La Bibbia, un fascinoso racconto sacro

Dai rotoli ebraici del VII secolo ai preziosi incunaboli, curata da padre Michele Perruggini, una ricca rassegna di testi sacri al convento di San Leone a Bitonto

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Sta passando quasi sotto silenzio una mostra storica (in realtà storico-teologica e storico-artistica) davvero di assoluto rilievo. Sarà la proverbiale ritrosia francescana alla sponsorizzazione di quel che si fa, sarà la modestia molto spesso esemplare degli ambienti monastici, sta di fatto che della rassegna “Le vicende del testo biblico”, inaugurata qualche giorno fa e in corso sino al 31 ottobre al convento di San Leone, a Bitonto, si sta parlando poco. Quantomeno in relazione al tanto, tantissimo di rimarchevole a livello culturale che la mostra offre ai visitatori. L’esposizione è curata dal docile e indomabile insieme padre Michele Perruggini, docile nello stile e indomabile nelle idee e nella creatività: un’autorità indiscussa nel campo degli studi biblici, soprattutto tesi filologicamente a distinguere, a livello storico ed “editoriale”, le varie redazioni che il testo sacro ha avuto nel corso dei millenni.
In più Perruggini, nativo di Ascoli Satriano e da un anno nella comunità dei frati minori di San Leone, a tutto ciò unisce un’invidiabile capacità di sintesi tra conoscenze di natura prettamente teologica da un lato (non distinte dalla capillare padronanza logistica della Terra Santa, dove il religioso ha vissuto e tenuto corsi) e tipografico-artistica dall’altro, sempre con riferimento alle stampe inerenti il testo biblico oppure alle numerose versioni istoriate dai grandi pittori della storia, specie dell’area dell’Europa continentale del ‘500 e del ‘600.
E così Perruggini ha portato anche a Bitonto una mostra che ha in sé i caratteri dell’unicità. Unicità per ciò che offre al visitatore e anche, diremmo, per l’esigua gamma di città o luoghi che prima di Bitonto l’hanno ospitata. La mostra è stata, per capirci, a Roma, direttamente in Vaticano, visitata da papa Francesco. Ma non è stata a Bari. Una bella e valorosa presenza, allora, quella di padre Perruggini, per anni solerte responsabile dell’importante biblioteca del convento di San Matteo a San Marco in Lamis.
Tornando alla mostra, davvero imperdibile. Si pensi ai rarissimi testi esposti, a rotoli ebraici in pergamena del VII secolo, ai preziosissimi incunaboli. Molte delle Bibbie che la storia della pionieristica stampa di area teutonica ci ha passato in consegna sono qui. Opere senza cui sarebbe impossibile comprendere l’esperienza luterana. “Ma questa è una mostra ecumenica”, tiene subito a sottolineare padre Michele. E infatti “Dal conflitto alla comunione. Rassegna biblica ecumenica” si legge sull’opuscolo presentato per l’occasione. Emozionante la visione della prima edizione del Nuovo Testamento in greco di Erasmo da Rotterdam, così come un bellissimo incunabolo miniato risalente al ‘400. E poi, ancora, una Bibbia in slavo antico. Per non parlare delle incisioni e xilografie di Durer, Schedel, Raimondi e altri.
Tutti testi e opere assolutamente rari, non certo con riferimento al solo patrimonio italiano o persino europeo. Siamo in una prospettiva planetaria. Qui si respirano i venti della Riforma protestante e di quella successiva cattolica, passata alla storia come “Controriforma”, quando è noto che la chiesa romana da tempo andava proponendo al suo interno, certo con difficoltà di ogni tipo, istanze e propositi di cambiamento in aderenza allo scorrere del tempo stesso.
Qui anche la presenza di Filippo Melantone, mentore di Lutero. Ci perderemmo nel citare la vasta e impressionante mole di opere e gemme presenti. Ma non si perde il visitatore: ben orientati e sintetici i pannelli presenti. Davvero una mostra che merita di essere conosciuta e vista. Non esitiamo certo a proporre anche un diretto impegno da parte dell’amministrazione comunale perché la rassegna possa essere proposta, prossimamente, anche in altri luoghi. Non escluderemmo di certo la Galleria Nazionale.
La città, insomma, non perda questa occasione. L’occasione di poter far tesoro della presenza di padre Michele, autentico faro di cultura, personalità nota, fuor di retorica ed esagerazioni, in tutta Italia e oltre per le sue conoscenze e i suoi studi. Non ultima sua caratteristica è l’umiltà. “Sono solo un ricercatore”, ama dire di sé. Accanto all’esposizione, infine, anche più momenti di approfondimento attorno a tematiche storiche e bibliche, lezioni tenute da Perruggini e altri studiosi francescani.
Nelle foto di Massimiliano Robles, i testi sacri in mostra al convento di San Leone