Il futuro delle città si decide su sviluppo, sicurezza e ambiente

A Trani, Molfetta, Andria e Corato la competizione elettorale si gioca sulla capacità dei candidati sindaci e delle coalizioni di interpretare le priorità del territorio e costruire un progetto credibile

Tra conferme attese e candidature dell’ultima ora, tensioni interne ai partiti, alleanze che si sfaldano e altre che si ricompongono, la campagna elettorale – ormai alle sue battute finali – si rivela, nelle principali città del nord barese, come una delle più combattute degli ultimi anni. 

A Trani, Molfetta, Andria e Corato il voto amministrativo assume un significato che va ben oltre la scelta dei nuovi sindaci, trasformandosi in un vero banco di prova per le coalizioni locali e nazionali, chiamate a misurarsi su temi cruciali come sviluppo urbano, sicurezza, ambiente, rilancio economico e gestione dei servizi pubblici.

Un confronto politico scandito da appelli accorati ma anche da strategie comunicative sempre più aggressive e, comunque, da un intenso dibattito pubblico, che ha coinvolto cittadini, associazioni e movimenti civici. Da Trani, dove la competizione tra partiti e schieramenti si intreccia con le prospettive turistiche e culturali della città, a Molfetta, alle prese con le questioni del porto e della crescita commerciale, passando per Andria e Corato, dove infrastrutture e opportunità per i giovani dominano la discussione, emerge il quadro di una campagna vivace e frammentata, capace di riflettere le trasformazioni sociali e politiche dell’intera area del nord barese. Ma vediamole, una per una queste, grandi e complesse realtà cittadine.

Centrosinistra diviso, M5S in fuga e civiche in campo aperto a Trani

Il faro rosso all’ingresso del porto di Trani (foto di Lorenzo Giorgetti)

A Trani si vota per rinnovare la giunta del sindaco Amedeo Bottaro, reduce dal suo secondo mandato a capo della città. La giunta di Bottaro si sosteneva su una coalizione composta da Solo con Trani Futura, Sud al Centro, Puglia Solidale Verde, Partito Democratico, Bottaro Sindaco, Popolari con Bottaro Sindaco, Con Emiliano, Prima di Tutto Trani, Trani Sociale.

Oggi, la competizione elettorale nella città capoluogo di provincia con Barletta e Andria, si presenta particolarmente frammentata, con coalizioni tradizionali, liste civiche e movimenti alternativi che rendono molto probabile un eventuale ballottaggio.

Per il centrosinistra è in campo Marco Galiano, dirigente scolastico ed ex sindacalista del settore scuola, sostenuto da Partito Democratico, Italia Viva, Alleanza Verdi-Sinistra, Popolari con Galiano e varie liste civiche. La sua candidatura punta su continuità amministrativa, innovazione e dialogo con il mondo della scuola e dell’associazionismo.

Correrà invece da solo il Movimento 5 Stelle, che a fine aprile ha deciso di ufficializzare l’uscita dalla coalizione che sostiene Galiano, rompendo di fatto il fronte del centrosinistra. A comunicarlo era stato il consigliere comunale Vito Branà, divenuto il candidato sindaco del Movimento. Alla base della rottura, spiegano i pentastellati, una distanza sempre più marcata sui principi fondanti della coalizione, in particolare su temi come coerenza politica, codice etico e contrasto al trasformismo. Nel mirino del M5S soprattutto l’apertura a esponenti provenienti dal centrodestra, giudicata incompatibile con i valori del Movimento. Una scelta definita “inaccettabile” e lontana dall’idea originaria di un campo progressista coeso.

Angelo Guarriello, medico urologo e dirigente sanitario, è invece il candidato unitario del centrodestra. È sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e numerose civiche. La sua campagna elettorale insiste soprattutto su sicurezza, rilancio economico, decoro urbano ed efficienza amministrativa.

