Che l’amore trionfi? Le Serve Rivali sono all’opera buffa

Con un classico di Tommaso Traetta, si alza il sipario sulla rassegna diretta da Vito Clemente e dedicata al musicista bitontino, che punta a promuove i giovani talenti

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Con Le serve rivali s’inaugura la diciassettesima edizione del Traetta Opera Festival, la rassegna musicale diretta dal maestro Vito Clemente e sostenuta dal Comune di Bitonto e dalla Regione Puglia, che dal 7 maggio al 3 luglio mette in scena un cartellone di alta qualità a sostegno delle nuove generazioni di artisti, con tanti concerti che vedranno alternarsi musicisti di caratura internazionale.

Sul dramma giocoso composto da Pietro Chiari nel 1766 e musicato da Tommaso Traetta, è stato effettuato un accurato lavoro di selezione e revisione dei brani principali, al fine di avvicinare grandi e giovani al mondo dell’opera lirica – spesso appannaggio di un’élite colta – rendendo più fruibili i contenuti col risultato di un’invidiabile fluidità narrativa.

Le avances del vecchio Letanzio nei confronti di Giacinta

E così, in una rustica abitazione agreste del XVIII secolo, si consumano i fervori giovanili della serva Giacinta (Rosa Angela Alberga) e del fattore Giannino (Stefano Moyses Colucci), di Carlina (Anna Cimmarrusti) e di Don Grillo (Nicola Cosimo Napoli). Timidi e goffi, squattrinati e bizzarri, vivono i loro amori “al riparo” da maldicenze e dicerie, trovando la loro alcova nelle lenzuola stese ad asciugare al sole. Malgrado la pettegola Fioretta (Valentina Gadaleta) origli indisturbata da un angolino promesse, litigi ed addii delle due coppie, gli spasimanti riescono a sfuggire alle grinfie del vecchio Letanzio (Giovanni De Bari), che desidera trattenere con sé Giacinta, scatenando l’invidia dell’arrivista Palmetta (Martina Tragni) che con Giacinta oltre a condividere lo status di domestica si contende lo squattrinato Giannino.

Giannino e Don Grillo

Ma il briccone Letanzio ha un conto in sospeso anche con sua figlia Carlina promessa sposa al ricco notaio Don Pippo ma innamorata di Don Grillo. L’ira del padre-padrone che investe il bucolico paesaggio rurale diviene irrefrenabile quando si accorge che le trame e gli agguati da lui stesso orditi sfumano in nome di un amore trionfante, a scapito di una cieca e persistente smania di denaro. Una purezza di sentimenti che si riverbera altresì nella leggiadria delle arie del celebre compositore bitontino Tommaso Traetta, figura di spicco della scuola napoletana del ‘700, distintosi nell’opera buffa con tre autentiche perle: oltre Le Serve Rivali, il Buovo d’Antona e Il cavaliere Errante.

Giannino corteggia Fioretta

Ordinata la gestione dello spazio scenico, dove l’ambiente di campagna, finemente riecheggiato nei particolari degli abiti (creati da Romeo Liccardo con la collaborazione di Angela Grassi) si dirada e sfuma per lasciar posto all’Ensemble del Traetta Opera Festival di archi e fiati diretto dal maestro Vito Clemente. Un lavoro avvincente frutto di una riuscita contaminazione – come ha spiegato a sipario ancora chiuso il regista Maurizio Pellegrini – che investe la musica, il belcanto e il recitativo mantenendo ben desta l’attenzione del pubblico in sala.

Maurizio Pellegrini e Vito Clemente

Avvio con i fiocchi, dunque, per la rassegna dedicata a Traetta, che vanta oltre 50 eventi tra concerti, allestimenti, produzioni e presentazioni musicali, molte prime assolute e tante prime esecuzioni in tempi moderni e un’attenzione particolare agli autori pugliesi di ieri e di oggi. Festival a cui sono associati il Concorso internazionale di Canto “Tommaso Traetta” (che ha visto tra i premiati grandi voci, come il soprano Maria Agresta e il mezzosoprano Veronica Simeoni, e giovani talenti ora impegnati in solide realtà internazionali) e il Concorso per cori di voci bianche “Caffarelli” e di Composizione per coro di voci bianche. Insieme a tournée e collaborazioni in tutto il mondo e al gemellaggio con il Giappone, grazie all’AmiFest e al Japan Apulia Festival, gestito da Tokyo Musica Association e presieduto da Konomi Suzaki.

Un’ardimentosa ma feconda avventura, rivolta alla riscoperta di un’arte raffinata, sulle orme di chi, come Traetta, ha lasciato di essa un segno tangibile attraverso le sue straordinarie composizioni. Lunga vita all’opera!

Nella foto in alto Giacinta e Palmetta, le serve rivali. Le foto di questo articolo sono di Gaetano Lo Porto