I disegni giovanili sono il “romanzo di formazione” di Francesco Speranza

Il lirismo e la fascinazione di un tempo sospeso nascono dall'assoluta padronanza del disegno che Speranza rivela nelle opere inedite, esposte di recente a Palazzo Rogadeo a Bitonto

L’evento dedicato a Francesco Speranza dal Centro Ricerche di Storia e Arte, orientato alla valorizzazione dello straordinario ritrovamento del corpus di disegni inediti del maestro, databili agli anni ‘20 del socolo scorso, ha offerto una preziosa occasione per approfondire ulteriori aspetti della vasta e multiforme produzione dell’artista bitontino.

Speranza ha ereditato dal suo tempo l’attenzione al bello, al vero, alla luce, alla forma, manifestando il suo legame con il ‘900, con uno sguardo sibillino sempre rivolto al classicismo. Questa antologia di disegni giovanili, un vero tesoro per gli addetti ai lavori, anticipa la sua predilezione per il dettaglio, il rigore formale e la struttura calibrata, che ritroveremo nel pieno della sua maturità. È possibile, infatti, già intuire il suo profondo valore e il trasporto narrativo.

Speranza è sempre stato un autentico evocatore, attento alla minuzia quanto all’atmosfera e il senso delicato di equilibrio compositivo già si scorge nei suoi esercizi di accademia, tutti attribuibili al periodo napoletano, luogo di rapida sperimentazione per un giovane artista così talentuoso. La conoscenza approfondita del disegno, infatti, appare fondamentale per padroneggiare pienamente la realtà e tutte le sue sfaccettature. Napoli dei primi decenni del Novecento, peraltro, è stata un crocevia di transizione tra la tradizione ottocentesca, ancora molto radicata e portante e uno sguardo già rivolto verso le avanguardie più audaci. Il nostro vive appieno questo passaggio e lo manifesta consapevolmente nei suoi lavori, pur maturando una dimensione totalmente singolare e autentica.

“Umile” cantore del Sud, Speranza nelle sue opere diffonde con lirica levità quel senso di semplice attesa e ammaliante stupore, mantenendo intatto l’equilibro tra naturalezza e sospensione estatica, in grado di trasmettere un magico senso di smarrimento che si riflette ovunque nei suoi lavori, siano essi disegni o dipinti più maturi. Speranza, infatti, è stato un maestro grazie anche alla sintesi formale, cromatica e narrativa, preferenze già evidenti nella sua produzione grafica, di scuola o quale esercizio prodromico al lavoro pittorico finito.

 

Conoscere i disegni preparatori di un grande artista, dunque, è quasi un passaggio obbligato, un transito necessario per scomporre la realtà, analizzarla, reinterpretarla, possederla.

Abbiamo chiesto alla presidente del Centro Ricerche, prof.ssa Carmela Minenna, alcune riflessioni sulle auspicabili prospettive di indagine e studio.

Come nasce questo progetto?

L’idea di esporre i trentaquattro disegni inediti di Francesco Speranza nasce in seno alla pianificazione a lungo termine del Centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto che, a partire dal convegno celebrato a maggio 2024, ha inteso coltivare campi di indagine dedicati al Novecento. In questa programmazione ben si inquadra la figura di Francesco Speranza, artista nato a Bitonto nel 1902 che con i bozzetti e con le tele ha raccontato paesaggi e volti, distese assolate ed intimità domestiche, oggetti e presenze, come in un fotogramma incantato che “impressiona” la tela con istantanee del Novecento e proietta la Puglia nella atemporalità del ricordo. La conoscenza sistematica di questo interprete del Novecento, non può non avere inizio dai suoi esordi a Napoli, raccontati dai disegni prodotti in Accademia tra il 1921 e il 1924 e raffiguranti un ricco campionario della statuaria antica, studi anatomici e decorazioni di gusto rinascimentale. Questi carboncini, quasi tutti vistati dai maestri di Accademia, costituiscono una preziosa risorsa per una intelligenza completa ed efficace di questo ultimo secolo.

 

A questa programmazione indagativa dedicata al Novecento si aggiungono l’antica familiarità con l’artista e la consuetudine alla divulgazione della sua produzione: al Centro Ricerche, fondato nel 1968, va riconosciuta l’intuizione della originalità di questo interprete del Novecento sin da quando, ad un anno dalla sua fondazione, l’associazione culturale gli dedicava una mostra personale. Questo progetto, quindi, prosegue un dialogo mai interrotto tra l’artista e la sua città.

Opere inedite che giungono da Napoli. Puoi parlarci di questo ritrovamento speciale e della scelta della location per l’esposizione?

I disegni inediti di Francesco Speranza, donati al Centro Ricerche, sono stati intercettati per una pura casualità sul piccolo mercato antiquario da un socio del sodalizio. La firma sui disegni riportata dall’artista nella forma ormai codificata e conosciuta grazie alla più nota produzione pittorica, ne ha consentito un’immediata individuazione, creando così i presupposti per una nobile operazione culturale che restituisce a Bitonto e alla comunità degli studiosi un tassello, il primo in ordine cronologico, del percorso formativo dell’artista. Gli esordi del periodo napoletano sono stati offerti al grande pubblico attraverso una esposizione temporanea nelle scuderie del Palazzo Rogadeo, sede della Biblioteca Comunale. La scelta di un contenitore pubblico, in una sede di rilevante impatto socioculturale e dalla forte impronta identitaria, rientra nel progetto di consolidare e rinnovare il vincolo tra Speranza e la sua città natale; un vincolo mai reciso, neppure durante il lungo periodo di permanenza, prima a Napoli, poi a Milano, e sempre ravvivato, in vita, dal frequente scambio epistolare, e dopo la sua scomparsa, da iniziative ed eventi a lui dedicati.

Dopo la mostra, dove verranno custoditi i lavori esposti a Palazzo Rogadeo?

La mostra “Disegni inediti” appartiene ad una macroprogettualità che intende indagare il Novecento e sollecitare l’urgenza di una sistematica e capillare conoscenza del grande artista. In quest’attica, la mostra è candidata ad esposizioni itineranti che sappiano valorizzare le potenzialità formative, culturali e didattiche dei carboncini di Speranza in contesti scolastici ed accademici e in contesti sovralocali di divulgazione artistico-culturale. Intanto, i disegni saranno custoditi nella sede del Centro Ricerche, in attesa che tempi generosi offrano le condizioni per l’inaugurazione di una galleria d’arte cittadina intitolata a Speranza. Non solo uno spazio espositivo che offra unitarietà alla produzione dell’artista, oggi frantumata tra musei pubblici e collezioni private; ma soprattutto uno spazio laboratoriale, per piccoli e adulti, per appassionati e studiosi, dove sperimentare l’arte che si racconta attraverso un variegato patrimonio di fonti, dalle tele ai bozzetti, dai disegni agli scritti.

Nelle immagini alcuni dei disegni in mostra, nei giorni scorsi, nelle scuderie di Palazzo Rogadeo a Bitonto