L’unica donna in corsa per la fascia tricolore è Angela Mercorio. Guida un progetto civico orientato ai temi della partecipazione, dello sviluppo sostenibile e della valorizzazione sociale e culturale della città. La sua candidatura punta molto sul rapporto diretto con il territorio e con le realtà associative tranesi. Sempre nell’ambito del civismo riformista si è candidato anche Giacomo Marinaro.La sua candidatura è sostenuta da diverse liste civiche locali e si propone come alternativa sia al centrosinistra sia al centrodestra tradizionale. La sua comunicazione politica è incentrata sul rinnovamento amministrativo e sulla valorizzazione dell’identità cittadina

Dopo lo scioglimento del Comune, tre visioni per ricostruire Molfetta

Il museo diocesano di Molfetta

A Molfetta si vota anticipatamente perché l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Tommaso Minervini è caduta nell’ottobre 2025, dopo le dimissioni contestuali di tredici consiglieri comunali. La crisi politica era maturata in un clima già molto teso, aggravato dall’inchiesta giudiziaria che nei mesi precedenti aveva coinvolto lo stesso Minervini in relazione ad appalti pubblici e ai lavori del porto cittadino. Con la caduta del consiglio comunale, il Prefetto di Bari aveva avviato la procedura di scioglimento dell’ente e il Comune era stato affidato a un commissario prefettizio, incaricato di gestire l’ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni. Minervini nel 2022 era stato riconfermato alla guida della città, a capo di una colalizione composta da Avanti Molfetta, Il Confronto, Molfetta al Centro, Minervini Sindaco, Patto Comune Prima Molfetta, Molfetta Popolare, Cuore Democratico, Ala Democratica Lista Civica, Insieme per la Città, Molfetta Che Vogliamo, Molfetta in Azione. 

E veniamo ai giorni nostri. I principali candidati alla poltrona di sindaco, per i tradizionali schieramenti di centrosinistra e centrodestra, sono due giovani.

Manuel Minervini – sostenuto da Demos, Spazio Riformista, Rifondazione Comunista, Più di così, Rinascere, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi Sinistra e PD – è un ingegnere meccanico con un’esperienza internazionale, conseguita durante il percorso di studi. È considerato espressione di un rinnovamento politico locale, senza un passato diretto nelle giunte cittadine, ma con un grande coinvolgimento associativo e partitico, tra le fila di Rifondazione Comunista.

La sua candidatura ha creato un terremoto nel Partito Democratico di Molfetta, che ha portato al completo azzeramento dei vertici del circolo locale. Nonostante il “campo largo” si fosse riunito attorno al nome di Minervini, i dirigenti della sezione avevano provato a chiudere le trattative con l’altro candidato sindaco, Pietro Mastropasqua, espressione di 12 liste civiche, ma da sempre vicino al centrodestra come nella tornata amministrativa del 2022. Tanto è bastato per far insorgere le segreterie regionali e provinciali del Partito Democratico.

Mastropasqua è un avvocato molfettese, con una lunga esperienza politica a livello cittadino. È stato consigliere comunale di opposizione e assessore nella prima giunta guidata da Tommaso Minervini. Il 24 e 25 maggio sarà in campo con ben undici liste civiche a sostegno della sua candidatura.

Nel campo del centrodestra, a correre per la carica sindaco è l’avvocato Adamo Logrieco. Ha iniziato presto ad avvicinarsi alla politica, già in età adolescenziale, maturando nel tempo un percorso legato alla destra politica e all’impegno civico locale. Oltre all’attività forense, è forte nell’associazionismo legato alla sua professione ed è un volto dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, della cui giunta nazionale è entrato a far parte. Dal 2022 al 2023 è stato consigliere comunale di Molfetta, eletto tra le fila di Fratelli d’Italia, prima che il ricorso al TAR presentato dal candidato del PD, Alberto D’Amato, riassegnasse il seggio di consigliere comunale proprio all’ormai ex segretario del Partito Democratico. Adamo Logrieco sarà sostenuto da Fratelli d’Italia, di cui è coordinatore cittadino, Azzollini per Logrieco Sindaco, UDC.

