“Poveri cristi” ma con un grande fiato

All'insegna di solidarietà e ironia, la prima edizione della maratona tra i sassi di Matera, riservata ai concorrenti più "bersagliati" dal destino

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Il 2019 per Matera, capitale europea della cultura, è stato l’anno del boom del turismo e della cultura. Tra concerti, eventi mondani, spettacoli teatrali e mostre, la città ha saputo cogliere ogni opportunità per rimettere in gioco il territorio ma anche per assumere un ruolo decisamente diverso e più attraente sulla scena internazionale.

Soltanto alcuni mesi fa, il centro storico si trasformava nel set del nuovo capitolo della celeberrima saga di James Bond, con la presenza di un cast stellare come pure di fotografi, curiosi e turisti pronti a cogliere ogni dettaglio della scena. Non va tralasciata la grande rassegna dedicata a Salvador Dalì, padre del surrealismo, che con una serie di sculture e installazioni tridimensionali, ha riunito nella stessa città un patrimonio artistico sparso in ogni angolo del pianeta.

Il lancio sulle croci (Foto Antonio Sansone)

Domenica scorsa, la capitale della cultura è stata teatro di un evento non certo dello spessore di quelli di cui si è appena detto, ma pure assolutamente singolare e fuori dagli schemi, in grado di richiamare l’attenzione di un vastissimo pubblico e di tutti i media del Paese. Una particolarissima maratona, la Corsa dei poveri cristi, snodatasi tra le viuzze del centro antico, il cui slogan recitava “Ognuno ha la sua croce, ma è pur sempre necessario correre”.

E’ così che i cinquanta partecipanti, selezionati tra centinaia di candidature provenienti da tutt’Italia, hanno preso parte all’evento sportivo, non agonistico, svoltosi tra i famosi sassi, passando per vicoli, salite e discese e portando sulle spalle una croce di gommapiuma, lunga un paio di metri e pesante tre chili.

(Foto: Mariano Silletti)

La manifestazione, alla sua prima edizione, rientra nel programma delle iniziative per Matera capitale europea della cultura e ha visto Luca Acito, regista e performer materano dello Studio Antani, collaborare con altri professionisti della comunicazione che hanno “abbracciato la sua croce”, con l’obiettivo di dar vita a una kermesse, basata sulla condivisione ma soprattutto su un profondo senso dell’ironia, con cui sdrammatizzare le vicende della vita.

Oggi, come forse mai in passato, sono davvero tanti gli individui stressati, poco motivati dalle circostanze esterne, al limite della sopportazione sul luogo di lavoro, insoddisfatti dalla gente attorno. Ognuno, per svariate ragioni, ogni giorno porta con sé il peso invisibile di innumerevoli sofferenze e, al tempo stesso, la consapevolezza della difficoltà di riuscire a modificare in senso positivo l’andamento delle cose.

Una soluzione, seppure molto fantasiosa e, comunque, temporanea, è trasformare le insoddisfazioni quotidiane in motivo di orgoglio personale, facendone un elemento distintivo della propria esistenza, nonostante si tratti pur sempre di croci da portare sulle spalle. L’obiettivo, insomma, è provare a esorcizzare le proprie sfortune personali con l’ironia, testimoniando come ognuno abbia il suo fardello di pene, più o meno pesante, da sopportare e che, quindi, siamo tutti “poveri cristi”, nessuno escluso.

Come poveri cristi sono coloro che ogni giorno lottano per i propri diritti e sono lontani dal vederli riconosciuti; o suscitano la nostra compassione perchè soli o circondati da persone false. Ma poveri cristi sono anche le persone all’apparenza soddisfatte delle proprie vite, ma nel profondo tormentate da vari crucci, causa di grande o piccola infelicità. Dall’uomo d’affari ricco ma completamente solo, alla donna avvenente che nasconde una forte insicurezza di fondo, passando per il genitore con i figli che non ripagano i suoi sacrifici sino all’artista di successo a cui manca sempre qualcosa.

L’idea di fondo, in realtà, è proprio questa: ognuno di noi ogni giorno si guarda allo specchio e vede che nulla è cambiato; che il mondo va avanti e la vita procede con apparente normalità, e che siamo sempre i soliti poveri cristi, con le stesse difficoltà, disavventure e limiti personali.

Così, l’originale maratona disputata a Matera ha rappresentato un modo come un altro per sentirsi meno soli, per mettere in luce le proprie difficoltà e battaglie quotidiane ma anche per potersi confrontare con gli altri e realizzare che sono davvero tante le persone con cui condividere i propri problemi, la ‘stessa croce’, o, se preferiamo, che in fondo, le nostre croci sono irrilevanti se paragonate a quelle degli altri.

La gara è stata pensata sulla base delle “incapacità” atletiche dei concorrenti. Un percorso urbano ed extraurbano di 4 km, in un paesaggio spettacolare, in cui le diverse croci portate in spalla hanno creato un singolare effetto scenico, evocando struggenti memorie collegate proprio alla memoria culturale di Matera, ma soprattutto suscitando il sorriso dei numerosi spettatori, sorpresi dalle motivazioni più varie delle singole croci.

Dalle più fantasiose, come i casi umani con cui ci si deve confrontare ogni giorno o il ritardo perenne nello rispondere a messaggi ed e-mail, sino alle più classiche come la moglie, il marito, la suocera, il lavoro e le responsabilità quotidiane.

Gli ingredienti, insomma, per un evento di successo, il cui messaggio è chiaro: tutti nel quotidiano abbiamo piccole o grandi battaglie da affrontare; ma anzicchè misurarsi in sfide così impegnative, dagli esiti peraltro spesso deludenti, può rivelarsi più utile il metodo della condivisione e il prendersi meno sul serio. Sorridere con autoironia dei propri problemi non li farà certo sparire, ma ci aiuterà sicuramente ad affrontarli con maggiore slancio e a ritrovare il piacere di vivere la nostra vita, l’esperienza esaltante con cui ognuno di noi si misura ogni giorno.

Nell’immagine in alto, “Invasione sul Golgota” (foto Luca Centola)