Ora è tempo di ristoro per gli ex azionisti BPB

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Ora è tempo di ristoro per gli ex azionisti BPB

La recente sentenza del Tribunale civile di Bari, che ha condannato al risarcimento dei danni gran parte del consiglio di amministrazione della ex Banca Popolare di Bari per il periodo 2015-2018, riaccende con forza la questione del ristoro per i circa 70mila soci dell’istituto. Secondo le associazioni AssoAzionistiBPB e Comitato indipendente azionisti BPB, il pronunciamento conferma in modo inequivocabile che agli azionisti non può essere attribuita alcuna colpa: la fiducia riposta nell’investimento era legittima, mentre le responsabilità del dissesto sono da ricondurre alle violazioni di norme e leggi da parte degli amministratori.

Il Tribunale ha infatti condannato gli ex vertici della Banca Popolare di Bari – Marco Jacobini, già presidente, il figlio Gianluca, ex vicedirettore generale – insieme ad altri undici ex amministratori, tre ex sindaci e alla società di revisione PricewaterhouseCoopers, al pagamento di circa 122 milioni di euro. Una cifra che rappresenta un passaggio decisivo nel riconoscimento delle responsabilità civili per la gestione che ha portato al crac dell’istituto, oggi Banca del Mezzogiorno.

Per il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, la sentenza segna «un punto fermo definitivo». Turco richiama il governo alla necessità di un intervento pubblico, avvertendo che, senza strumenti straordinari, i risarcimenti rischiano di restare solo sulla carta. Soddisfazione viene espressa anche dall’avv. Antonio Calvani, delegato dell’Unione nazionale consumatori della Puglia per le crisi bancarie: “Ora quei 120 milioni devono andare agli azionisti, veri danneggiati di una gestione definita imprudente e carente nei controlli”.