Non un festival tradizionale, con lo schermo riservato a pellicole più o meno interessanti e la solita passerella di interpreti, più o meno bravi e noti. Ma un esperimento culturale; un modo per intrecciare radici e futuro, territorio e immaginario collettivo, comunità e sguardi internazionali. Come, in realtà, spiega il clame Roots & Vision dell’AMURA – Altamura International Film Festival, tre giornate dedicate al racconto del cinema, ai suoi autori e ai suoi protagonisti, organizzate dall’Accademia Obiettivo Successo con il sostegno del Comune di Altamura e la direzione artistica dell’attrice e regista Cinzia Clemente.
Con una serie di location, tra le più iconiche della capitale murgiana (Piazza Repubblica per gli incontri pubblici e il red carpet; l’ex Conservatorio di Santa Croce, sede delle proiezioni e delle mostre, e LiberHub, spazio dedicato alla formazione e al networking), la manifestazione ha passato in rassegna oltre 30 proiezioni, tra cortometraggi internazionali, documentari, lungometraggi, film realizzati da studenti, opere emergenti e titoli fuori concorso.

Un festival che ha avuto, tra l’altro, l’ambizione, coronata da successo, di legare cinema e scrittura con Words in Motion, grazie agli incontri con Manuela Tittocchia, Giuseppe Cossentino, Irene Antonucci, Anna Giammetta. Conversazioni che hanno approfondito il passaggio dalla parola scritta all’immagine, il ruolo della comunicazione nell’identità artistica, il potere delle storie nel leggere il presente, il racconto dei luoghi del cinema.
La prima giornata ha aperto il confronto con il panel L’attore invisibile, dedicato al rapporto tra voce, corpo e identità nel cinema, nel doppiaggio e nella serialità, mentre le proiezioni hanno dato spazio a Rugiada di vita e ai titoli di International Short, opere incentrate sull’empatia e sui legami umani. All’ex Conservatorio di Santa Croce il pubblico ha incontrato le Mediterranean Voices, con lavori dedicati al distacco, alla partenza e al rapporto con la propria terra. Nelle stesse sale sono state allestite RiflessiONI di Parità, iniziativa nata dal progetto FUTURA del Consiglio regionale della Puglia, e Altamura on screen, raccolta multimediale di opere girate in città.

La seconda giornata ha approfondito il rapporto tra audiovisivo e società. Il panel Dentro la fiction ha analizzato come le serie televisive abbiano trasformato luoghi e immaginari. La sezione Women in Film ha posto al centro lo sguardo femminile, con opere dirette da donne e un incontro dedicato alle professioniste che raccontano il presente. Il confronto ha toccato rappresentazione, opportunità e stereotipi.
Spazio anche ai temi di rilevanza sociale: la presenza di Autism Friendly, dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, della Lega del Cane e di altre associazioni locali ha accompagnato proiezioni e momenti di confronto. Film e documentari hanno affrontato la disabilità, il diritto alla partecipazione, la cura e la capacità dell’arte di creare nuove forme di accesso alla realtà.

Ambiente, paesaggio e patrimonio culturale sono stati al centro di diversi documentari. Custodi della Terra,Gargano Sacro e Qui dove il mare luccica hanno raccontato territori, comunità e spiritualità, interrogandosi sul rapporto tra esseri umani e natura. Altri lavori hanno esplorato i temi dell’acqua, della luce e della trasformazione, richiamando la necessità di preservare i luoghi.

La giornata conclusiva ha rivolto uno sguardo alle nuove generazioni con Generazione cinema che ha affrontato sogni, fragilità e futuro dei giovani artisti del Sud Italia, mentre Roots & Visions Around the World ha riunito lavori selezionati dai festival partner, coinvolgendo numerosi attori emergenti altamurani.
Il legame tra cinema e sviluppo locale è stato al centro degli incontri intitolati Cinema che genera territori, con istituzioni, imprese e produttori chiamati a discutere delle ricadute economiche, turistiche e culturali delle produzioni audiovisive. Le passeggiate di Altamura sul set hanno accompagnato il pubblico nei luoghi scelti da film e serie televisive, trasformando il centro storico in una mappa narrativa.








