Scie luminosissime intrecciano, con arte, storia e fede a Bitonto

Danze aeree, musiche e luci nella suggestiva rievocazione, per le feste patronali, della battaglia del 1734 e del miracolo della Vergine

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“Sii dolce con me. Sii gentile. E’ breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime”. Sono versi di una poesia di Mariangela Gualtieri, tratta dal libro Bestia di gioia (Einaudi, 2010). Un’esortazione alla gentilezza, intesa come cura, come atto tangibile del nostro essere gli uni per gli altri. Un invito a ricordare sempre il nostro essere fragili ed il nostro destino: tornare parte di un cosmo che ci origina, ci contiene e ci sopravvive. Il tempo che abbiamo a disposizione per manifestare la nostra presenza, per testimoniare il nostro passaggio, è incredibilmente breve.

Giocoliere col fuoco (foto: Massimiliano Robles)

«Dopo saremo scie luminosissime» e forse avremo nostalgia della nostra limitata condizione umana, perché in essa possiamo sempre, in ogni momento, esprimere il nostro amore per l’altro. E’, dunque, possibile tracciare un parallelismo fra questi versi e lo spettacolo mozzafiato a cui abbiamo assistito durante le feste patronali a Bitonto. Con Scie Luminosissime, una gremitissima piazza Cavour, fulcro della movida cittadina nel cuore del centro storico, si trasforma come per incanto in un vero e proprio teatro a cielo aperto, con il Torrione Angioino come fondale scenografico, grazie alle suggestive proiezioni sull’imponente cilindro di pietra, il loggiato come spazio scenico pervaso di musica e poesia, e il fossato come spazio aereo per spettacolari evoluzioni volanti.

Raffaello Fusaro e Rossella Giugliano (foto: Massimiliano Robles)

Lo spettacolo ha raccontato, attraverso la contaminazione di arti e linguaggi differenti, l’apparizione della Vergine, avvenuta, secondo la fede popolare, in occasione della Battaglia di Bitonto del 26 maggio 1734 combattuta tra l’esercito spagnolo, comandato dal generale duca di Montemar, e quello austriaco, guidato dal generale di Belmonte. Il miracoloso intervento celeste portò gli spagnoli a risparmiare dal saccheggio la nostra città, dopo la vittoria sugli austriaci, con la celebre frase pronunciata dalla Vergine, che definì Bitonto “pupilla dei suoi occhi”.

Una delle suggestive proiezioni sul Torrione (foto: Massimiliano Robles)

L’evento, che ha impreziosito la festa patronale in onore dell’Immacolata, è stato possibile grazie al prezioso contributo di Elisa Barrucchieri, straordinaria artista di danza aerea, responsabile del corteo storico di Bari, fondatrice e direttrice artistica di ResExtensa, compagnia di danza capofila di una residenza nel progetto Teatri Abitati. La luce artistica e videografica si deve a Pino Loconsole, le performances musicali a Costantino Carrara, giovane musicista bitontino, salito agli onori della cronaca per aver eseguito col pianoforte in location particolari, dalla California agli altopiani Islandesi, vari suoi arrangiamenti, fra cui la colonna sonora di The Games of Thrones e brani dei Led Zeppelin, uno su tutti il celebre Stairway To Heaven, colonne sonore dello spettacolo.

Ballerini acrobati (foto: Massimiliano Robles)

La voce narrante è stata quella dell’attrice Rossella Giuliano, mentre agli intrepidi ballerini acrobatici, della compagnia ResExtensa dance company, è toccato riprodurre le fasi concitate della battaglia. Il tutto coordinato dalla magistrale regia di Raffaello Fusaro, altro narratore della serata in tandem con la Giuliano. Ogni artista ha portato in scena la propria “luminosità”, accendendo i cuori degli spettatori e facendo brillare le loro pupille con lo sfavillante gioco di luci e fuochi, capace di tenere per più di un’ora tutti con il fiato sospeso, lo sguardo incantato e la bocca spalancata per lo stupore, mentre i ballerini continuavano a volteggiare elegantemente sulle loro teste, sospesi nel vuoto come acrobati sui loro trapezi. Uno show pensato per la nostra città nell’anno del bicentenario della stesura dell’Infinito di Leopardi, collegato idealmente all’essenza di questo evento.

(foto: Massimiliano Robles)

La luce è stato il tema portante che ha sostenuto il racconto sscenico dei fatti storici. Uno spettacolo, dunque, non solo visivo ma anche sonoro. Un mix di luci, fuochi, musiche, danze aeree e voci suadenti, concretizzatisi come per magia nello spazio della piazza. Una narrazione che sa di storia e di fede, giocata sul tema dell’Infinito come luogo di incontro di racconti della tradizione, di tempi e culture diverse, di abbracci di generazioni differenti unite nella fede.

In questa foto e nella foto in alto, Elisa Barrucchieri e i danzatori aerei della compagnia ResExtensa (foto: Massimiliano Robles)