo nel Sylos’, finanziato con fondi europei, si è incentrato sull’innovazione didattica e la cittadinanza europea, proponendosi di far conoscere agli studenti le principali strutture sociali, politiche ed economiche della Ue. Il partenariato con il Dipartimento di studi umanistici dell’ateneo ha permesso al nostro liceo di spalmare il progetto in trenta ore nelle quali, attraverso il gioco, si è approfondito uno specifico argomento”, precisa Lucia Boschetti.

Il carattere peculiare di questa metodologia didattica è l’assenza di ogni tipo di insegnamento “dall’alto”, cattedratico e trasmissivo, privilegiando quello “attivo”, “dal basso”. Il gioco, beninteso, non è sinonimo di attività superficiale e sregolata, bensì di impegno, rappresentazione e condivisione.

I giochi sono stati pensati come dinamiche a squadre, finalizzate a riflettere in maniera divertente, ma anche puntuale, sui valori dell’Unione Europea -prosegue la docente- con un approccio critico-argomentativo, in forma di dibattito, che ha saputo coniugare la dimensione etica, ispirata ai contenuti della carta di Nizza, con il confronto tra interlocutori che, a turno, argomentano la propria tesi. Anziché studiare fredde nozioni si è puntata l’attenzione sui concetti di causa-effetto, somiglianza-cambiamento”.

I diciannove studenti partecipanti hanno gareggiato in squadre: il gruppo del biennio ha posto sul tavolo il problema dell’immigrazione, classificandosi al primo posto, mentre gli alunni del triennio si sono aggiudicati il terzo posto col tema delle politiche energetiche e della libertà di espressione. I tre debate, impostati secondo la logica del pro e contro, sono stati filmati e montati su You Tube e inviati al concorso dalla professoressa Boschetti”, spiegano le studentesse Chloe Bavaro, Sara Antuofermo e Martina Calò.

A latere di questa iniziativa e sulla scorta di sperimentazioni di didattica innovativa, le tre squadre di studenti del Sylos hanno partecipato al concorso Filosofia per l’Umanità (Philosopy for humanity), indetto dal Centro di ricerca sull’indagine filosofica e dal Ministero dell’Istruzione nell’anno europeo del patrimonio culturale (2018). “Gli studenti hanno avuto modo di conoscere l’Europa contemporanea attraverso una prospettiva storica, alla luce anche dell’entrata in vigore, l’anno venturo, della legge su cittadinanza e Costituzione, che mette al centro lo studio dei fondamenti basilari del diritto e dell’economia”, illustra la docente.

Attraverso queste discipline, studiate nel biennio scolastico, abbiamo potuto toccare con mano alcune dinamiche che prima ignoravamo, come i dazi doganali imposti da Trump o le vicende del dopo Brexit”, spiegano le studentesse.

L’analisi condotta dagli studenti sugli articoli della Carta di Nizza ha fatto emergere anche i limiti della Ue nella gestione dei flussi migratori: gli interessi degli stati membri oscillano tra un’apertura incondizionata dei confini, nella speranza di una rapida integrazione, e chi, invece, giustifica linguaggi e parole di guerra, parlando di invasione e perseguendo la politica dell’ “aiutiamoli a casa loro”. La collaborazione con l’Associazione europea degli insegnanti di storia ha permesso di inscenare una rappresentazione teatrale, nella quale ciascuno studente si è calato nei panni dei padri fondatori, grazie ai quali l’Europa poté risorgere dalle macerie della seconda guerra mondiale.

Se la didattica della storia ereditasse, reinterpretandolo, il lascito della storiografia del Novecento e gli insegnanti si facessero carico di una responsabilità istituzionale nell’approcciarsi alla storia, intesa come totalità che abbraccia ogni aspetto della vita umana, sarebbe più entusiasmante maneggiare gli eventi che riguardano il nostro presente”, chiarisce Boschetti.

La comunità scolastica del liceo è venuta a conoscenza recentemente degli ottimi risultati conseguiti dagli studenti, che danno visibilità all’impegno, al miglioramento delle attività didattiche e all’ampliamento dell’offerta formativa, proposti e sostenuti dalla dott.ssa Antonia Speranza, preside dell’istituto. Davvero una bella soddisfazione per gli studenti e i docenti, compatti nell’accettare e vincere la sfida.

Noi docenti dovremmo allenare gli studenti ad essere agili anziché flessibili, capaci cioè di orientarsi in un’economia che si muove, nello spazio e nei diversi contesti socio-economici. In ciò sta la responsabilità più grande dell’istituzione scolastica: mettere ciascuno studente nella condizione di desiderare, scegliere e realizzare il proprio progetto di vita, senza pesanti condizionamenti”, conclude la prof.ssa Boschetti.

Nelle immagini, gli studenti del Liceo Carmine Sylos impegnati nell’innovativa esperienza didattica