C’era un tempo in cui la terra di Bari era attraversata da corsi d’acqua, prevalentemente torrenti, che si insinuavano tra i rilievi spigolosi e le pianure del territorio per giungere al mare. Parliamo di un periodo che va dai 2 ai 5 milioni di anni fa.
Con il tempo, questi fiumi si sono prosciugati, ma il loro letto è rimasto, delineando quei solchi di diverse dimensioni – e con caratteristiche anche molto differenti tra loro – che oggi chiamiamo “lame”. La Lama Balice è la lama più a nord di Bari ed è quello che rimane dell’antico torrente Tiflis, che arrivava dal territorio di Ruvo di Puglia, passando per Bitonto fino a scaricare le sue acque nei pressi di Fesca nel capoluogo pugliese. Una vera e propria “architettura” rurale, un tesoro geologico e paleontologico che racconta la Puglia preistorica, un pezzo di macchia mediterranea fondamentale per preservare la biodiversità autoctona, un habitat tipico della fascia climatica eco-adriatica e una sintesi morfologica di una città tagliata e attraversata dalle lame.

Deve essere quindi letta come una buona notizia l’approvazione dell’accordo tra Bari, Bitonto e la Città Metropolitana per trasformare Lama Balice in un grande corridoio ecologico tra mare e città. La giunta comunale di Bari ha approvato, infatti, su proposta dell’assessora al Clima e alla Transizione ecologica, Elda Perlino, l’accordo di collaborazione per l’attuazione della strategia “Lama Balice – Fiume Verde”: un piano ambizioso che punta alla valorizzazione ambientale e alla fruizione sostenibile di uno dei polmoni verdi più estesi e significativi del territorio barese. Il progetto nasce in continuità con il recente riconoscimento giuridico del parco (clicca qui) da parte della Regione, che ha dotato l’area naturale del suo statuto e degli organi di governo, rendendo finalmente possibile l’avvio di una pianificazione strutturata e condivisa. “Ora possiamo esprimere tutto il potenziale ecologico e culturale di Lama Balice”, ha dichiarato l’assessora Perlino, sottolineando come il documento approvato rappresenti un punto di svolta per rendere il parco accessibile, interconnesso e vivo, anche attraverso la partecipazione a bandi regionali e nazionali già a partire da giugno.
Già la modifica alla legge sui parchi, avvenuta lo scorso dicembre, aveva permesso di sostituire lo strumento di gestione – individuato nella Convenzione ex articolo 30 TUEL tra i Comuni di Bari e di Bitonto e la Provincia di Bari – con un ente avente personalità di diritto pubblico. Un passo decisivo verso l’obiettivo condiviso di semplificare e razionalizzare gli organi dell’ente di gestione, intervenendo sulle peculiarità del parco di Lama Balice. Non mancano tuttavia i dubbi, come quelli espressi recentemente dalla sezione di Bitonto “Pietro Nenni” del Partito Socialista Italiano, secondo cui l’approvazione dello statuto e della governance, seppur necessaria, è del tutto insufficiente senza un piano di gestione scientificamente fondato, unico strumento in grado di definire le linee guida per la tutela attiva dell’ecosistema. “Il silenzio su questo punto cruciale alimenta legittimi dubbi sulle reali priorità dell’amministrazione e sulla volontà di approvare l’unico strumento giuridico che permetterebbe una reale tutela della Lama”, scrivono dalla sezione bitontina del PSI.

Il punto, però, al di là della governance, è un altro. Cercare un compromesso tra la “logica di infrastrutturazione della Lama”, come la chiamano gli esponenti del PSI, che rischia di snaturare un habitat fragile a favore di una visione meramente ricreativa dello stesso, e la necessità di tutelare e custodire un ecosistema unico, la cui classificazione di area protetta deriva anche dalla presenza di numerose specie a rischio. Il parco, che nel periodo primaverile diventa un corridoio per gli uccelli migratori in transito verso nord, da aprile in poi, con l’arrivo della bella stagione, si trasforma in una pista abusiva di motocross. Un problema marginale, secondo alcuni, un rischio concreto di alterare gli equilibri naturali e la biodiversità del territorio secondo altri. Lo scorrazzare delle moto, infatti, allontana gli animali e danneggia le piante presenti nella zona. Nonostante sia espressamente vietato, sono stati creati negli anni veri e propri sentieri distruggendo le praterie di orchidee e i muretti a secco che caratterizzavano la zona.
La ricchezza di quell’area è anche testimoniata dai monitoraggi condotti dal movimento naturalistico Pro Lama Balice, costituitosi nel 2012, e che dal 2023 ha assunto la veste giuridica di APS con una propria sede operativa temporanea negli spazi di Villa Framarino, masseria di proprietà del Comune di Bari ubicata all’interno del territorio del parco. Le prime attività di monitoraggio ufficiali sono state avviate dal 2022, con osservazioni faunistiche sotto la spinta del presidente Pietro Pantaleo e di Ferdinando Atlante, birdwatcher, esperto di avifauna e coordinatore per le attività di monitoraggio. Il territorio monitorato è stato valutato nei i suoi molteplici habitat: stagni temporanei, fronti di cave, antri, sterpaglie, canneti, ponte vecchio ex SP54.

Grazie all’utilizzo di una serie di fototrappole, nel corso delle osservazioni sono stati immortalati numerosi mammiferi – essenzialmente faine, istrici, tassi, volpi e cinghiali – e diverse specie di avifauna, alcune delle quali in transito, tra cui esemplari di fratino, gabbiano di Franklin, pivieressa, gallinella d’acqua, voltapietre, pispola golarossa, codirosso spazzacamino, pettirosso, verdone, upupa, merlo, ghiandaia, colombaccio, capinera, gazza, corvo imperiale, civetta, falco pellegrino e cutrettola.
Un ruolo fondamentale in questo nuovo passaggio, con la creazione dello statuto che stabilisce la governance e l’organizzazione di Lama Balice come Parco regionale naturale, dovrebbero averlo proprio quelle associazioni che già nel parco operano attivamente per la promozione territoriale, l’educazione ambientale e la ricerca scientifica e che negli ultimi anni sono state antenne sensibili sul territorio, promuovendo attività formative e informative in favore delle scuole e dell’intera cittadinanza. Con la nascita dell’ente, dovrà intensificarsi ancora di più il loro impegno, affinché il parco continui a essere un punto di riferimento per la biodiversità e per la comunità, evitando derive che ne minierebbero l’autenticità e le straordinarie caratteristiche.

Nella foto in alto di Enrico Ancora, un gheppio sorvola Lama Balice




