La musica dei Radicanto tra le rovine di Canne

La piana della famosa battaglia è teatro, da luglio a settembre, di una singolare rassegna estiva tra teatro, note, astronomia e trekking

526
0
CONDIVIDI

Estate. Tempo di riempire il vacante. Dove vacante è il tempo stesso, nel senso che è libero, più libero. E dove l’augurabile nuovo contenuto (“lavorare stanca”) sia magari una riflessione leggera, un approfondimento sereno, l’acquisizione di un dato altrimenti ignorato. Succede per il territorio in cui pur si vive.

Pochi momenti per la sua conoscenza, pochi per una reale consapevolezza. Ed ecco l’estate. Accade così che un posto bello e interessante, con evidenti potenzialità turistiche, attiri anche il cittadino, il pugliese in questo caso. Prendi Canne della Battaglia, oggi area territoriale di Barletta, nord della Puglia.

La strada provinciale 142 vi porterà direttamente ad un sito storico d’eccellenza, che durante la bella stagione propone molte iniziative. Ma anche la statale 16 ha l’uscita precisa precisa verso Canne. Insomma, area ben collegata.

Partiamo con un po’ di storia. Perché qui, anzi, è passata la “grande” storia. Siamo sulla riva destra dell’Ofanto, il piu grande corso d’acqua di Puglia, fiume mitico, citato dagli antichi come tauriforme, amato da Orazio, fiume che nasce in Irpinia, tra Torella dei Lombardi e Nusco, per sfociare tra Barletta e Margherita di Savoia.

Canne si erge qui, importante città apula e poi centro medievale le cui rovine sono oggi ben conservate e tutelate. Speciale l’Antiquarium, inaugurato nel 1958 da Aldo Moro. Un museo che apre scenari gia dall’epoca preistorica. Considerevole il lascito classico ma prima ancora da segnalare la ricca collezione di vasi dauno-peucezi a disegni geometrici (IV-III secolo a.C.).

A inizio 2000 sono poi state condotte indagini attorno al complesso termale di San Mercurio, anch’esso detentore di un immenso patrimonio. Da citare anche il famoso menhir scoperto nel 1938, ancora oggi al centro di interpretazioni. Quel che è certo è che, tra il 5000 e il 4000 a.C., Canne fu densamente popolata. La classica civiltà fluviale, allora ancora ben distinta da quella che poi sarebbe diventata Barletta.

La musica dei Radicanto tra le rovine di Canne
Le rovine di Canne, con sullo sfondo la piana della famosa battaglia

Qui ha scavato il grande archeologo Michele Gervasio, nativo della piccola irpina Monteverde, cui la Puglia tanto deve.
Le civiltà si sono susseguite: dai primordiali contesti abitativi a capanna a elementi murari veri e propri. Particolari i silos per conservare gli alimenti.
Ma è con la fondazione del “vicus” romano che Canne diventa il considerevole centro che oggi conosciamo.

Nel 216 a.C. è teatro della celeberrima battaglia, il grande smacco dei cartaginesi di Annibale ai romani. Il 2 agosto. La storia parla chiaro: Annibale riuscì a scalfire la potenza romana. Ancora oggi si discute sull’effettIvo luogo della battaglia. Davvero Canne? Una tesi propende per località daune: due tesi, in realtà, con tanto di pubblicazioni a confermare l’idea.

L’Aufidus di cui parlano le fonti non sarebbe l’Ofanto ma il più a nord Fortore, coinvolgendo due località in provincia di Foggia, appartenenti alla Puglia di confine: Castelluccio Valmaggiore o, addirittura, la quasi molisana Carlantino (area della bella diga di Occhito). In realtà, gli storici non sembrano avere dubbi: la battaglia ebbe luogo a Canne, terra qualche secolo dopo consacrata a Ruggero, vescovo e futuro patrono di Barletta.

Con la distruzione di Roma e la successiva razzia ad opera degli Ostrogoti, Canne passa sotto l’orbita di Canosa ma acquisisce la sua autonomia come diocesi. Luogo di altre battaglie medievali, durante l’era bizantina, la città sarà destinata a fiorire per poi ricadere in epoca normanna, momento dell’esodo dei suoi cittadini verso Barletta. Gli angioini ancora vollero legare il destino di Canne a Canosa ma poi l’opzione barlettana fu decisiva, fin quando, addirittura, nel XV secolo scomparve la diocesi di Canne, inglobata dalla cattedra di San Ruggero, indissolubile vincolo anche dell’attuale Barletta con l’indimenticata grande storia di Canne.

“D’Estate a Canne della Battaglia” è il titolo della rassegna di appuntamenti previsti per i mesi di luglio, agosto e settembre.
L’iniziativa vede coinvolti Regione Puglia, Comune di Barletta, Polo museale della Puglia e Teatro Pubblico Pugliese.
Visite guidate, laboratori didattici, percorsi di trekking, yoga, osservazioni astronomiche, concerti e rappresentazioni teatrali: davvero vasta l’offerta.

La musica dei Radicanto tra le rovine di Canne
I Radicanto, protagonisti dell’Estate a Canne della Battaglia

Il 2 agosto, anniversario della battaglia, ecco la rappresentazione, a cura di Stefano Luci, “Addio nuvole… ovvero la guerra di Annibale Barca”. Nella stessa data, ricostruzione storica grazie all’associazione Mos Maiorum, all’interno del Parco Archeologico.

Spazio anche alla musica: il 26 agosto concerto “I figli di Annibale”, con i Radicanto e Raiz, cantante del gruppo Almamegretta.

Nella foto in alto, Annibale vincitore sui romani nella battaglia di Canne