Radio Rivoluzione? Un viaggio alla scoperta di chi siamo

Il singolo d’esordio di AliC’è, il duo composto da Nicola Rodogna e Rosita Cannito, pubblicato da LeIndieMusic, è un inno a credere nei propri sogni nonostante tutto

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Noi siamo nella musica da sempre e, da quasi due anni, anche nella vita”, dichiara Nicola Rodogna, giovane musicista di Casamassima. La sua parabola musicale sembrava aver toccato l’apice, per complessità, sintesi, maturità espressiva, come dimostra la sua precedente attività di autore presso una band emergente.

E, tuttavia, il nuovo lavoro del duo pugliese AliC’è, composto dallo stesso Nicola Rodogna e dalla bitontina Rosita Cannito, il cui video ufficiale è uscito in anteprima su l’Espresso, non solo conferma i livelli creativi raggiunti, ma rilancia una sfida nuova, che deborda dai solchi dell’impresa discografica. Il brano Radio Rivoluzione, pubblicato per l’etichetta romana LeindieMusic, è un’opera organica che gioca con la consapevole miscellanea di linguaggi musicali, nella fattispecie sonorità pop-indie.

Coppia artistica. Coppia anche nella vita. Li abbiamo incontrati presso Futura, la scuola musicale bitontina di cui Rosita è presidente, per conoscere da vicino la novità del brano e svelare, ai nostri lettori, qualche scoop sul futuro dei due musicisti.

Come e quando nasce quest’intesa artistica?

“Faccio un piccolo passo indietro. Ho cominciato ad approcciarmi alla musica da autodidatta esibendomi, con la mia chitarra, in serate organizzate in locali. L‘incontro con Rosita è stato un colpo di fulmine: mi ha portato a proseguire su questa strada, facendo musica insieme la mia esperienza artistica, precedente alla sua, si sono unite in una bella alchimia”, esordisce Nicola.

Da subito, poco dopo che ci siamo conosciuti a fine 2019, abbiamo dato vito ad AliC’è, il nostro progetto. È un gioco di parole, dato da Alice, metafora della nostra dimensione artistica e quotidiana e il c’è, che indica l’esistenza di un equilibrio raggiunto in entrambe le due strade, una compartecipazione che è il risultato di una ricerca comune”, racconta Rosita.

In che modo siete approdati alla scrittura di Radio Rivoluzione?

Il brano è nato davanti al pianoforte mentre guardavamo le foto di questa estate, e ci siamo soffermati su quello che siamo stati, su quello che siamo oggi e sulla speranza di un futuro insieme. La rivoluzione che siamo stati l’uno per l’altra, è un’esortazione a focalizzare il nostro sguardo su ciò che, a prima vista, appare banale, come una coperta sul divano, un caffè, i cuscini di un letto: ma sono proprio questi semplici oggetti a dischiudere quella che chiamiamo rivoluzione del cuore”, prosegue Rosita.

Contrariamente alle rivoluzioni violente e sanguinarie del passato, la nostra è postideologica, moderata, graduale proprio in quanto democratica, parte dall’interno dei nostri cuori alla ricerca di ciò che ci manca: la pienezza che solo l’altro può farci sperimentare. Se osservate in maniera stereoscopica, le “mie rivoluzioni” divengono una sola: quella del cuore. Il cambiamento è a portata di mano, a patto che lo desideriamo”, spiega Nicola.

Di quali collaborazioni vi siete avvalsi?

Radio Rivoluzione e gli altri brani cui stiamo lavorando, sono frutto del lavoro di un meraviglioso team che crede in noi e supporta la nostra musica. Il progetto è stato accolto dall’etichetta romana LeIndieMusic, tutta la produzione è affidata al cantautore, musicista, polistrumentista Luca Giura, in arte Molla (INRI/METATRON), che riesce a comprendere quello che si vuole comunicare agli altri, quello che hai dentro, e lo trasforma in poesia. Tutto il processo di registrazione, missaggio e mastering è stato affidato a Tullio Ciriello, presso gli studi di A.MA. Records, dichiarano.

Colpisce la scelta del set e dei personaggi…

Il video è stato girato a Bitonto, presso l’associazione culturale “Futura”. L’idea era quella di far percepire il calore di casa all’esterno. Ci sono due bambini che giocano, Dario Mattia e Tracy Saracino, e due nonni, Michele Petta e Rosaria Albanese, entrambi allievi della nostra scuola. È un inno alla vita attraverso un viaggio che, dall’infanzia spensierata, conduce alle responsabilità dell’età adulta fino a chiudere in bellezza questo viaggio insieme”, enfatizza Nicola.

Il preciso carattere che valorizza in sé la canzone risulta, alla fine, rafforzato dalla cornice complessiva. Come rivela il titolo, si è come in un sogno che richiama schegge autobiografiche di entrambi; attraverso suoni dilatati ed eterei l’ascoltatore, grazie alla propria libertà di immaginazione, riesce a cogliere il filo narrativo-onirico che lega le varie sezioni del brano, immedesimandosi nell’esperienza da noi vissuta”, continua Rosita.

La musica da mero intrattenimento non è certo il pane quotidiano del vostro mestiere. Come fate ad essere “originali”?

Siamo semplici, diretti, sognatori. Originalità per noi significa essere sé stessi e non la copia di altri. Indossare maschere nella musica è fuorviante. Dopotutto ciascuno di noi è originale, unico, diverso. Perché non permettergli di far emergere il proprio talento? La crescita autentica avviene ogni giorno solo se ci lasciamo meravigliare dalla bellezza della vita, fatta di cose semplici ed essenziali che rafforzano emotivamente alle nostre scelte consentendoci di superare anche i momenti di maggior difficoltà, chiariscono Nicola e Rosita.  

Fa strano dirlo, ma un intero anno senza esibizioni dal vivo ci ha indotto a cambiare la percezione che abbiamo della musica. Cosa vi è mancato di più?

La pandemia ha imposto uno stop a tutti i musicisti mettendo crudamente in evidenza la ormai cronica, totale mancanza di considerazione e organizzazione di tutto il nostro patrimonio artistico-culturale e, in particolare, musicale. Solo in parte è stato possibile colmare la distanza geografica tra i nostri paesi d’origine dallo schermo del pc, attraverso il quali abbiamo mantenuto i contatti scambiandoci idee. È stato allora che la nostra energia si è riversata nel lavoro creativo”, sostiene Radogna.

Ci è mancato e ci manca ancora molto la possibilità di tornare a suonare dal vivo, contatto con il pubblico è come una droga dalla quale non riesci a disintossicarti. Spero che presto torneremo a fare musica live” conclude Cannito.

A un anno dallo scoppio della pandemia – suona drastico affermarlo – i musicisti non hanno il potere di cambiare i vettori economici del mondo musicale, ma certamente hanno ancora il diritto, quello sì, di scegliere se accettare certe logiche oppure no. Una scelta forte, proprio in questi giorni che siamo nuovamente reclusi per necessità e non per scelta. Amor omnia vincit. E ci auguriamo davvero che con l’amore, anche la musica, i musicisti, alla fine vincano in questi tempi di miseria.

In alto e nelle altre foto, Nicola Rodogna e Rosita Cannito