Deadline-Induced Panic: come uscire da un mondo finto

Fake World è il secondo singolo estratto dall'album Algorythm, esordio dei giovani romani Deadline-Induced Panic

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Fake World è il secondo singolo estratto dall’album Algorythm, esordio dei giovani romani Deadline-Induced Panic. Il videoclip che lo accompagna narra – con la tecnica della reverse motion – di una ragazza che sfoga la sua rabbia contro un ragazzo rimasto a terra, dolorante, dopo il litigio tra i due. La band viene anche dalla recente esperienza al Bootcamp dell’undicesima edizione di X Factor.

Algorythm è una conflazione delle parole algorithm (algoritmo) e rhythm (ritmo), incidentalmente due delle parole più facili da sbagliare quando si scrive in inglese. Rappresenta anche un parallelo: quello tra musica e matematica da una parte, e tra suoni caldi e freddi (come quelli di un synth) dall’altra.

Siamo di fronte a un gruppo, fondato appena due anni fa, ma che può stupire per la varietà dei brani. Un pezzo come Switches potrà ricordare una band come The XX, mentre in Wednesday si potrà avere l’impressione di ascoltare il timbro vocale di Grace Slick dei Jefferson Airplane su un brano dei Police, con una conclusione che presenta un crescendo in stile anni ’70.

I Deadline-Induced Panic sono: Elisa Mariotti (voce e tastiere), Francesco Marchini (voce e tastiere), Anna Muscatello (chitarra) e Davide Rufo (batteria).

Deadline-Induced Panic: come uscire da un mondo finto

Come nascono i Deadline-Induced Panic?

I Deadline-Induced Panic nascono poco più di un anno fa. Francesco e Elisa, che suonavano già in un altro progetto rock/folk, decisero di dar vita ad una nuova band con più spiccate sonorità elettroniche. Così coinvolsero Anna, conosciuta sul palco di un locale di Roma. Davide si è aggiunto in un secondo tempo, su suggerimento di Anna. Il nome è una delle possibili definizioni di ansia (panico indotto da scadenza), sicuramente quella che si adatta di più a noi e alla nostra generazione. Ci piaceva anche perché è una definizione ironica, che dà a un’ansia piuttosto comune e del tutto naturale una connotazione patologica.

Algorythm porta con sé due singoli, Wednesday e Fake World

Sono i due pezzi che hanno messo tutti d’accordo, sia noi quattro che l’etichetta. Wednesday parla della fine di una storia d’amore. Invita a superarla con semplicità, accendendo la radio, ascoltando musica e andando avanti. Fake World è una riflessione critica – ma anche autoironica – sul mondo dello spettacolo. Accenna alla nostra esperienza a X Factor, ma senza prendersi troppo sul serio. Mentre Wednesday è un brano di Francesco che aveva già qualche anno ma che è era stato riarrangiato per il progetto D-IP, Fake World è stata scritta apposta per completare l’album Algorythm.

Deadline-Induced Panic: come uscire da un mondo finto

Prima di Algorythm avete prodotto anche un brano dedicato a Palmyra e a Khaled Al-Asaad

Francesco, l’autore del brano e laureato in Storia, è rimasto colpito dalla vicenda di questo uomo che si è sacrificato non per altri uomini, ma per l’arte e la storia. Questo rende il suo gesto ancora più “estremo” e coraggioso e ci fa capire quale odio e amore viscerali possano scatenare alcune “vecchie pietre”. La cultura è una cosa viva.

Da dove viene la varietà sonora dei Deadline-Induced Panic?

La varietà sonora è una caratteristica naturale dei D-IP. Ci divertiamo a usare suoni che appartengono ad altri mondi musicali per rendere i nostri arrangiamenti più interessanti e “pazzi”. Il lavoro successivo è stato piuttosto quello di limare gli arrangiamenti per renderli più omogenei. Ci siamo riusciti fino a un certo punto, ma forse è meglio così. Nei brani si sono stratificati più ascolti e più influenze. Dal rock anni ’70 alla new wave anni ’80 e anche chiaramente il pop e l’elettronica dei giorni nostri.

Deadline-Induced Panic: come uscire da un mondo finto

Cosa si porteranno dietro di questa esperienza a X Factor?

Per noi X Factor è stata un’esperienza breve ma importante. Ci ha messo per la prima volta davanti al grande pubblico, suscitando in noi una serie di riflessioni e pensieri. Da una parte siamo stati felici di aver buttato un occhio su una realtà così importante e professionale, dall’altra abbiamo capito i limiti dei ritmi della TV in generale e di un programma basato essenzialmente sulle cover. Subito dopo X Factor ci siamo messi al lavoro senza riflettere troppo su quella esperienza, ma credo che metterci di fronte ad una realtà di quel tipo ci abbia reso più ambiziosi e determinati nell’affrontare le prossime sfide.