Se Sanremo è Sanremo è perchè l’Amore è l’Amore

Al festival che celebra la forza e il valore dei sentimenti, resistendo all'usura del tempo, si unisce la voce della barese Serena Brancale con un brano intenso ed emozionante

C’era un tempo in cui l’attesa del Festival di Sanremo si consumava davanti alla radio, nelle cucine illuminate a tarda sera, tra frivoli commenti e pronostici improvvisati. Non esistevano social né classifiche in tempo reale: c’era solo la voce gracchiante dell’apparecchio, accompagnata, qualche anno dopo con l’avvento della Tv, dalla “sontuosa” scenografia delle prime immagini in bianco e nero, e un Paese intero che si riconosceva in quelle melodie e in quel festoso lucicchio. Uno charme fatto di abiti eleganti, splendide acconciature e smoking raffinati che sfilavano sul palco incorniciato da maestose composizioni floreali.

Quell’attesa, in fondo, non è mai cambiata. Nonostante le polemiche, le critiche ricorrenti e l’idea – riproposta ciclicamente – che il festival sia un appuntamento musicale superato, Sanremo continua a essere un rito collettivo. Un momento sospeso che attraversa generazioni, capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità.

 

Ma perché Sanremo rimane un appuntamento fisso? Perché, al di là delle mode e delle trasformazioni musicali, è il festival che celebra l’amore. Un amore raccontato in tutte le sue declinazioni: romantico, tormentato, passionale, fragile, familiare, perduto, eterno. È questo il filo rosso che lega le edizioni di ieri e di oggi della celebre kermesse canora.

Risale al 1951 la prima edizione, condotta da Nunzio Filogamo. I cantanti in gara sono soltanto tre e ciascuno interpreta tutte le venti canzoni selezionate. La televisione ancora non c’è: a trasmettere l’evento è la radio, ed è proprio il pubblico radiofonico a decretarne il successo. A vincere, quell’anno, è Nilla Pizzi con Grazie dei fiori, un brano che parla di un amore finito, di orgoglio e malinconia. Fin dall’inizio, dunque, al cuore della rassegna c’è l’amore, un sentimento totalizzante, capace di generare felicità e sofferenza.

Negli anni successivi la carrellata di successi amorosi costruisce l’identità stessa del festival. Nel 1958 Domenico Modugno conquista il mondo con Nel blu dipinto di blu, inno a un amore che diventa ideale, sogno, libertà. Nel 1964 Gigliola Cinquetti trionfa con Non ho l’età, racconto delicato di un amore giovane e pudico. Nel 1968 Sergio Endrigo canta Canzone per te, una dichiarazione struggente e universale. Nel 1984 Eros Ramazzotti vince tra le Nuove Proposte con Terra promessa, un brano in cui l’amore è anelito di speranza e futuro.

Gli anni Novanta consolidano definitivamente Sanremo come tempio del sentimento: nel 1995 Giorgia emoziona il grande pubblico con le note di Come saprei, un amore che si fa introspezione e potenza vocale. Nel 1999 Anna Oxa e Fausto Leali vincono con Senza pietà, passione viscerale e tormentata. E come non ricordare Perdere l’amore di Massimo Ranieri, che nel 1988 trasforma la fine di una storia in un grido teatrale rimasto nella memoria collettiva? O Luce (Tramonti a nord est) di Elisa, vincitrice nel 2001, che racconta un amore in grado di illuminare il buio? Ed è ancora l’amore – fragile, consapevole, maturo – a trionfare nel 2023 con Due vite di Marco Mengoni.

Edizione dopo edizione, Sanremo ha raccontato l’amore come nessun altro palco italiano è riuscito a fare. È questa continuità emotiva che smentisce chi lo considera superato: finché ci sarà bisogno di raccontare l’amore, ci sarà bisogno di Sanremo.

E veniamo slla 76ª edizione, che sta per andare in scena e che vedrà nel ruolo di conduttore-mattatore Carlo Conti, alla sua quinta esperienza sanremese, e di co-conduttrice Laura Pausini. Sono 30 i campioni in gara con brani inediti e 4 le nuove proposte. I co-conduttori della prima, della seconda e della serata cover saranno rispettivamente Can Yaman, Achille Lauro e Lillo Petrolo. Una settimana di musica, interviste, ospiti e quell’energia unica – alimentata dal flusso vitale dell’amore – che ogni anno torna protagonista. Insomma un festival che parte sotto i migliori auspici, come testimonia, tra l’altro, il fatto che, per la prima volta, i protagonisti sono stati accolti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale: un riconoscimento che attribuisce un valore istituzionale alla manifestazione. Il festival renderà un sincero e caloroso omaggio alla figura di Pippo Baudo, tra i protagonisti assoluti della storia sanremese, a cui sarà dedicata una statua e un’intera serata.

Nei titoli e nei testi dei brani in gara emergono ancora una volta i grandi temi cari al festival: amore, rinascita, speranza, delusione, fragilità. Una grammatica emotiva che promette hit destinate a durare nel tempo. Una grammatica a cui porterà il proprio contributo, dopo un anno di trionfi, anche la nostra conterranea Serena Brancale, per la terza volta sul palco dell’Ariston. Serena canterà Qui con me, un brano intenso e vocalmente complesso dedicato alla madre Maria, scomparsa nel 2020. Un amore diverso da quello romantico celebrato tante volte a Sanremo: è l’amore filiale, quello che non si spezza con l’assenza. “In questo brano ci sono le fragilità che ho sempre nascosto”, ha raccontato l’artista, che condividerà il palco con la sorella Nicole, impegnata alla direzione d’orchestra.

 

Il “qui” del titolo non ha una dimensione spirituale ma terrena: è la presenza concreta della madre nelle sue mani, nella voce, nei tratti del viso, nel carattere. Non un addio, ma una continuità. Musicalmente il pezzo fonde la sua anima soul e jazz con una struttura pop più ampia e orchestrale. È una preghiera laica, una confessione aperta, un tuffo nella memoria. Se Sanremo è il festival dell’amore in tutte le sue espressioni, Qui con me ne rappresenta una delle più pure: l’amore che resta, che educa, che costruisce identità.

E allora sì, nonostante tutto, l’attesa continua ad avere lo stesso sapore di un tempo. Perché finché ci sarà una canzone capace di raccontare l’amore, Sanremo continuerà a essere il nostro rito collettivo. Buon festival a tutti.

In alto, Serena Brancale con la sorella Nicole. Le foto sono tratte dalla pagina fb della cantante