La battaglia di Antonella per “svelare” il volto delle donne

S'intitola "Flowers" la mostra della fotografa bitontina Resta, che sulle orme di Gastel ribalta lo stereotipo della perfezione femminile e valorizza la diversità

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Nei giorni nostri l’immagine è ormai quasi tutto. Basti pensare all’importanza riservata all’apparire – paro (sembro) ergo sum – o all’imposizione di determinati canoni di bellezza, che condizionano la stessa percezione della realtà. Una bellezza artefatta, in realtà, costruita a tavolino; frutto di ritocchi e modifiche, realizzati grazie a software potentissimi come photoshop. Una bellezza nient’affatto autentica, che però viene fatta passare come tale e che finisce col provocare frustrazione nel pubblico, particolarmente duttile, degli adolescenti, che ovviamente non possono riconoscersi in quei corpi perfetti. Si tratta, infatti, di immagini che girano sul web e sui social, non più solamente sulle riviste specializzate, con un target soprattutto adolescenziale.

Antonella Aresta guarda una delle sue foto più iconiche in mostra a Villa La Siragusa

E liberarsi di questi condizionamenti non è per niente facile. Al contrario, le ragazze soprattutto, utilizzando alcuni semplici programmi realizzano il proprio fotoritocco, esaltando i punti di forza e modificando “ciò che proprio non va” nella loro immagine. Fortunatamente, specie negli ultimi anni, sono in azione numerose leve in controtendenza, rivolte a contrastare l’ideale di una bellezza eterea, perfetta: come tante campagne fotografiche che promuovono ogni tipo di bellezza, specialmente nel variegato universo femminile. E’ l’operazione a cui si dedica la fotografa bitontina Antonella Aresta, impegnata da tempo a ripristinare la “verità” sul mondo femminile, contro ogni mistificazione di carattere commerciale. Con l’obiettivo di celebrare le varie declinazioni della bellezza, abbattendo stereotipi che faticano ad essere superati e che stanno facendo letteralmente “ammalare gli adolescenti”, come lei stessa spiega. Le immagini di cui gronda tutta la comunicazione, dalla carta stampata ai social, passando per tv e manifesti murali, è assolutamente lontana dalla realtà; ha il potere di far credere a ragazzi e ragazze di essere inadeguati, troppo poco attraenti rispetto alle “muse” a cui si ispirano. Innescando così, una corsa senza senso e senza fine verso modelli inarrivabili, ignorando che in realtà la bellezza si esprime in un’infinità di varianti, e non coincide con una manciata di centimetri in meno o un paio di labbra carnose.

Antonella ha ribadito le sue idee in una mostra, che si propone di portare in giro per l’Italia e il cui vernissage si è svolto a Villa La Siragusa a Palombaio, a pochi chilometri da Bitonto. Flowers, il titolo della rassegna: un omaggio al fotografo Giovanni Gastel, scomparso qualche mese fa a causa della pandemia. Questo straordinario fotografo ha voluto rappresentare, in alcuni dei suoi scatti più belli, la bellezza femminile con motivi floreali, fino a fondere e sovrapporre la donna e il fiore, rendendo l’uno rappresentazione dell’altra e viceversa. La fotografa bitontina riprende questo tema, arricchendolo della propria coloritura espressiva, con l’intento di offrire un omaggio sincero alla donna e alla sua bellezza. Una bellezza non ritoccata ma autentica, naturale, davvero”tipicamente” femminile.

La perfezione non esiste – spiega Antonella, mentre ci fa strada tra le sale di Villa La Siragusa, mostrandoci una delle sue foto più belle e caratteristiche in bianco e nero -; molti fotografi cercano di raggiungerla attraverso la postproduzione ma non fanno altro che un danno all’immagine della donna e della società nel suo insieme. Il fotografo è un critico sociale; ha il compito e il dovere di catturare in uno scatto la realtà così come appare per sollecitare lo spettatore a riflettere. Vedo che la società si sta ammalando di ‘perfezionismo’ e mi schiero contro quanti favoriscono questa involuzione. Dobbiamo imparare ad accettarci anche con una curva in più. Dopo essere diventata madre, ho avvertito ancora più forte l’esigenza di rendere omaggio alla donna, alla sua vitalità, alla forza che mostra nel contenere una vita”.

Foto eleganti, alcune in bianco e nero, in cui il fascino femminile appare qual è davvero, senza infingimenti e, in realtà, più vero e seducente di tante pagine patinate. Immagini in cui la donna appare con petali al posto della chioma o delle ciglia, in una fusione tutta femminile con l’elemento pittorico. “Il progetto – ci racconta l’artista – è nato poco tempo fa. Tra le foto c’è anche quella divenuta simbolo della mostra, tributo a Gastel, parte di una campagna pubblicitaria di abiti da sposa. Da qui ho deciso di dedicare interamente a Gastel la mostra, riprendendo il titolo di una mostra proprio del grande fotografo scomparso. Un omaggio sia nel titolo che in alcuni scatti che vogliono richiamare il suo stile”. Alla mostra, curata da Vito Caldaro della galleria Formaquattro di Bari, hanno portato il loro contributo due modelle in abito da sposa, che hanno riprodotto dal vivo alcune delle sequenze fotografiche, e una ballerina che ha tradotto in vibranti emozioni il senso delle immagini esposte. Il finissage si è svolto, in occasione della Giornata del Contemporaneo, presso lo Studio Cannarozzi di Bitonto. La rassegna ora si prepara a spiegare le ali verso altri lidi, con lo scopo di rendere un tributo sempre più solenne ma sincero alla sua regina: la donna.