Quanto dura un’immagine? Può custodire il tempo remoto della terra, fermare un istante prima che scompaia o sottrarre una forma al movimento del mondo. È questa la trama più affascinante di Nel segno di Brera, la mostra che riunisce Natale Addamiano, Gianluca De Cosmo e Doriano Scazzosi ad Altamura. Venti opere, tre modi di abitare il tempo, una radice comune: l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Addamiano, docente di Pittura a Brera dal 1975 al 2007, non consegna ai suoi studenti una formula da riprodurre. Anzi. Trasmette la disciplina della ricerca e il coraggio di riconoscere la propria voce. De Cosmo e Scazzosi partono da questa lezione per seguire direzioni autonome.

Nelle opere di Addamiano affiorano il tempo geologico delle Gravine e quello infinito dell’universo. De Cosmo insegue la frazione di secondo in cui un gesto ordinario diventa irripetibile. Scazzosi trattiene corpi, fiori e oggetti in una compostezza che sembra opporsi allo scorrere delle ore.
Per Natale Addamiano la natura non è un repertorio di soggetti, ma una presenza generatrice. Nato a Bitetto nel 1943, l’artista ha innestato la propria ricerca nel paesaggio pugliese, trasformandolo in materia cromatica e memoria. Nelle Gravine la terra appare scavata, attraversata da rossi, aranci, gialli e ocre. Il colore non riveste le forme: le costruisce e le fa vibrare, fino a rendere il paesaggio una sorta di autoritratto interiore. Nei Cieli stellati la direzione dello sguardo si rovescia. Dalla terra si passa a uno spazio senza confini. Segni, nebulose e punti luminosi affiorano sulla tela come frammenti di un universo in espansione. Cielo stellato dopo la pioggia, Luogo delle stelle e Cielo per i romantici trasformano il cosmo in un luogo mentale e raccontano il desiderio umano di misurarsi con ciò che lo supera.
Se Addamiano dilata il tempo, Gianluca De Cosmo lo restringe alla misura di un attimo. La sua pittura nasce dalla consapevolezza che una scena, esattamente così come si presenta, non potrà ripetersi. Sulla tela, quell’unicità diventa condivisa. La figura umana è quasi sempre presente. Una donna legge, alcuni bambini giocano, dei ragazzi sostano in una galleria. Sono episodi minimi nei quali De Cosmo riconosce una qualità poetica inattesa. Anche negli scorci urbani, come Palazzo Anteprima, conta soprattutto l’atmosfera.

Nella sua formazione convivono Caravaggio, Raffaello, Guercino e Tiepolo, ma il passato non diventa una citazione. Entra in rapporto con gli arredi, la moda e i codici visivi del presente. Classicità e contemporaneità si incontrano in una fusione morbida, capace di rendere attuali gesti e posture che sembrano provenire da un altro tempo. Negli ultimi lavori la tavolozza si fa più delicata, con rosati tenui e azzurri freschi che richiamano le atmosfere del Settecento. Diventa centrale anche il dialogo fra pittura e fotografia. De Cosmo riduce la saturazione e sceglie una “tavolozza serrata”: le figure diventano eteree e i volti appena abbozzati sembrano sottrarsi allo sguardo.
Senza forti contrasti cromatici, l’artista fa emergere la poesia nel punto in cui l’abitudine non saprebbe riconoscerla. Scomparso prematuramente nel 2021, De Cosmo continua a essere presente attraverso questa attenzione per ciò che rischia di perdersi.
Doriano Scazzosi affida al disegno il compito di dare stabilità al visibile. Nato a Busto Garolfo nel 1960 e formatosi a Brera con Addamiano, sviluppa un figurativismo rigoroso, sostenuto da una profonda conoscenza dell’anatomia. Nei corpi e nei ritratti ritorna la grazia dell’antichità, mentre nelle nature morte ogni dettaglio contribuisce a un equilibrio misurato. La precisione quasi fotografica non si limita a riprodurre l’apparenza. In Peonie, Tulipani blu e Fiori di bosco su tovaglia bianca, luci e ombre introducono una tensione silenziosa. La forma compiuta sembra custodire una vita interiore. Anche un fiore porta con sé l’idea della caducità.

Il confronto fra i tre artisti mostra come la diversità possa essere l’esito autentico dell’insegnamento. Addamiano, De Cosmo e Scazzosi non dipingono nello stesso modo e non cercano le medesime immagini. A unirli è un metodo: osservare, conoscere, scegliere. Brera resta il luogo simbolico nel quale questo processo ha avuto inizio, mentre la mostra ne racconta le trasformazioni.
Nel segno di Brera è ospitata dalla galleria d’arte e spazio culturale Art Immagine, ad Altamura. L’esposizione è visitabile fino al 24 ottobre 2026, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 21. L’ingresso è gratuito.
Il maestro Natale Addamiano all’inaugurazione della mostra





