Il ballo di San Vito per salutare l’estate

Tra musica popolare, laboratori di pizzica e pulizia delle spiagge, a Polignano a Mare il fascino di una kermesse che affonda le radici nella storia cittadina

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Salutare l’estate con il sorriso sulle labbra, danzando a ritmo di un’accattivante musica popolare, è possibile: chiedetelo a chi ha partecipato al ballo di San Vito, giunto quest’anno alla sua settima edizione.

L’evento, patrocinato e finanziato dal comune di Polignano a Mare e dalla Regione Puglia – dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale e Ambientale, si è svolto nella frazione di San Vito da venerdì 30 agosto a domenica primo settembre.

Tre giorni in cui l’associazione organizzatrice, PugliaVox (presidente Maria Sportelli, direttore artistico Gabriele Corona, responsabile marketing Marcello Ridolfi) ha portato in scena la musica della tradizione popolare con un attento sguardo alla devozione religiosa.

Il ballo di San Vito, infatti, affonda le proprie radici nel medioevo, potando con sé una memoria tutt’altro che gaudente: basti pensare che tutto ha avuto inizio da una malattia conosciuta come morbo di Sydenham, che si manifestava con ripetuti spasmi del corpo, quasi come una vera e propria danza. L’unica soluzione per gli uomini e le donne del tempo era confidare fortemente ed esclusivamente nel potere taumaturgico di San Vito (patrono di Polignano a Mare) per ottenere la grazia e ritornare a godere di buona salute.

Ed è stato proprio il desiderio di spensieratezza e tranquillità ad animare la manifestazione, in cui la musica popolare, quella che nasce nei campi e viene trasmessa oralmente da chi continua, ancora oggi, a danzarla e cantarla, è stata la protagonista, accompagnata da stand enogastronomici, laboratori di pizzica, mercatini artigianali e attività di sensibilizzazione, come il progetto Fishexperience.

ballo di San Vito

Organizzato dal GaL Sud est Barese, ha avuto come scopo principale la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale ittico e costiero. La Cooperativa Serapia ha abbracciato l’obiettivo, organizzando tre laboratori dedicati al mondo marino e alla protezione delle costa. Giovedì 29 agosto trenta partecipanti, tra cui dieci bambini, hanno animato la passeggiata ecologica finalizzata alla pulizia della spiaggia di San Vito, raccogliendo 2000 mozziconi di sigarette e 10 kg di plastica in meno di due ore.

Il 30 agosto nel laboratorio “piccoli consumatori crescono”, l’ecologa marina Eleonora Meliadò ha coinvolto grandi e piccoli in un’attività di riconoscimento delle specie ittiche con pesce vero: un gioco dedicato alla conoscenza sulle taglie minime di cattura e un momento creativo di disegno dal vero. I laboratori si sono chiusi domenica primo settembre, con una lezione per adulti sulle specie locali, sulle informazioni che il consumatore deve trovare nei banchi delle pescherie, le zoonosi derivate da un cattiva pulizia del pesce nell’atto della vendita e le prescrizioni igienico-sanitarie obbligatorie per essere certi di mangiare un prodotto sano e sicuro. L’intervento si è concluso con la preparazione di alcune ricette di pescato locale da parte di Anna Deblasi del motopesca Riobravo di Mola di Bari.

ballo di San Vito

Ma veniamo alle danze: tra le numerose attività che hanno preceduto i concerti serali, infatti, ampio spazio è stato dedicato al laboratorio di pizzica promosso dall’associazione culturale Terra Battuta e dalla scuola di pizzica di San Vito. Un vero e proprio corso di ballo che ha creato la giusta atmosfera per una festa di fine estate indimenticabile, insegnando ai partecipanti i ritmi e i tipici passi di danza.

A seguire, spazio alla musica dal vivo. Ad aprire i concerti il gruppo salentino Alla Bua, che ha richiamato grandi e piccoli grazie ai ritmi ipnotizzanti e frenetici, veri morsi delle tarante.

A raccogliere il testimone, il gruppo I T’Ammore che ha reinterpretato la tradizione popolare campana a ritmo di armonie e gestualità che il nostro meridione ama e fa proprie. A seguire, spazio alla band di Polignano a Mare Skandergroud, che tra pezzi ska, reggae, folk e dub ha saputo dare la giusta carica alla serata.

Durante la serata conclusiva i Folkabbestia, band pugliese, hanno dato l’arrivederci all’estate con le loro sonorità miscellanee, ricche di richiami alla tradizione balcanica, irlandese e, ovviamente, pugliese.

Tra suoni di tamburi, passi di danza e attività di sensibilizzazione al territorio e al suo patrimonio, il messaggio del ballo di San Vito è chiaro: la musica popolare, quella vera, non può e non deve restare circoscritta solo ad alcune aree della regione. E poco importa se si tratti della pizzica del Salento o della taranta del Gargano; poco importa se le inflessioni dialettali si presentano in modo diverso. L’obiettivo è soltanto uno: dimostrare che la musica, da sempre, racchiude in sé la gioia della condivisione, senza alcun tipo di confine.

La musica popolare agisce da collante non soltanto tra le diverse generazioni, ma anche tra territori diversi e distanti. Come canta Vinicio Capossela nell’omonimo brano del 1996: “Ho il ballo di San Vito e non mi passa..”; l’augurio è che questa danza possa non passare mai, rimanendo così il giusto modo per salutare l’estate, tra un calice di vino e un passo ritmato, scacciando, almeno per un po’, i cattivi pensieri.

Le foto sono di Mimmo Donghia