Il bonus bebè che ha fatto rinascere la “città dell’acqua” nel cuore della Sardegna

Ricca di grotte, torrenti e sorgenti, che ne fanno una suggestiva meta turistica nella Barbagia, Sadali torna a crescere grazie a coraggiose politiche sociali

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Siamo nel cuore montagnoso della Sardegna, terra carsica e pietre antiche. Barbagia d’altopiano, Barbagia di Seùlo, Sardegna interna e profonda. Eccoci a Sadali, tra i borghi più belli d’Italia, oggi meno di mille abitanti e tante speranze di ricrescita e ripopolamento.

Terra affascinante, ora brulla ora coltivata, un vero e proprio tacco roccioso, Sadali si caratterizza per le sue grotte, i suoi torrenti e le sue sorgenti: le sue principali mete per visite naturalistiche e paesaggistiche. Un territorio testimone di tutte le ere storiche. E così qui trovi resti archeologici importanti, lasciti diretti della cultura neolitico-nuragica e poi punica e romana.

La cascata di San Valentino

È l’altopiano dolomitico (800 metri come quota media) ad alimentare sorgenti e cascate. La più famosa è la cascata di San Valentino, vicina alla parrocchia dedicata al santo degli innamorati. Una zona di grande suggestione. Totale l’immersione nella natura. Passeggiate, escursioni: tutto chiama e la gente accorre sempre più. L’acqua, coi suoi dolci rumori, infonde tranquillità ed è la regina indisturbata di questo habitat. Le grotte (una quarantina in tutto il territorio) creano poesia, istanza di riparo, sensazione di ristoro, come quella di Is Janas.

Insomma, qui ci si sente sovrani. Non a caso si parla di questa zona come del “regno dell’acqua”: acqua che poi finisce nel naturale baratro detto Sa bucca manna, la grande bocca. Un patrimonio che Sadali intende valorizzare sempre più. Molte le suggestioni. Come i mulini, alcuni ancora funzionanti, che sono la lettura storica della vocazione agricola del posto: l’eco della terra del grano, in un’area dove passa il famoso Trenino Verde della Sardegna. Quello di cui scrisse David H. Lawrence: “Prendiamo il trenino delle Secondarie, dovunque esso vada”.

L’ingresso alla grotta naturale

Qui a Sadali una foresta antica ha lasciato lecci, roverelle, qualche agrifoglio. Il sottobosco presenta la classica macchia con il ginepro, il lentisco e il rosmarino. Una caverna ha fatto riemergere i fossili di un antichissimo cervide del Pleistocene, interessante anche a livello evolutivo per la sua specie. Abitata già nell’evo prenuragico, Sadali diventa successivamente romana, mentre nel medioevo alla sottomissione al giudicato di Cagliari seguirà quella al giudicato di Gallura. Passerà poi a Pisa, la repubblica marinara toscana. Nel 1324 arrivano gli Aragonesi, la cui eredità sarà determinante per tutta l’isola.

Per i secoli a venire, Sadali non sfugge al dominio feudale, sotto il signoraggio dei Carroz. Il centro presenta viali alberati e dunque conserva il verde. Le strade nel centro storico si fanno minute, caratterizzate dalle botteghe di un tempo. Merita una visita la Casa Museo di Tzia Cramella, una dimora privata che raccoglie gli oggetti della tradizione popolare.

La chiesa di San Valentino

Si fiuta l’originaria anima di Sadali nella chiesa di San Valentino, l’unica dedicata al santo ternano in tutta la Sardegna. Dopo il bizantino e il romanico, lo stile ha subito gli influssi del gotico aragonese. Dell’XI secolo è la chiesa di campagna di Sant’Anna, da vedere così come quella di Santa Maria, a un tiro di schioppo dalla foresta. Ci si ritempra con i formaggi sardi e con l’immancabile l’assaggio dei ravioli culurgionis, specialità anche della vicina Ogliastra. Una sagra celebra ogni anno ad agosto questi agnolotti con pasta di patate e pecorino, se si vuole uniti anche a cipolla e menta.

Ma questa terra forse già toccata dai Fenici (il toponimo Sadali dovrebbe derivare dal fenicio Sad-El, “fortezza grande”) oggi sconta i problemi di molti borghi italiani: mancanza di prospettive, disoccupazione, spopolamento. Cittadine vere e proprie, grandi sedi di diocesi nel passato, centri magnificenti di cultura hanno visto, nel corso dei decenni e dei secoli, perdere molta popolazione. E così oggi Sadali sembra seguire il triste declino demografico di molti comuni. Qualche anno fa è stato lanciato da alcuni giovani del paese un progetto di ecovillaggio per garantire a Sadali l’autosufficienza energetica e alimentare. È nato il blog “Ripopola Sadali” con l’idea di mettere in atto una sorta di economia circolare per cui, a chi decidesse di trasferirsi in una casa ampia e riscaldata del borgo, il Comune mise a disposizione dei buoni per coprire parte delle spese d’affitto, di generi alimentari e di acquisto dei terreni. Ma non solo.

La home del blog

Il  Comune ha avviato, a partire dal 2011, serie politiche per il sostegno alla natalità e alla genitorialità. In termini di sostegno economico e di servizi, con risultati incoraggianti. Negli ultimi sette anni la media annuale dei nati è quasi raddoppiata rispetto al settennio precedente. Quali le misure concrete? In primis, l’erogazione del bonus bebè ai genitori con bimbi da 0 a 24 mesi, sotto forma di ticket da utilizzare in tutti gli esercizi commerciali di Sadali. Una cifra di 2400 euro all’anno per tutte le spese del bambino e della mamma. “Risorse pubbliche che hanno incrementato anche i consumi in loco. L’economia così gira “, osserva il sindaco della cittadina, Romina Mura. Prossima tappa sarà supportare le famiglie fino agli undici anni di età. I risultati, si è detto, si vedono. E così i numeri dicono che  mentre la maggior parte degli altri paesi sardi decresce, Sadali tiene. Una buona notizia, forse, per un’Italia di provincia che arranca e, se non muore, almeno sopravvive o vive. Nel silenzio, nella quiete. Senza dimenticare la bellezza sovrana.

Nella foto in alto: una fontana a Sadali