La sindaca uscente contro il ritorno strutturato del centrodestra ad Andria

L’interno di Castel Del Monte

Favorita ad Andria è la sindaca uscente Giovanna Bruno, che si ripresenta per guidare nuovamente la città forte di un’esperienza amministrativa consolidata e di un percorso personale radicato nell’impegno civico. Prima donna sindaca “eletta” nella storia di Andria, a capo di una coalizione composta da Partito Democratico, Andria Bene in Comune, Andria Lab, Futura Rete Civica Popolare, ha impresso al suo mandato uno stile pragmatico, fondato su trasparenza, ascolto e responsabilità istituzionale.

Avvocata, Bruno ha costruito negli anni una competenza solida che si riflette nella gestione della cosa pubblica, con particolare attenzione alla legalità e all’uso rigoroso delle risorse. Ma il suo impegno affonda le radici già negli anni giovanili, quando ha partecipato attivamente al mondo dell’associazionismo cattolico, culturale e sportivo, in particolare nell’ambito dell’animazione salesiana. Un’esperienza che ha contribuito a formare il suo senso della comunità, il valore del servizio e l’attenzione alle fragilità sociali, elementi che ancora oggi caratterizzano la sua azione politica.

Lo sfidante, per la coalizione unita di centrodestra, è Sabino Napoletano, classe 1960. Distintosi in gioventù per aver militato nel campionato calcistico di Seconda Categoria e nelle giovanili del Barletta Calcio, oggi esercita la professione di medico fiscale pediatra convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale e ha dedicato la propria carriera alla tutela della salute dei bambini e al supporto delle famiglie. Dal 2004 al 2010 ha infatti rivestito la carica di presidente del Circolo Italia di Andria, mentre dal 2009 al 2024 ha rivestito la carica di presidente dei probiviri della Banca di Credito Cooperativo di Andria. Appassionato e praticante di sport quali calcio, tennis e ciclismo, Sabino ha rivestito la carica di vicepresidente della Scuola Calcio Giovanile Victor Andria dal 2010 al 2025.

Politicamente ha ricoperto, dal 2010 al 2015, la carica di consigliere comunale nella lista Andria 2010, mentre dal 2023 ad oggi è stato prima Commissario e quindi Coordinatore di Fratelli d’Italia.

Continuità, sicurezza, civismo e tradizione: quattro proposte per la Corato

Il murale dedicato a Giuseppe Divagno, realizzato da Luis Gomez nel centro storico di Corato

Dopo settimane di trattative, ufficializzazioni e posizionamenti politici, a Corato saranno invece quattro i candidati alla carica di sindaco. Corrado De Benedittis, sindaco uscente, si ripresenta agli elettori con l’obiettivo di dare continuità all’azione amministrativa avviata negli ultimi anni. Le liste che lo sostengono sono: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra Italiana, Demos, Articolo 49, Corrado Sindaco, Intesa Riformista, Prossima e Rimettiamo in moto la città.

Pietro Zona è invece il candidato sostenuto dall’intera coalizione di centrodestra. Ex comandante della stazione locale dei Carabinieri, viene presentato dai partiti dello schieramento come una figura autorevole, competente e profondamente radicata nel territorio. La coalizione che lo sostiene comprende Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Noi Moderati e varie liste civiche. Zona cerca di intercettare l’elettorato moderato e quello più sensibile ai temi dell’ordine pubblico e della gestione pragmatica della città.

Nica Testino rappresenta, invece, l’area civica ispirata alla dottrina sociale cristiana. Laureata in Economia e Commercio e funzionaria del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, Testino si presenta come una figura tecnica e istituzionale, con particolare attenzione ai temi della legalità, della sicurezza e della partecipazione civica. È cofondatrice del movimento “Nuova Umanità”, nato a Corato nel 2018, e si propone come alternativa ai tradizionali schieramenti politici. Il suo profilo unisce sensibilità cattolica, civismo e competenze amministrative, maturate nell’amministrazione statale.

Nell’area moderata e cattolico-democratica, si colloca invece Vincenzo Adduci, candidato sostenuto dalla Democrazia Cristiana.