Alle armi! Giù la violenza di genere

Il centro “Le Rose di Atacama”, attivo a Palo del Colle e Bitonto, fa il bilancio di un anno di attività e annuncia le prossime iniziative, nel segno della cittadinanza attiva

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È importante essere prossimi alla cittadinanza, andandole incontro attraverso una vera e propria chiamata alle armi”. Un invito ad essere cittadini attivi, quello rivolto da Anna Coppola De Vanna, responsabile del centro antiviolenza “Le Rose di Atacama”, che lega in una comune battaglia di civiltà, le città di Palo del Colle e Bitonto dal dicembre 2017. Fra meno di due mesi, questo importante progetto festeggerà il suo primo compleanno e potrà guardare al futuro, dall’alto dei traguardi conseguiti nel primo anno.

Fra questi, “Insieme contro la violenza”, che raggruppa un serie di iniziative che “Le Rose di Atacama” ha attivato di recente. L’obiettivo che le accomuna è sensibilizzare la comunità palese e quella bitontina sul tema della violenza di genere. Ad illustrarle nel dettaglio ci hanno pensato, nel corso di un incontro a Palazzo Gentile, a Bitonto, la stessa Anna De Vanna affiancata dai sindaci e dagli assessori dei due comuni coinvolti. “Vorremmo accompagnare i cittadini in un percorso di riflessione”, ha spiegato la responsabile del centro, presentando il ciclo di incontri organizzati fra ottobre e novembre.

Tre le tematiche scelte, con l’intento di rivolgere gli appuntamenti in programma a tre differenti target, partendo dal mondo delle scuole. Queste ultime sono state, infatti, protagoniste dell’evento “La violenza a portata di click”, svoltosi il 25 ottobre presso l’istituto professionale “Tommaso Traetta” di Bitonto. Un’interessante opportunità di confronto che ha visto la partecipazione di Pape Samba Gueye, studente bitontino e vincitore assoluto del concorso giovanile indetto da DigithON, “A scuola di startup”, con la app Mysecurity.

Il logo del centro antiviolenza di Bitonto e Palo del Colle

Ad offrire il suo contributo sul tema anche Dino Mangialardi, rappresentante di Amnesty International, che ha svolto un’ampia ricerca sulle tipologie di violenze online. Interrogarsi su quanto la tecnologia possa incrementare o, viceversa, ridurre, episodi di violenza era lo scopo del primo incontro di questo ciclo. Non è un caso che target di riferimento siano stati gli studenti, come ha sottolineato la dott.ssa De Vanna: “Crediamo di dover lavorare precocemente sulla non violenza, a partire dalle fasce più giovani”. Il prossimo 8 novembre, questo percorso formativo tecnico-pratico, che si propone di insegnare a riconoscere comportamenti potenzialmente violenti, farà tappa a Palo del Colle. Ad ospitare l’incontro, “A norma di legge”, questa volta rivolto a tutti i cittadini, sarà il Palazzo di città.

Per poter collaborare all’individuazione di casi di violenza bisogna imparare a riconoscerli e ad essere informati sulla legislazione in materia. Un appuntamento che mira a rendere i cittadini attivi e a non chiudere occhi ed orecchie dinnanzi a richieste di aiuto più o meno esplicite, come ha sottolineato Anna De Vanna. A guidare i partecipanti nel percorso di apprendimento saranno Gabriella Eletti, avvocata penalista nonché consulente del Cav Le Rose di Atacama, e Raffaele Tatoli, responsabile ufficio stalking divisione polizia anticrimine della questura di Bari. Non va dimenticato, inoltre, che un grande aiuto in termini di individuazione delle vittime di violenza può essere fornito da medici e pediatri.

Ad essi sarà dedicata l’ultima tappa del ciclo di appuntamenti, prevista il 13 novembre nella sala degli specchi del comune di Bitonto. “Il volto della violenza” il titolo dell’incontro durante il quale Nicola Buonvino, responsabile di medicina penitenziaria, e Ilaria De Vanna, psicologa, psicoterapeuta e consulente del Cav, spiegheranno in che modo è possibile aiutare le vittime di abusi, fisici e psicologici. Si concluderà, così, il “viaggio” verso la data simbolica del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’incontro di presentazione del Centro antiviolenza nella Sala degli specchi al Comune di Bitonto

Un viaggio che, come ha dichiarato De Vanna, si spera possa proseguire, e non fermarsi a questa data. A tal riguardo, l’incontro a Palazzo Gentile ha acceso i riflettori sullo Slogan Contest, un concorso indetto da “Le Rose di Atacama” e rivolto a tutti i cittadini di Palo e Bitonto. Una vera e propria “chiamata alle armi”, per usare l’espressione utilizzata dalla responsabile del centro, per la due comunità interessate, che sono invitate a partecipare provando ad ideare uno slogan per l’associazione. “Affideremo a dei writers il compito di riprodurre l’idea vincitrice su una parete del comune di Bitonto, in modo che il messaggio resti indelebile”, ha spiegato De Vanna, “mentre sul territorio di Palo del Colle il motto sarà riportato su bandierine da distribuire nei luoghi pubblici della città”. Coinvolgere tutti gli abitanti di Palo del Colle e Bitonto, facendo sì che si sentano partecipi di questa battaglia servirà a diffondere maggiormente la cultura, ancora poco sentita, della richiesta d’aiuto.

Appena trenta gli accessi, equamente distribuiti tra i due comuni, registrati da “Le Rose di Atacama” a partire da gennaio 2018 fino ad oggi. Si tratta di donne con un età compresa fra i trentacinque e cinquant’anni, che ormai hanno perso la speranza di poter cambiare il partner, che, invece, anima quelle più giovani. “Queste ultime, spesso mamme di bambini piccoli, temono, che, denunciando episodi di violenza subiti, possano perdere i propri figli. In età più avanzata, invece, si riesce a vedere nell’interruzione della relazione con un partner violento l’unica soluzione”, racconta la De Vanna.

In questi mesi a chiedere aiuto all’équipe di esperti del centro antiviolenza sono state donne con un livello di istruzione medio e medio-basso, con studi dell’obbligo incompleti o, talvolta, in possesso di diploma, ma tutte accomunate dalla voglia di dire “basta”. Come sottolinea Anna De Vanna “negli strati sociali più bassi, caratterizzati da un registro di comunicazione ‘vivace’ in cui si tende maggiormente ad alzar la voce, la violenza non viene subito individuata in quanto tale. In generale, posso dire che cambia lo stile di approccio al problema: più viscerale da parte di donne meno istruite, più sofisticato in chi ha un livello di scolarizzazione più elevato”. Ognuna di loro ha il suo modo di esprimere, a gran voce o, talvolta, paradossalmente, in silenzio, il proprio bisogno di aiuto.