La luna a portata di mano

Nell'anniversario dell'allunaggio, il Politecnico di Bari ha ospitato la celebre riproduzione del satellite terrestre, realizzata dall'artista inglese Luke Jerram

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La luna come non l’avevamo mai vista. Pallida, pensosa, onirica e persino ironica, proprio come la letteratura mondiale di ogni tempo – dalla poesia alla musica, dall’arte al cinema – ce l’ha restituita; grande e bella come non mai, luminosa e magnetica come nelle notti più stellate e forse ancora di più.

Una superluna a cui hanno fatto da cornice la musica di Piovani e un sapiente gioco di luci nell’evento organizzato dal Politecnico di Bari, in collaborazione con la società di servizi Ariete, per la tappa pugliese del Museum of the Moon, l’originale installazione itinerante dell’artista inglese Luke Jerram.

Con un diametro di sette metri, sospesa a mezz’aria grazie ad un cavo metallico, che di notte diventa invisibile, creando la magia del satellite terrestre a portata di mano, l’opera di Jerram riproduce alla perfezione la superficie lunare, grazie alle immagini in alta risoluzione della Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, in scala 1:500.000. Una proposta culturale, artistica e sensoriale davvero unica e originale, che ha fatto il giro del mondo, passando per le città e le location più importanti, e che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Bari, in occasione dei 50 anni dall’allunaggio.

Sono stati migliaia i visitatori che hanno affollato il campus universitario, per ammirare la superluna, e tra questi tantissimi bambini, a cui non è parso vero di poterla sfiorare con la punta delle dita.

Il museo della luna al Campus universitario di Bari

Nel corso della storia la luna ha ispirato artisti, poeti, scienziati, scrittori e musicisti di tutto il mondo. Diverse culture affondano le proprie radici nei rapporti storici, scientifici e religiosi con la luna”, spiega Luke Jerram. E prosegue: “Il Museum of the Moon ci permette di osservare e contemplare somiglianze e differenze in tutto il mondo. A seconda di dove l’opera è presentata – cattedrali, depositi, luoghi pubblici, musei di arte o di scienze naturali – il suo significato e la sua interpretazione mutano di senso”.

Nicola Piovani durante il concerto a Bari

Ad accompagnare l’esibizione del satellite terrestre, uno spettacolo di luci e musica, affidato al talento e all’estro del premio oscar, Nicola Piovani, che ha regalato al pubblico del Politecnico due ore di emozioni e aneddoti cinematografici, con il concerto “La musica è pericolosa”, e al pianista pugliese Claudio Stea, che ha eseguito brani tratti dal suo ultimo album “Raggi di Luna”.

“Siamo contenti che la città di Bari abbia risposto in maniera così entusiasta e numerosa a questo evento, che ci ha permesso di rivivere in prima persona un momento, come l’allunaggio, storicamente e scientificamente così importante per l’umanità”, ha commentato Angelo Disabato, presidente di Ariete.

Nell’immagine in alto, l’opera itinerante di Luke Jerram al Politecnico di Bari