Shakespeare storytells: il teatro fatto ad arte

Un convegno internazionale alle Officine culturali di Bitonto propone nuove ed originali letture del grande commediografo inglese

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Le Officine Culturali, nel cuore antico di Bitonto, sono state la suggestiva cornice di un convegno internazionale di studi su Shakespeare. Un’importante occasione per fare il punto sulla drammaturgia del Bardo, capace di innervare di spunti originali tutta la letteratura, il teatro e il cinema sino ai giorni nostri, ma anche per scoprire nuove e più entusiasmanti prospettive, attraverso cui coglierne la grandezza e l’universalità.

Dopo i saluti del presidente della cooperativa Ulixes, Nicola Mercurio, e di Franco Colamorea, responsabile della compagnia Fatti d’Arte, l’organizzatrice dell’evento, Liliana Tangorra ha spiegato che il convegno è stato ideato come anticipazione della settimana shakespeariana, in programma dal 16 al 22 aprile a Bitonto.

Il prof. Nicola Pice ha aperto la prima parte del convegno, dedicata all’area linguistica, semantica e letteraria, con un esaustivo intervento dal titolo “Il filo rosso che lega Amleto ad Edipo”, evidenziando la diffusione di traduzioni di buona parte dei grandi drammi e tragedie ateniesi durante il regno di Elisabetta I nonché le numerose similitudini tra le vicende di Edipo e quelle di Amleto.

La prof.ssa Alessandra Squeo dell’università di Bari ha condotto un percorso molto interessante sulla traduzione dei testi shakespeariani, argomento sempre gradito dagli appassionati del Bardo. La sua relazione ha reso evidente quanto le traduzioni siano in realtà un cammino che segue le curve del tempo e come testi teatrali siano transitori, in mancanza, come è noto, di manoscritti originali, oltre a dover essere modellati diversamente in base all’uso teatrale o letterario.

Cristina Consiglio, anch’essa docente presso l’università barese, ha focalizzato il suo intervento sul genio creativo di William Shakespeare, che fu innanzitutto “uomo del suo tempo” e seppe utilizzare la circolazione della cultura per costruire il suo successo, le cui salde basi si fondavano anche sull’interazione che il pubblico del teatro elisabettiano era abituato a vivere.

La prof.ss Angela Bianca Saponari ha evidenziato la relazione tra rappresentazione teatrale e trasposizione cinematografica, mostrando scene dal primo dramma storico di Shakespeare, portato sul grande schermo da Laurence Olivier nel 1945, Henry V, e la stessa scena interpretata negli anni 90 da Kenneth Branagh, entrambi versioni per il cinema di grande successo, sottolineando, ancora una volta, quanto trasversalmente valida sia l’opera del drammaturgo inglese.

A “calcare la scena” è stato poi Vito Signorile, attore e direttore artistico dei Teatri di Bari.

La sua lettura recitata di una versione in vernacolo barese a cura di Vito Carofiglio di un estratto dal King Lear è stata molto toccante e ha mostrato quanto in realtà, aldilà del linguaggio e dei significati, siano le emozioni legate al lavoro shakespeariano a renderlo universale e immortale.

Pasquale Bellini, critico teatrale della Gazzetta del Mezzogiorno, ha invece dissertato sulle numerose messinscene shakespeariane in Puglia dal dopoguerra ad oggi, evidenziando quanto i testi del Bardo siano sempre una sfida per le compagnie teatrali, le quali spesso temono il confronto con opere tanto complesse e universalmente valide.

La fase successiva del convegno è stata rivolta ad esaminare un’area più squisitamente artistica, o meglio figurativa, con quattro validissimi interventi dei professori Marcello Mignozzi e Ruggiero Doronzo, che hanno illustrato opere pittoriche legate per temi e riferimenti a Shakespeare; di Lucrezia Naglieri, in collegamento da Berlino, che ha mostrato una serie di splendide illustrazioni per libri e riviste, raffiguranti scene e personaggi tratti da drammi shakespeariani; di Liliana Tangorra che ha reso evidente lo stretto legame tra poesia e pittura, parole e immagini, definite “arti sorelle”.

Al termine, Raffaele Romita, direttore artistico della Compagnia Fatti d’Arte, ha annunciato il programma del prossimo www.shakespeare, festival giunto alla sesta edizione, quest’anno variamente strutturato con cineforum curati da Just British e dall’associazione culturale Ante Litteram, incursioni urbane e performances in treno, cena narrativa e party con dj set, e naturalmente, con la messinscena de La Commedia degli Equivoci a cura della compagnia Fatti d’Arte (www.fattidarte.org) al Traetta con la regia di Raffaele Romita.

Una giornata ricca di contenuti, ben organizzata e ad alto indice di gradimento, che ha dimostrato quanto la cultura e la sua diffusione sia uno dei punti di forza della città di Bitonto e quanto sia meritato il titolo di Capitale meridionale della cultura.