La rivincita di Grottelline tra interessi e scelte controverse

La nuova edizione del libro di Cosimo Forina offre una ricostruzione aggiornata delle vicende legate alla discarica prevista sulla Murgia, un oltraggio all’ambiente frutto di incuria per la bellezza, la memoria e la cultura del territorio

La Murgia barese si stende come un altopiano sospeso tra cielo e terra, segnato da lame profonde che fendono la roccia purpurea e da boschi radi che si rincorrono tra pendii e rilievi. Ogni squarcio, ogni grotta, ogni pietra racconta la storia di millenni: insediamenti rupestri, reperti neolitici, tratti antichi della Via Appia. Un paesaggio fragile e prezioso, dove il tempo sembra muoversi lentamente, ma dove anche il più piccolo susssulto può avere conseguenze profonde.

La Chiesa Bizantina con cinque absidi in località Grottelline

È in questo contesto che dagli anni Novanta prende forma una vicenda che intreccia conflitti ambientali, interessi economici e scelte amministrative controverse: il caso Grottelline. L’area, compresa tra Spinazzola e Poggiorsini, cuore di storia e natura, viene individuata come possibile sede di una grande discarica destinata a servire la Murgia barese. La notizia precipita con la forza dirompente di un fulmine sulle comunità locali che considerano il sito un luogo sacro. Un progetto che minaccia non solo il paesaggio, ma anche testimonianze storiche uniche e preziose.

Foto Fondo Ambinte Italiano

Le decisioni amministrative si susseguono tra varianti progettuali, autorizzazioni contestate, ricorsi e interventi della magistratura, lasciando le popolazioni interessate in una posizione di osservatori impotenti. La complessità burocratica e le pressioni economiche rendono evidente quanto fragile possa essere la protezione di territori di grande valore storico e naturale.

Su questa storia si concentra il libro di Cosimo Forina, intitolato Il caso Grottelline. Cronaca di un giornalista in provincia pubblicato nel 2021 e ora disponibile in una versione aggiornata e ampliata (367 pagine, € 20, ordinabile a ilcasogrottelline@gmail.com).

Il volume è il frutto di oltre tredici anni di indagine e di raccolta scrupolosa di documenti: delibere comunali e regionali, relazioni tecniche, note della Soprintendenza, interrogazioni parlamentari, provvedimenti giudiziari. Grazie a questa ricostruzione accurata, il lettore può comprendere non solo le scelte amministrative, ma anche le dinamiche sociali, economiche e politiche che hanno guidato la pianificazione della discarica. L’approccio di Forina è rigoroso, analitico, privo di sensazionalismi: la vicenda non appare come il risultato di un singolo errore, ma come l’esito di una serie di decisioni incoerenti, talvolta contraddittorie, in un contesto in cui la tutela del territorio spesso passa in secondo piano.

Foto Fondo Ambinte Italiano

La nuova edizione del libro include anche la dichiarazione dell’Ager, l’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti, secondo cui il sito di Grottelline non è più funzionale al piano rifiuti regionale. Una presa di posizione chiara che delimita finalmente una parte della vicenda, ma che non elimina le criticità: la lama rupestre rimane fragile, i crolli delle grotte continuano a minacciare l’integrità del territorio. Il libro mostra come la tutela dei beni comuni non possa dipendere solo da singoli provvedimenti, ma richieda istituzioni solide, procedure trasparenti e una vigilanza costante.

Accanto alla documentazione, emerge anche la dimensione umana dell’inchiesta. Forina racconta minacce, pressioni e tentativi di delegittimazione, esperienze che rendono evidente la difficoltà di fare giornalismo d’inchiesta in contesti periferici e segnati da conflitti ambientali e sociali. La perseveranza del giornalista diventa così un presidio civico: la sua attività di controllo e documentazione si configura come una forma di difesa dei beni comuni, spesso trascurati dalle istituzioni.

La Masseria Salomone del XVI secolo, dove è stato girato “Pinocchio” di Matteo Garrone

Il libro si legge quindi su due livelli. Da un lato come reportage: accompagna il lettore tra lame, grotte e paesaggi aspri, tra documenti ufficiali e delibere, tra decisioni amministrative e pressioni economiche, creando un quadro vivido e realistico del territorio e delle sue criticità. Si percepisce la polvere delle grotte crollate, il silenzio sospeso delle lame, l’eco delle decisioni che hanno modellato il destino di un’area fragile. Dall’altro lato, funge da analisi critica del sistema di tutela del territorio, mostrando come la salvaguardia dei beni storici e naturali non possa prescindere dalla trasparenza delle istituzioni e dall’attenzione dei cittadini.

Grottelline diventa così simbolo di ciò che rischia di perdersi quando la storia, la natura e gli interessi economici si scontrano. Allo stesso tempo, rappresenta la possibilità di resistenza attraverso la documentazione rigorosa e il giornalismo d’inchiesta. Il libro di Forina non è solo cronaca; è un monito a non dare mai per scontata la protezione dei territori, a vigilare sulle scelte amministrative e a riconoscere il valore inestimabile dei luoghi che conservano la memoria del passato e la bellezza del presente.

 

La foto in apertura è del FAI – Fondo Ambiente Italiano