Bitonto fuori dal finanziamento per la rigenerazione urbana. Ma non tutto è perduto.

Il Comune non rientra tra i soggetti che si sono aggiudicati i fondi provvisori. L'ampliamento della dotazione rimetterebbe in gioco la città.

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La commissione del Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia ha concluso la valutazione delle 89 istanze pervenute in risposta al bando per la selezione delle Aree Urbane che hanno avanzato progetti di rigenerazione sostenibile.

In soldoni si tratta di ambiti territoriali (nel caso di Bitonto, il singolo Comune, in altri casi aggregazioni) che hanno presentato un piano strategico per contrastare la marginalità sociale ed economica, il degrado fisico e ambientale, l’uso improprio delle risorse e dell’energia. Come? Con “azioni integrate” – recita il bando – “di efficientamento energetico, potenziamento del patrimonio residenziale pubblico, permeabilizzazione e rinverdimento delle superfici artificiali, miglioramento del microclima urbano, realizzazione di infrastrutture verdi, sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale, incremento della accessibilità ed eliminazione delle barriere architettoniche, riuso di immobili pubblici per finalità di inclusione sociale e lotta alla povertà.

Di queste 89 istanze, 83 sono risultate ammissibili alla fase di valutazione. Bitonto, che ha consegnato la sua candidatura il 16 ottobre scorso richiedendo 4 milioni e 365mila euro per i propri interventi, è tra i soggetti che hanno superato lo scoglio delle cause formali di esclusione. Nella graduatoria provvisoria, però, è riuscita a totalizzare 90,73 punti su un massimo di 130, piazzandosi al 37esimo posto e mancando, per ora, l’aggiudicazione del finanziamento. La dotazione finanziaria di 108 milioni, infatti – anch’essa provvisoria – è sufficiente ad assicurare copertura soltanto per i primi ventisei della lista, una cifra davvero troppo esigua considerando che il bando era rivolto a tutti i 258 comuni dell’intera regione.

Allarmato dall’eventualità che la città avesse perso la possibilità di usufruire di quasi 5 milioni di finanziamento, Dino Ciminiello, consigliere comunale bitontino del M5S, è stato il primo a rendere pubblica la notizia sui social.

Eppure, non tutto è perduto. Il bando indica espressamente la possibilità che “eventuali successive risorse disponibili potranno essere utilizzate per finanziare aree urbane in elenco”. Nella speranza che, effettivamente, vengano fuori. Qualche giorno fa, l’assessore regionale all’urbanistica Alfonso Pisicchio, ha scritto sui social che “sul bando per la rigenerazione urbana non resteremo indifferenti alle tante richieste che stanno giungendo in queste ore e da più parti: ampliare il fondo iniziale di 108 milioni di euro al fine di scorrere la graduatoria finale” e che insieme all’assessore al bilancio Raffaele Piemontese si sta ragionando sulla possibilità di reperire altre risorse.

Una risposta, pare, alle sollecitazioni dei vari comuni partecipanti (che hanno sostenuto oneri di progettazione e rischiano di rimanere a bocca asciutta) e di Fabiano Amati, presidente della commissione regionale Bilancio, che auspicava un ampliamento della dotazione per permettere a tutti di usufruire di fondi necessari per attuare interventi considerati fondamentali.
Non resta che attendere la pubblicazione della graduatoria definitiva, dunque, che dovrebbe avvenire nel corso delle prossime due settimane.