“Per riunire il centrosinista occorre ripartire da zero”

I socialisti bitontini rispondono alle avances del sindaco con la proposta di ridiscutere la giunta e definire un percorso politico per il futuro

306
0
CONDIVIDI

Sono anni che a Bitonto si auspica un matrimonio in grado di riunire sotto lo stesso tetto tante realtà dello scenario politico. Si è cercato di celebrarlo più e più volte; a tratti, è sembrato di essere giunti a un passo dal fatidico sì. E, invece, a tutt’oggi, la strada è ancora in salita.

Le nozze di cui si parla sono quelle del centrosinistra, frammentato in tante, più o meno piccole realtà, che dall’avvento della giunta Abbaticchio, nel lontano 2012, hanno scelto o di sostenere l’homo novus della politica bitontina o di dargli battaglia.

Tra le ultime iniziative, rivolte a celebrare il tanto agognato matrimonio, quella della federazione Pares, costituita nel maggio 2018 dalle forze del centrosinistra all’opposizione: Governare il Futuro, Insieme per la Città, Laboratorio, Partito Socialista Italiano e Sinistra Italiana. Cinque realtà accomunate soprattutto dall’essere scese in campo, una al fianco dell’altra, nel giugno 2017 a sostegno di Lillino Sannicandro, candidato scelto per spodestare l’attuale primo cittadino. Già alla nascita di questo progetto, si evidenziò, tuttavia, l’assenza di uno dei partiti cardine del centrosinistra, il Partito Democratico, che, nonostante all’opposizione, dopo le politiche del 2018, decise di astenersi alla votazione sul bilancio di previsione inaugurando, di fatto, un dialogo privilegiato con la maggioranza.

La storia di questi ultimi giorni, testimonia come quell’apertura di credito nei confronti della giunta fosse antesignana di un passo ben più decisivo: l’ingresso in maggioranza. Un tassello del puzzle del centrosinistra unito è andato, dunque, ad incastro. Ma, in realtà, sempre negli ultimi giorni, la possibilità di una ricomposizione di tutta quest’area poltica è sembrata riappalesarsi improvvisamente. Conseguenza di alcuni segnali lanciati dal sindaco agli esponenti di Pares, sui quali hanno sentito la necessità di dire la loro i referenti del Psi.

“Già nella prima amministrazione Abbaticchio si era lavorato per far entrare il Pd in maggioranza e noi eravamo favorevoli – spiega Luca Matera, segretario del Psi -. Ma l’intesa si è iniziata a concretizzare solo quando il Pd ha cominciato a prendere le distanze dall’opposizione”.

Nel frattempo, Pares ha continuato a lavorare per cercare un accordo prima nel fronte all’opposizione e poi con le forze di centrosinistra in maggioranza, cercando di “discutere sui progetti e non sulle poltrone. Volevamo che Pares fosse la calamita per tutto il centrosinistra”, prosegue il consigliere socialista Franco Scauro. In seguito, però, gli intenti della federazione non sono stati più condivisi da tutti i suoi ideatori: Laboratorio e Sinistra Italiana hanno deciso di mollare. Pares, intanto, ha cercato di instaurare un dialogo costruttivo con le forze vicine ad Abbaticchio che rispecchiano i valori del centrosinistra. Così, al tavolo del dialogo sono stati chiamati tutti i partiti e le liste civiche in maggioranza, ad eccezione di Direzione Bitonto e Riformisti Cattolici e Popolari, definiti dai socialisti: “troppo lontani dalle visioni del centrosinistra”.

Luca Matera

“L’accordo non è andato a buon fine perché c’è un dominus che non può perdere la sua leadership. Il sindaco deve salvaguardare i rapporti con suoi tanti sostenitori e nessun altro può ritagliarsi uno spazio per comandare. È questo il motivo per cui Pares non è riuscita a interfacciarsi con la maggioranza”, sottolinea il consigliere Franco Scauro.

