La danza delle api? Yellow Limbo

Ricerca e sperimentazione nella nuova coreografia di Alessandra Gaeta, in scena alla rassegna di danza di Rigenera a Palo del Colle

85
0
CONDIVIDI

Un’ape laboriosa costruisce le celle di un alveare mentre le sue compagne operaie si risvegliano dolcemente per unirsi a lei in un instancabile processo di creazione. E’ l’immagine evocata dalle tre danzatrici in scena al Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle. Una di esse, con indosso un impermeabile giallo, appare accovacciata con un braccio teso verso l’alto, mentre un fascio di luce la illumina, lasciando intravedere piccoli, ma ben definiti, movimenti.

Con un sottofondo sonoro che richiama il delicato ronzio delle api, nonché il loro volo all’insegna dell’impollinazione, la prima danzatrice si muove delicatamente, disegnando con un nastro adesivo le celle di un alveare sul pavimento fino a raggiungere le due compagne ancora nell’ombra. Questo il quadro iniziale di Yellow Limbo, coreografia firmata ed interpretata da Alessandra Gaeta, prodotta dal collettivo artistico Factor Hill, che prima della ribalta pugliese è approdata sulla scena del Think Pink Festival di Milano.

Un traguardo meritato per la performance dedicata all’affascinante mondo di questi insetti tanto preziosi per il nostro pianeta. “Yellow Limbo è la seconda parte di una trilogia, almeno questa è l’idea, attraverso cui rivolgere l’osservazione verso le api, le principali impollinatrici, che ci nutrono e permettono il contatto tra fiore e fiore. La mia attenzione verso questi insetti -spiega Alessandra- vuole far riflettere sulla nostra presenza/assenza: cosa facciamo quando incontriamo un’ape? La vediamo realmente? Riusciamo, insomma, traslando il discorso all’intera realtà, a darci delle risposte concrete? Forse si o forse no: ma in fondo anche questa è la bellezza della vita, restare sospesi in un limbo!”.

Così, l’affascinante mondo delle api diviene metafora di una condizione umana che oscilla tra la costruzione, la perdizione e il desiderio mai esplorato sino in fondo. Ad affiancare l’autrice in scena, Betti Rollo e Lucia Pennacchia, anch’esse nel ruolo di eleganti e laboriosi insetti, che, dopo una prima fase di dolce risveglio, ammaliano il pubblico con una danza frenetica, proprio come l’incessante lavorio che caratterizza la vita delle api.

A questo universo Gaeta si è affacciata con curiosità e dedizione, studiandone ogni aspetto al fine di umanizzarlo, traducendolo in pose e movimenti fluidi, tasselli di un preciso disegno coreografico. Impegnate ora in un volo verso fiori da impollinare, ora nella produzione di miele, senza mai dimenticare la difesa dell’alveare, le tre performer-api danzano senza mai perdere il contatto visivo tra loro. Tre unità di un medesimo sistema che, come in una catena di montaggio – è l’immagine suggerita da alcuni passi della coreografia – remano nella stessa direzione.

Un lavoro che ha trovato la linfa necessaria di cui nutrirsi in un’approfondita opera di ricerca, sopratutto nel progetto DON’T BEE SCARED – stai senzAPEnsieri, con cui la realtà pugliese di Facelia ha approfondito la conoscenza del mondo delle api. Con l’intento di abbattere il pregiudizio verso questi preziosi insetti, visti come una minaccia dalla maggioranza delle persone, l’associazione di giovani apicoltori ha voluto incontrare il pubblico di Rigenera dopo la messa in scena di Yellow Limbo. Svelando aspetti sconosciuti del loro linguaggio, fatto di piccoli movimenti, oscillazioni, rotazioni, proprio come quelli riprodotti plasticamente nelle raffinate coreografie di Alessandra Gaeta e delle altre danzatrici, impegnate a rappresentare l’dea, suggerita dalla industriosa comunità delle api, di un’intensa e frenetica vitalità, in vista e nell’attesa di grandi cambiamenti.

Nelle immagini, alcuni momenti dello spettacolo (foto Arcangelo Valla)