Con Manicomic della Rimbamband risate da pazzi

Debutta questa sera al Traetta di Bitonto il nuovo spettacolo dell'irresistibile gruppo teatral-musicale con la regia di Gioele Dix

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Senza un pizzico di follia non ci può essere arte, bellezza e creatività”. Sembra questo il credo della Rimbamband, a leggere il titolo del loro ultimo spettacolo, Manicomic, che debutta questa sera al Traetta di Bitonto. Il celebre gruppo comico e musicale pugliese torna a calcare la scena dello storico teatro bitontino, a tre anni dal successo di “Note da Oscar”, oggi domenica 16 dicembre, con il nuovo scoppiettante spettacolo.

In coproduzione con il Comune di Bitonto – Teatro Traetta, il lavoro, il cui testo è firmato dal bitontino Raffaello Tullo, storica voce e percussionista del gruppo, si avvale della regia di Giole Dix, tra i volti più noti della scena comica grazie alle telecamere di Zelig, rimasto affascinato dalle precedenti esibizioni milanesi della Rimbamband.

“Il nostro modo di fare spettacolo -spiega Tullo in un’intervista a Primo piano– si evolve anche grazie a collaborazioni importanti come questa. Gioele proviene dal teatro brillante ed è molto rigoroso nel farci rispettare le regole imposte dal mondo della drammaturgia”. Una regia, quella curata dal comico milanese, che il frontman della Rimbamband definisce “maniacale nella cura del dettaglio” tanto da considerare l’incontro con Dix rivoluzionario per la sua formazione artistica. Un punto di vista squisitamente teatrale, quindi, che consente ai cinque versatili musicisti-attori un ulteriore passo in avanti.

Rimbamband Manicomic

“Il nostro impegno sta nel fare sempre meglio, ampliando e arricchendo il nostro bagaglio di linguaggi espressivi”, spiega Raffaello, mentre sottolinea il ruolo che “Manicomic” riveste nel percorso di crescita artistica della band: uno show delirante che pone lo spettatore dinanzi all’arduo compito di uno psicoterapeuta, impersonato dallo stesso Tullo, alle prese con quattro pazienti affetti da vari disturbi.

A finire in analisi sono i suoi compagni di scena: Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Vittorio Bruno e Francesco Pagliarulo. Al completo, sula scena del Traetta, la formazione dei musicisti più estrosi di Puglia, tra disturbi di personalità multipla, ‘neomelodite’ ossessiva compulsiva e problemi da alcolizzati cronici, darà vita ad un vero e proprio “elogio della follia”.

Rimbamband Manicomic
In alto, da sinistra: Nicolò Pantaleo e Renato Ciardo. In basso, da sinistra: Francesco Pagliarulo, Raffaello Tullo, Vittorio Bruno.

L’obiettivo dello spettacolo, come sottolinea la voce dell’allegra compagnia, nonché autore dei testi, è “ridare dignità alla pazzia, poiché ciò che il pubblico percepisce come vizio in realtà è una virtù”. Un messaggio che sarà veicolato sul palco così come solo la Rimbamband sa fare, attraverso una ricetta infallibile che mescola la giusta dose di ingredienti vincenti. Un pizzico di giocoleria, clownerie e mimo, a cui si aggiunge, in grande quantità, la straordinaria capacità musicale di ogni strumentista. Il risultato è assicurato perché la Rimbamband nella contaminazione di più registri artistici è maestra sulla scena.

“E’ complesso mettere insieme tutti i tasselli – spiega Tullo- senza trascurare nulla dal momento che un numero funziona quando è la perfetta sintesi di ritmo comico e ritmo musicale”. D’altra parte la musica,nelle performance di questo folle gruppo di comici pugliesi, non è affatto elemento secondario o semplice colonna sonora. “Tutto galleggia sulla musica nei nostri spettacoli. Noi siamo musicisti pazzi con l’attitudine al teatro”: le parole di Raffaello non lasciano alcun dubbio a riguardo. Il pubblico non si stupirà, dunque, nel vederli suonare sul palco anche palloni, case-contenitori, campanelli, buste e qualunque altro oggetto capiti fra le mani dei cinque folli, quanto geniali, musicisti.

Rimbamband Manicomic

Grande novità scenica un led wall che sarà utilizzato in maniera quanto mai creativa. Prima monitor per effettuare tac e strane radiografie ai pazienti affetti dalle più disparate patologie, diverrà, in un secondo momento, sesto elemento con cui i personaggi di Manicomic interagiranno. Il tutto finalizzato a dar forma a un “costante conflitto tra dimensione reale e virtuale”, ribadisce l’autore di questa originale pièce teatrale. Un lavoro che lo ha visto studiare e documentarsi prima di indossare il camice da psicoterapeuta e prescrivere terapie ai suoi pazienti.

“Ho preso libri e fatto ricerche sugli effetti benefici dell’ippoterapia, ad esempio, o dell’elioterapia, o dello sport. Ogni terapia ha un suo fondamento scientifico, non l’ho inventata io; poi, ovviamente, quello che accade sulla scena è pura follia”, chiarisce Tullo. E non potrebbe essere diversamente con la Rimbamband. Cosa è la pazzia? Cos’ è la normalità? Due facce della stessa medaglia? Un colpo di scena nel finale dello spettacolo lascerà irrisolto nel pubblico questo difficile interrogativo.