Primavera, estate, autunno, inverno. Erba bassa, erba alta e sole, foglie che cadono, freddo. Otto gesti, otto passi. Una fila. Stare nel movimento dall’inizio alla fine. Una sfida sulla relazione con la natura e la sua bellezza, con chi è dentro la fila e con chi è fuori. Condivisione. È quello che accade nella Nelken Line, una delle coreografie più iconiche del repertorio di Pina Bausch, coreografa, ballerina e insegnante tedesca, pioniera di quel teatro-danza contemporaneo che ha voluto differenziarsi dal balletto e dalla danza moderna, includendo elementi recitativi, come l’uso del gesto teatrale e della parola, con precise finalità drammaturgiche.
La sua Nelken Line, che apre anche il capolavoro tridimensionale di Wim Wenders del 2011, è una una camminata coreografica ispirata alla ciclicità del tempo, al trascorrere delle stagioni e basata su una peculiare gestualità, semplice e contagiosa. La Fondazione di Wuppertal, alla morte di Pina Bausch, ha liberato i diritti d’autore consentendo così di far fiorire ovunque la storica Nelken Line, diffondendo la pratica della danza come atto collettivo. E dopo aver fatto il giro del mondo, la Nelken Line è approdata in Puglia, a Bisceglie, aprendo ufficialmente la quarta edizione di Sirene – Performing Arts Festival: un viaggio di sette giorni attraverso luoghi affascinanti come percorsi costieri, chiese romaniche, anfiteatri sul mare, in cui far affiorare, come sirene misteriose, nomi prestigiosi dal mondo della danza e delle arti performative, artisti affermati e coreografi emergenti del panorama nazionale e non solo.
Decine di danzatori, con esperienza pregressa e novizi, di tutte le età, provenienti anche da fuori regione per l’occasione, hanno preso parte alla danza leggendaria, guidata eccezionalmente da Marigia Maggipinto, storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, prima partecipando al workshop da lei condotto nello Spazio Sonenalé e poi performando sul porto turistico, catturando l’attenzione non solo del pubblico giunto appositamente per assistere alla coreografia, ma anche di quei passanti e turisti che hanno deciso all’ultimo di lasciarsi coinvolgere dalla sua gestualità semplice, seducente e contagiosa.
Quello di Sirene è programma innovativo, insolito, caratterizzato da uno sguardo diverso, che punta ad ampliare ciò che generalmente intendiamo con i concetti di danza e arte performativa. Seguendo coerentemente le due traiettorie che il festival, organizzato dalla compagnia Sonenalè con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese e del Comune di Bisceglie, si è dato fin dalla prima edizione: da un lato valorizzare, abitare e reinventare i luoghi della città, spostandosi ogni giorno in un posto diverso, letteralmente viaggiando nella città, e dall’altro coinvolgere attivamente il pubblico, sia attraverso call e workshop completamente gratuiti, sia proponendo performance che prevedono la partecipazione attiva degli spettatori.
Immersive e coinvolgenti saranno anche le due coreografie in programma giovedì 18 luglio, alle ore 19, nella splendida chiesetta romanica di Santa Margherita, nel centro storico biscegliese. La coreografa e danzatrice Chiara Ameglio presenterà la performance Lingua, creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2023 del Network Anticorpi XL: un rituale collettivo, un gioco intimo e seducente in cui la performer dona il suo corpo al pubblico come una tela su cui lasciare un segno. A seguire Marigia Maggipinto si esibirà con la performance Miss Lala al Circo Fernando – in a room, coreografia di Chiara Frigo. Un’esperienza intima, una composizione artistica in tempo reale in cui Maggipinto si fa corpo e parola per assecondare le scelte degli spettatori, pronta a improvvisare sulle corde sottili della memoria, rivivendo a ogni diversa sollecitazione quel bagaglio di esperienza artistica e umana che la lega alla coreografa tedesca.
Venerdì 19 luglio, alle ore 20.30, i bellissimi spazi del rinascimentale Palazzo Tupputi saranno abitati dalla performance Della fragilità dei corpi, esito del workshop condotto da Riccardo Fusiello, nuova tappa del percorso sviluppato dal coreografo all’Università di Torino per il progetto europeo Controversial bodies. A seguire ci sarà un incontro con il pubblico per entrare nel processo creativo della performance e dare vita a un dialogo sulla presa di coscienza della multiformità dei corpi, in scena e nell’esperienza di tutti i giorni.
Il festival approderà sabato 20 luglio, dalle ore 19.00, sul percorso costiero di Ripalta – uno dei luoghi più evocativi di Bisceglie – dove i giovani coreografi Michele Ifigenia Colturi e Michele Scappa presenteranno, in prima regionale, rispettivamente le performance site specific Amadriadi – solo version e There is a planet. La prima è una riflessione sul concetto di metamorfosi, che attraverso il corpo della danzatrice, viene cristallizzata per concedere all’occhio dello spettatore di gioire di questa trasformazione, mentre la seconda, selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2023 di Network Anticorpi XL, punta a indagare la presenza dell’uomo sul nostro pianeta attraverso una ricerca coreografica con un solo corpo che centralizza gli sguardi ma li porta ad osservare i dintorni. Due performance che, pur nella loro diversità, interrogano il pubblico sul rapporto uomo-natura e sorprendono il suo sguardo, in un dialogo magico con il paesaggio.
Gran finale domenica 21 luglio, alle ore 20.30, nella spettacolare cornice del Teatro Mediterraneo affacciato sul mare. Il coreografo e danzatore Ezio Schiavulli, Premio Danza & Danza 2022 come migliore coreografo/interprete, presenterà Itinerance in jam, una performance che nasce dal connubio tra musica live e danza contemporanea e il cui processo creativo avviene davanti agli occhi del pubblico. A chiudere la serata, in prima nazionale, Sottopelle, la nuova creazione di Sonenalé con la coreografia di Riccardo Fusiello, spettacolo potente e commovente sulla complessità delle relazioni umane, realizzato in residenza nell’ambito del progetto Resid’AND presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.
Un programma variegato, messo a punto dal direttore artistico Agostino Riola, che si pone l’obiettivo di alzare l’asticella per la diffusione della danza contemporanea, non per mettere più bandierine possibili ma per veicolare il concetto che la danza contemporanea è molto più pop di quanto si pensi.
Le foto sono di Claudia Simone