All’insuccesso dell’incontro di “riappacificazione” di inizio 2019, segue la separazione da Pares di Governare il Futuro, tra i primi sostenitori del progetto, che dapprima sceglie di sostenere il neonato partito del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, Italia in Comune, (di cui Michele Abbaticchio è il vicecoordinatore nazionale) con Vito De Santis, e successivamente con Michelangelo Rucci, esponente di Governare il Futuro a Palazzo Gentile, entra a far parte dello stesso movimento. Una serie di spostamenti che sanciscono “il definitivo tramonto di Pares, suggellato quando De Santis ha comunicato l’uscita di Governare il Futuro”, dichiara il segretario Matera.

Con l’ingresso del Partito Democratico, di Governare il Futuro e dell’ex pentastellato Dino Ciminiello nel roster di Michele Abbaticchio, l’opposizione resta con cinque consiglieri: il gruppo di Iniziativa Democratica (Daucelli, Sannicandro, Bonasia), il Psi (Scauro) e Forza Italia (Rossiello).

“Nelle ultime settimane, abbiamo risposto all’invito del sindaco ad incontrarci. Abbaticchio ci ha riferito di rapporti alterati in maggioranza con Sud al Centro. Nell’ottica di ricucire il rapporto con il centrosinistra al governo –spiega Matera- abbiamo espresso parere favorevole all’ingresso in maggioranza. Ponendo, tuttavia, come condizione l’azzeramento della giunta così da poter ripartire daccapo, nel rispetto dei nuovi assetti in consiglio”.

“Il sindaco aveva messo a nostra disposizione la presidenza del consiglio comunale, le deleghe ai lavori pubblici e alle politiche giovanili e altri incarichi in Asv e la Sanb”, seguita Matera.

Ma il dialogo appena aperto pare essersi interrotto bruscamente: “a noi non interessano gli incarichi, ma un percorso congiunto che dia inizio ad una nuova stagione per la politica locale”, spiega Luca Matera, denunciando l’abbandono della trattativa da parte del sindaco.

La riunificazione del centrosinistra è, dunque, nuovamente in stallo. Intanto, i rapporti tra Iniziativa Democratica e le forze che sostengono Abbaticchio appaiono più distesi: l’assessore regionale Alfonso Pisicchio, leader del movimento, non nega di essere pronto al dialogo con le truppe di Abbaticchio, ma (salvo sorprese in extremis) al momento è difficile pensare ad un passaggio di Michele Daucelli, Lillino Sannicandro e Cosimo Bonasia tra le file della maggioranza.

Il Psi, da parte sua, afferma di “non essere spaventato dalla sindrome dell’abbandono. “Siamo pronti a continuare l’opposizione seria e costruttiva che abbiamo sempre fatto. Continuiamo ad osservare con attenzione l’area di centrosinistra, ma bisogna lavorare duro sui temi e le alleanze per il futuro”, precisa Matera.

La maggioranza, intanto, continua a destreggiarsi con Sud al Centro, il gruppo consiliare più numeroso dell’emiciclo, che con la campagna acquisti delle scorse settimane ha fatto mutare gli equilibri dell’assise, insediatasi all’indomani delle amministrative 2017, e che avrebbe allarmato il primo cittadino tanto da spingerlo a scendere a patti con alcuni esponenti dell’opposizione, offrendo anche la carica di presidente del consiglio in cambio del loro sostegno.

Un ruolo, è importante ricordare, risultato di un’elezione, oggi in mano a Vito Labianca, esponente di Sud al Centro. Le evoluzioni tra i corridoi di Palazzo Gentile non sembrano, dunque, terminate.

Un fatto è certo: il “civismo abbaticchiano” sta lentamente lasciando spazio al ritorno dei partiti politici (si pensi al Partito Democratico e a Italia in Comune), e prevedere gli scenari futuri non è affatto semplice. L’impero costruito dall’attuale primo cittadino negli ultimi sette anni, mettendo insieme sigle e personalità che in realtà sembrano aver poco in comune, dovrà prenderne atto e attrezzarsi per il futuro.

Nella foto in alto, da sin. il consigliere Franco Scauro e il segretario del Psi, Luca Matera