L’arte è davvero per tutti, basta solo “sporcarsi le mani”

Con la mostra alla "Cittadella del Bambino" di Bitonto, prosegue il laboratorio di Denise Tardivel, un’esperienza artistica aperta a tutti che offre ai più piccoli un’alternativa creativa allo smartphone

Una mostra davvero singolare, allestita con i lavori di tanti piccoli e grandi artisti alla Cittadella del Bambino. All’iniziativa mi introduce la talentuosa amica Vania Trotta, le cui opere occhieggiano tra le altre, dando vita ad un coloratissimo mosaico in grado di calamitare l’interesse del pubblico che gremisce i viali ordinati di questo bel parco alla periferia della città.

C’è un bambino, avrà dieci anni, con un cappello a visiera sulla testa, che trascina il nonno da una parte all’altra, costringendo a quel giro anche gli zii e un amichetto del catechismo, che osserva con un po’ d’invidia le tele di quel ragazzino così entusiasta.

Il pubblico intervenuto alla mostra, realizzata presso la Cittadella del bambino

E sembra chiedersi, guardando stupito, se sia davvero lui il responsabile di un tale dispiegamento di colori. Poco più in là, altrettanto emozionate, anche se lo nascondono meglio, le allieve del corso per adulti guardano le proprie tele appese alla parete, fiere di essere riuscite a metter giù qualcosa di così bello. E pensare che molte di loro non pensavano neanche di esserne capaci. Ma quanto si sbagliavano…

Ho scoperto poi, che la mostra rappresenta la conclusione di un anno di lavoro dei corsi organizzati da Artefatto Art Studio. Come racconta la sua fondatrice, Denise Tardivel, lo scopo di questa esposizione è “permettere ai più piccoli di far vedere alle proprie famiglie quello che avevano realizzato, e agli adulti di dimostrare, prima di tutto a sé stessi, ciò di cui sono capaci”. Già nel 2025 Denise aveva organizzato una mostra di fine anno al Torrione. Questa volta in più c’è l’angolo manga, curato dalla maestra Marina Mundo, con moltissimi disegni degli artisti più piccoli.

Denise Tardivel è piemontese, di Bassignana, in provincia di Alessandria, ma vive a Bitonto da sedici anni. Si è diplomata al liceo artistico di Valenza e per sette anni ha vissuto in Danimarca, dove ha fatto “un po’ di tutto, tranne la maestra d’arte”, come racconta. Tornata in Italia, ha lavorato come disegnatrice orafa, creando disegni di gioielli anche per grandi aziende. Poi si è trasferita a Bitonto per amore, ed è diventata mamma di due bambine. È allora, dice, che si è riscoperta artista, e che ha deciso di voler insegnare agli altri quello che per tanto tempo ha studiato.

Prima di aprire uno spazio tutto suo, ha tenuto laboratori in diversi luoghi, anche fuori città, ma il suo sogno era quello di avere un posto tutto suo, in cui insegnare arte a grandi e piccini. E nel gennaio 2025 ha aperto ufficialmente le porte di Artefatto. Al momento, accanto a lei lavora solo Marina Mundo, ma le collaborazioni non mancano. C’è l’idea di coinvolgere un’artista di Giovinazzo che ha vissuto in America, e una ritrattista di Bari conosciuta proprio il giorno della mostra, che potrebbe tenere un laboratorio per adulti. Se ci saranno spazio e interesse, un corso di ritrattistica. Per ora, precisa Denise, è solo un progetto.

Il segreto di Artefatto, a sentirla parlare, sta in un gesto semplice, quello di sporcarsi. “Quando iniziano, i bambini hanno paura di sporcarsi”, oseerva Denise. Che così prosegue: “Mi chiedono continuamente di lavarsi le mani. Mi sono sporcato, mi posso lavare? Maestra, ho sporcato qua, posso lavarmi? Dopo qualche lezione, considerando che sporcarsi fa parte del gioco, propongo un’attività in cui si devono sporcare molto. Io lo faccio apposta. E dopo diventa parte dell’arte. E pensano sì, di essersi sporcati, ma perché hanno fatto arte. E diventano più liberi”.

Il primo anno, per esempio, i bambini hanno lavorato tutti insieme su un tavolo coperto da una grande tela, battendo le mani sulla superficie a ritmo di musica. Chi aveva il rosso toccava la mano di chi aveva il blu, e nasceva il viola. “All’inizio mi hanno odiato – ride – e così anche i genitori. Poi è diventata una delle esperienze più divertenti dell’anno. In un’altra occasione hanno riempito di colore gli spruzzini del detersivo, quelli di riciclo, e hanno spruzzato sulle tele. Un’altra volta, ancora, sono andati in villa a dipingere con le bombolette spray”.

Un’altra cosa che Denise tiene a precisare riguarda i genitori. Qualcuno iscrive i bambini al laboratorio sperando di trovarsi in casa un piccolo Leonardo da Vinci; ma la cosa più importante è un’altra: “Stare lontani da telefonini e dispositivi, e riscoprire il piacere di fare con le mani”. Denise racconta di una mamma che le aveva confidato che il figlio faceva fatica a colorare dentro i bordi. “Allora è arrivato nel posto giusto”, le ha risposto, “perché noi nei bordi non coloreremo mai”. Colorare dentro i contorni, dice, lo insegnano a scuola.

Con gli adulti il lavoro è più complicato. “Sono più difficili da soddisfare”, ammette Denise. Arrivano con diffidenza, convinti di non essere capaci, e se si dà loro libertà totale non sanno cosa farne. Un bambino colora senza problemi i capelli di azzurro, un adulto no, perché “più cresci, più subentra la logica” spega. Il suo compito, quindi, è far uscire le allieve e gli allievi dalla razionalità, dal buonsenso, anche a costo, scherza, di farsi odiare un po’. Ma dopo quella diffidenza iniziale prendono la mano e vanno avanti.

Se deve scegliere una cosa da far arrivare a chi legge, Denise non ha dubbi: l’arte è per tutti. “Si tende sempre a pensarla come una cosa di nicchia, riservata a pochi, mentre invece esistono molte forme d’arte e ciascuno la fa a modo suo. Ma è alla portata di chiunque” ribadisce. 

Quanto a sé, Denise espone da anni le proprie opere insieme a quelle degli allievi, e ha già realizzato una mostra personale presso un’associazione di Bitonto, ma “una cosa piccola”. Ne vorrebbe una più seria, più grande, e sta aspettando che in città si liberi uno spazio adatto. Per ora continua a fare ciò che le riesce meglio: insegnare, ogni settimana, a bambini e adulti, che sporcarsi le mani è il primo passo. 

Intanto, mi dice, nel mese di novembre lo studio si sposterà in via Ruggiero Bonghi. Mentre mi lascio alle spalle la bottega di Artefatto, piena di colori, di quadri, di pennelli, dove la creatività regna sovrana, non posso non immaginare quanti giovani e promettenti artisti usciranno da quel luogo e riempiranno il mondo di bellezza. E speriamo che avvenga presto perché, in questi tempi grigi, solo la bellezza potrà salvare il mondo. O comunque un po’ di colore.