Natalie Wagner danza “col” pubblico

La celebre coreografa svizzera inaugura “A Maglie Larghe”, la prestigiosa rassegna artistica organizzata dal Laboratorio Urbano di Rigenera a Palo del Colle

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Con un titolo come Human Design, la danzatrice e coreografa svizzera, Natalie Wagner, ospite del primo appuntamento della rassegna di arti performative A Maglie Larghe, lasciava già presagire lo stretto legame fra la sua ricerca artistica e la scienza. L’originale lavoro della Wagner è stato presentato al pubblico pugliese presso il Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle, aprendo la quarta edizione di una delle più interessanti vetrine della danza internazionale in Puglia.

Human design di Natalie Wagner

Con la direzione artistica della danzatrice Alessandra Gaeta, il collettivo Factor Hill, composto anche dall’illustratrice Tania Tullo nonché da Giacomo Turchiano, braccio operativo dell’organizzazione, propone quest’anno un interessante calendario di spettacoli per i cultori della danza contemporanea. Il primo di questi non ha affatto tradito le aspettative del pubblico che, coinvolto dalla ricerca condotta dalla Wagner, ha partecipato attivamente alla performance. In scena le giovani e talentuose Rika Yotsumoto e Anja Neukomm, con indosso solo body color carne.

Hanno danzato, a piedi nudi, su un tappeto bianco, illuminato per dare risalto ai corpi in movimento e ai loro volti. Volti ora sorridenti, ora tristi, spesso in contrasto tra loro. Laddove una danzatrice esprimeva dolore, l’altra trasmetteva gioia, dando vita ad un antitetico legame che si rispecchiava anche in un sottofondo sonoro per nulla lasciato al caso. Risate di bambini e musica da festa accompagnavano talvolta le espressioni di pianto delle due performer.

Ezio Shiavulli, Natalie Wagner e Alessandra Gaeta

Una corsa verso uno stesso stato d’animo, difficile da raggiungere nel medesimo momento. Una ricerca che non ha escluso gli spettatori, fra i quali alcuni sono stati scelti dalla coreografa svizzera per indossare particolari sensori sul proprio orecchio collegati ad un app sul cellulare. Durante l’esibizione della Yotzumoto e della Newkomm, i dispositivi hanno rivelato le risposte del corpo umano agli stimoli provenienti dalle movenze delle danzatrici.

Così Natalie Wagner ha raccolto ulteriori dati per la ricerca che sta conducendo in Svizzera insieme a una scienziata. “L’idea è quella di essere connessi insieme nello stesso luogo. Mi piacerebbe ricevere quante più informazioni fisiche dal pubblico durante la performance, per comprendere come il corpo reagisce a quello che percepisce. Non esiste una reazione errata o corretta. L’importante è essere li insieme e completamente presenti”, spiega.

Esperienza interattiva

Saranno necessari ancora diversi anni, prima che le informazioni raccolte possano portare a un risultato soddisfacente. Per il momento Human Design, progetto coreografico di grande impatto emotivo, ha guidato il pubblico pugliese alla scoperta di nuove sensazioni. Disposto in maniera circolare rispetto allo spazio in cui si è svolta la performance, quasi ad avvolgere le due danzatrici in un turbine di emozioni provenienti dall’esterno che le ha guidate nell’improvvisazione di gesti ed espressioni. Uno scambio dinamico fra pubblico e danzatrici, dunque.

Lo spettacolo, come ha spiegato la stessa autrice, si basa su una partitura pronta ad essere modificata dall’improvvisazione delle danzatrici. Una coreografia che è nata proprio negli spazi di Rigenera all’interno del quale la Wagner e le sue performer sono state ospitate nell’ambito di un progetto del Network Internazionale di Pedagogia della Danza in Puglia, diretto da Ezio Schiavulli.

Il ballo come esperienza interattiva

#PERMANENZaRTISTICA il titolo dell’iniziativa che intende sostenere le produzioni di autori internazionali e, nel caso del lavoro firmato da Natalie Wagner, consolida la collaborazione fra il NIDP e la rassegna A Maglie Larghe. Quest’ultima proseguirà il 24 novembre con Yellow Limbo, un lavoro della stessa Alessandra Gaeta, già presentato a Milano in occasione del Th!nk P!nk Festival. Un vero e proprio melting pot di arti performative, e, d’altra parte, è proprio questo il sottotitolo scelto per la quarta edizione della rassegna. “Si parla di #meltingPot proprio per non volerne perdere neanche una di occasione, una possibilità per tutti, senza esclusione. Danziamo come animali, ci perdiamo nelle nostre stesse orme e fluttuiamo in astrazioni inafferrabili. Questo mi piace pensare: offrire visioni nella loro bellezza o non, accettandole per quello che sono o non sono”. Sono le parole della direttrice artistica.