Nel cuore del Polo Servizi Sociali di Bitonto, si apre da domani, 1° settembre, per tre giornate, un laboratorio civile destinato a trasformare un luogo amministrativo in uno spazio di dialogo, ascolto e riflessione collettiva. La Scuola Estiva dedicata ai diritti civili e ai diritti umani, promossa dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Bitonto in collaborazione con l’Associazione Realtà riVista, editrice di Primopiano.info, nasce come un percorso formativo ma si presenta fin da subito come un progetto più ampio, destinato a trasformarsi in un osservatorio permanente sulle tutele costituzionali. Un’iniziativa che si colloca nel solco della stampa democratica, dell’attivismo civico e dell’impegno istituzionale, con l’obiettivo di avvicinare i diritti alla vita quotidiana e di restituirli non come principi astratti, ma come strumenti concreti di cittadinanza.

Il titolo scelto, I diritti che abbiamo in comune, racchiude la filosofia dell’intero percorso. Un invito a riconoscere i principi sanciti dalla Carta costituzionale come patrimonio condiviso, come terreno comune su cui costruire consapevolezza e partecipazione. Il manifesto dell’iniziativa sottolinea come i diritti attraversano ogni livello della vita contemporanea: dalle grandi questioni internazionali, segnate da conflitti, migrazioni forzate e restrizioni alle libertà fondamentali, alle dinamiche nazionali che riguardano l’inclusione sociale, la tutela delle minoranze, la parità di genere e la tutela delle persone con disabilità. Anche sul piano cittadino, la difesa e l’allargamento di tali garanzie si giocano nelle sfide quotidiane legate all’accesso ai servizi, alla protezione delle fasce più fragili, alla qualità della vita nelle periferie e alla partecipazione civica. È in questo intreccio di scale diverse che la scuola estiva trova la sua ragione più profonda.
I diritti, come spiega il manifesto della Scuola Estiva, per essere realmente efficaci, devono essere compresi, discussi e interiorizzati; senza questo lavoro continuo rischiano di ridursi a nobili formule prive di ricaduta sul reale. La scuola estiva mira, infatti, a generare consapevolezza e a tradurla in comportamenti, scelte e decisioni improntate a equità, giustizia e solidarietà, anche sul piano della prassi amministrativa.

Il programma dell’evento si articola in quattro interventi al giorno, attorno ai quali si sviluppa la riflessione collettiva. Le relazioni, pur nella varietà delle rispettive metodologie, condividono due principi-guida: partire dall’esperienza personale per risalire a concetti universali, e viceversa; esplicitare la genealogia del proprio pensiero. A queste riflessioni si affiancano tre laboratori, la mostra di fumetti Guida galattica alla Costituzione di Alessandro Lise e Alberto Talami e un concerto di solidarietà per Gaza, con l’intento di vivere un’esperienza formativa dinamica, capace di intrecciare analisi, pratiche e linguaggi differenti.
La prima giornata, inaugurata dal sindaco Francesco Paolo Ricci, dall’assessora Lizia D’Agostino e dal direttore di Primopino.info, Mimmo Larovere, si concentra sul rapporto tra emancipazione, identità personale e rappresentazione mediale. Walter Larovere apre la riflessione sull’uso “polemico” dei diritti, mentre Domenico Pinto affronta il tema del diritto di essere sé stessi. Davide Sette introduce una lettura critica del “male gaze” nel cinema e nella televisione, mostrando come lo sguardo dominante possa condizionare la percezione sociale. Nel pomeriggio, lo stesso Sette guida un laboratorio dedicato alla specificità del fumetto come linguaggio, seguito dall’intervento di Luigi Laguagnella sulla “giungla educativa” del villaggio sociale, dove dignità e solidarietà diventano semi da far germogliare. La giornata si chiude con un’intervista dedicata al Mediterraneo dei diritti violati, condotta da Mimmo Larovere insieme a Domenico Centrone e Amina Tridente.

La seconda giornata si apre con un’analisi della funzione rieducativa della pena e dei limiti del sistema carcerario, proposta da Edgardo Bisceglia alla luce dell’articolo 27 della Costituzione. Eugenia Morea affronta il tema della rappresentazione del cambiamento, mentre Adele Porzia riflette su come la marginalità venga rappresentata nei media contemporanei. Nel pomeriggio, Morea e Porzia conducono un laboratorio dedicato alla presenza delle marginalità sullo schermo, mostrando come il cinema e la televisione possano diventare strumenti di inclusione o di esclusione. Maria Rosaria Miglietta chiude la giornata con un intervento sulla scuola come presidio di democrazia contro la dispersione scolastica, prima del concerto di solidarietà per Gaza che conclude la serata.
La terza giornata si concentra sul tema della sicurezza, delle radici culturali della paura e del perimetro costituzionale della libertà personale. Kocou Hubert Degboe introduce una riflessione sulle radici della sicurezza nella “Terra di Mezzo”, mentre Annarita Daloiso affronta il tema dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. Rossella Lacetera approfondisce il concetto di libertà personale come diritto inviolabile, delineando il ruolo del servizio sociale nel quadro costituzionale. Nel pomeriggio, Pier Girolamo Larovere propone un intervento sulle pratiche linguistiche tra genere, identità e politicamente corretto, seguito da Francesco Depalo che esplora il tema dell’imprenditorialità e del diritto al lavoro nella Costituzione.

La presenza costante della Guida galattica alla Costituzione accompagna l’intero percorso. Il fumetto di Lise e Talami racconta, attraverso la storia di Remo, Tamigi e Dora, la necessità di regole comuni per vivere bene insieme. Il documento ricorda che Arbitraria è un luogo dove la popolazione non sa convivere, dove la prevaricazione è la norma e dove solo attraverso la scoperta di diritti e doveri condivisi è possibile costruire una società più giusta. La narrazione sottolinea che “per vivere bene assieme, e perché valgano per tutti e tutte gli stessi diritti e le stesse opportunità, c’è bisogno di regole e di doveri comuni”, un messaggio perfettamente coerente con la filosofia della scuola estiva.
In questo intreccio di interventi, laboratori, narrazioni e linguaggi, la scuola estiva si configura come un dispositivo culturale che guarda oltre sé stesso. È un seme piantato nel territorio, destinato a crescere come osservatorio permanente sui diritti, un luogo di monitoraggio, formazione e dialogo che unisce istituzioni, cittadinanza e produzione culturale. La sua ambizione è quella di costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere che i diritti non sono un bene individuale, ma un bene comune che richiede cura, attenzione e partecipazione quotidiana.
Le tavole sono tratte dalla “Guida galattica alla Costituzione”






