Marco Galiano resta alla guida di Trani, ma il ritiro delle sue dimissioni, presentate solo venti giorni fa e definite “irrevocabili”, ha scatenato un terremoto politico. Quello che il sindaco, insediatosi da appena quattro mesi, aveva dipinto come un drammatico strappo all’insegna dei principi e del rifiuto di ogni compromesso, si è trasformato in poche ore in una clamorosa retromarcia, accendendo la durissima reazione delle opposizioni.
Il consigliere di minoranza Angelo Guarriello, già candidato sindaco per il centrodestra, ha espresso apertamente la forte delusione per un dietrofront che trasforma la crisi istituzionale in una vera e propria «farsa». Guarriello, che inizialmente aveva persino riconosciuto al sindaco il merito della coerenza ideologica, accusa oggi l’intera maggioranza di aver smarrito il senso di responsabilità. Secondo l’esponente dell’opposizione, la città di Trani è di fatto ostaggio di personalismi e di una classe politica che calpesta i propri proclamati ideali non appena questi diventano scomodi o minacciano la poltrona.
Mentre il dibattito s’infiamma, la macchina amministrativa cittadina rimane paralizzata e priva di certezze per il futuro. La minoranza ha già annunciato che non lascerà passare sotto silenzio l’accaduto: Guarriello presenterà un’interrogazione formale in Consiglio comunale. L’obiettivo è costringere Galiano a fare piena luce sulle trattative “sotterranee” di questi giorni, spiegando ai cittadini quali promesse abbiano garantito la tenuta della maggioranza.
L’opposizione esige trasparenza immediata: senza una linea politica chiara e verificabile, il ritorno in aula rischia di sancire una rottura definitiva.
Nella foto Guarriello nel corso della campgna elettorale



