La vera storia dell’Auricarro

L'antico "Casale dell'auriga", nelle campagne di Palo del Colle, fu assediato nel medioevo da bitontini e ungheresi. Oggi restano le tracce di fortificazioni, chiesa e necropoli

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Il religioso bitontino Apollinare di San Gaetano, al secolo Ambrogio Mariano, carmelitano scalzo, nell’opera “Il Cavaliere Romito” (1693) riporta l’indagine fatta da un noto storico dell’epoca, frate Angelo da Bitonto, il quale annoverava “Arricarrecta” (Auricarro) fra le trentadue ville (casali) che punteggiavano il territorio bitontino.

Questo casale era, in origine, difeso da una possente rocca, posizionata su una collina denominata Monte della Croce, da cui dominava l’avvallamento Lame Strette e, più in là, il vallone detto Lama di Auricarro.

Divenuto centro apulo, vi si insediarono i romani: da questi, secondo alcuni studiosi, deriva l’etimologia di “Auricarrum”, in quanto il casale fu assegnato a un auriga (colui che guidava il carro da guerra e conduceva le bighe nei ludi circensi). Punto nevralgico di controllo della strada che da Bitonto conduceva a Silvium (Gravina), conobbe il suo massimo splendore durante il Basso Impero e nel Medioevo. Il 25 marzo 1269, il casale di “Auricarrum” fu concesso al miles Filippo di Clariarco dal re di Napoli Carlo I d’Angiò.

Ottant’anni dopo, il 16 luglio 1349, risulta dotato soltanto di castello ma sprovvisto di cinta muraria: era stato messo a ferro e fuoco da bitontini e ungheresi durante la guerra causata dall’assassinio di Andrea, fratello del re Luigi I d’Ungheria, che aveva sposato la regina di Napoli, Giovanna I d’Angiò.

Oggi di quella possente rocca difensiva, collocata su un’area soprelevata di forma quadrangolare ricolma di massi, resta soltanto uno spesso muro che emerge dalle macerie sottostanti, caratterizzato da feritoie di avvistamento.

Permangono, inoltre, i resti della cinta muraria dell’antico complesso e le tracce di diverse strutture sotterranee, ormai inaccessibili. L’area, una volta occupata dal castello, è oggi circondata da un campo di ulivi.

Nell’attuale contrada di Auricarro, nelle campagne di Palo del Colle, oltre ai resti dell’antica rocca, si notano tracce della chiesa del Santissimo Crocifisso e della necropoli, venuta alla luce nel 1991, durante lavori edilizi.

Gli scavi, diretti dalla Soprintendenza archeologica, hanno portato alla luce molte tombe con corredo funerario, risalenti al Basso Medioevo e, in particolare, ai secoli XIII e XIV.